Il sindaco e il presidente del Consiglio comunale lanciano un appello. Ma la tradizione dominante dei corteo no ponte è stata sempre pacifica
MESSINA – In vista della manifestazione “No Ponte” prevista per sabato 29 novembre, alle ore 14, con partenza da Piazza Castronovo, il sindaco Federico Basile e il presidente del Consiglio comunale, Nello Pergolizzi, sentono “il dovere istituzionale di rivolgere un appello sia ai partecipanti che all’intera cittadinanza. La libertà di manifestare il proprio pensiero è un diritto fondamentale, che va tutelato e rispettato, soprattutto quando in gioco vi sono temi così rilevanti per il futuro della nostra comunità. Proprio per questo, è indispensabile che la manifestazione si svolga in modo pacifico, civile e rispettoso”.
L’invito è rivolto “a tutti i partecipanti affinché la manifestazione si possa svolgere in un clima di serenità e di rispetto delle ordinarie regole del vivere civile al fine di non snaturare il senso profondo della stessa. Allo stesso tempo, invitiamo tutti a collaborare con senso di responsabilità, affinché la giornata resti un momento di partecipazione democratica. Alla cittadinanza tutta rivolgiamo inoltre l’invito ad adottare tutte le precauzioni necessarie per evitare possibili disagi e danni a persone o cose, seguendo le indicazioni che verranno fornite dalle autorità competenti e dalle Forze dell’Ordine”.
Infine il ringraziamento alla prefetta, al questore, alle forze dell’ordine e alla Protezione Civile “per il lavoro che svolgeranno a tutela della cittadinanza e della città di Messina. L’auspicio è anche in questa occasione Messina possa dare prova di essere una comunità matura, capace di far convivere il dissenso con il rispetto delle regole, delle persone e dei luoghi”.
Va rilevato che la tradizione dominante dei corteo no ponte è stata sempre pacifica.

Dichiarazioni di aurea banalità. Strano che questi signori non sappiano che i vari cortei no ponte si sono sempre svolti con un serio ed educato comportamento da parte di tutti i partecipanti.
Vorrei potere partecipare e non vorrei, come già accaduto, che si inneggiasse alla Palestina libera e si lasciasse passare il messaggio che la guerriglia urbana sia cosa lecita per perseguire obiettivi pacifisti internazionali. Il Ponte da non farsi è questione di ambiente ed ecologia, bellezza e rispetto della natura, turismo e possibilità di salvezza di una città a vocazione turistica che alcuni vorrebbero ridurre a transito a caro prezzo e opera di “fortificazione bellica” laddove secoli di storia ci hanno insegnato che la distruzione dei ponti è il primo obiettivo militare del nemico. Non vorrei che violenti senza arte nè parte in alcunchè avessero una scusa per rompere le fila, aggredire e devastare in nome di una libertà di espressione che è solo squallida, gratuita violenza. Gandhi ha vinto la battaglia del sale prendendone un pugno in mano e dicendo. Il sale è nostro! Io vorrei poter dire:” Il mare libero è anche mio!” La legalità esiste! La magistratura funziona!
Mettono le mani avanti. Invece si muovano per la sicurezza dei cittadini e mettano in atto tutto quello che serve per evitare incidenti.
Ma stavolta di quale preoccupazione parlano i due esponenti politici???
Oltre che i cortei No Ponte non hanno mai generato violenza, si preoccupano di questo ? È stato mai fatto prima di ogni corteo ? E poi, se fino ad ora non hanno mai espresso posizione sul ponte, adesso pare che sia più chiara la posizione. Sembra quasi una intenzione di fare desistere …mah
Certo, dovrebbero impegnarsi – istituzioni e manifestanti – perché tutto vada bene, ed evitare infiltrazioni di soggetti non pacifici che vanno li solo per fare danno a città e persone.
… ancora devono ripulire le scritte della precedente manifestazione al passaggio in via XXIV maggio e non solo…
.. promesse, promesse, attenzioni, … disattese