De Luca: "Siracusano e Scurria costretti a votarmi come presidente della Regione? Potrebbe accadere"

De Luca: “Siracusano e Scurria costretti a votarmi come presidente della Regione? Potrebbe accadere”

Marco Olivieri

De Luca: “Siracusano e Scurria costretti a votarmi come presidente della Regione? Potrebbe accadere”

sabato 30 Maggio 2026 - 09:10

La provocazione del leader di ScN. "Dialogo sia con centrosinistra, sia con centrodestra". RispettoMessina: "Non si possono mettere insieme Don Sturzo e Vannacci"

MESSINA – La strategia di Cateno De Luca è chiara in vista delle regionali e nazionali. In sostanza, tiene aperta la porta sia a centrosinistra, sia a centrodestra. Nessuna strada è preclusa. Ieri, nel corso della prima conferenza stampa con Federico Basile appena rieletto, lo ha ribadito a Palazzo Zanca a Messina, così come il giorno prima all’Ars. E, polemizzando con la campagna elettorale del candidato sindaco Marcello Scurria e della sottosegretaria (e vicesindaca designata) Matilde Siracusano, ha persino affermato: “Potrebbero essere costretti a votarmi come presidente della Regione siciliana”.

L’ambizione è quella di essere decisivi nella partita elettorale che si aprirà: “La mia candidatura alla presidenza è in campo mma sono pronto a confrontarmi anche su altri nomi autorevoli dopo una condivisione programmatica. Queste elezioni amministrative hanno certificato un dato politico chiaro e incontestabile: Sud Chiama Nord non solo esiste, ma rappresenta oggi il vero baricentro della politica siciliana. Mentre in tanti, negli ultimi mesi, ci davano per isolati o addirittura politicamente finiti, i risultati delle urne hanno dimostrato esattamente il contrario. Sud Chiama Nord è il primo partito nei 17 Comuni al voto con il sistema proporzionale, supera il 20% dei consensi e governa oggi territori che rappresentano oltre 260 mila abitanti”.

De Luca: “Rivendico le maggioranze variabili, Sud chiama Nord una forza post ideologica”

De Luca respinge l’accusa di trasformismo e sostiene: “Queste elezioni hanno anche certificato un altro elemento fondamentale: Sud Chiama Nord è una forza politica post ideologica, libera dagli steccati tradizionali. Abbiamo costruito alleanze variabili partendo dai territori, dai candidati e dalla qualità amministrativa, non dalle etichette imposte dai tavoli romani. Per questo diciamo con chiarezza che il tema oggi non è dove debba andare Sud Chiama Nord. Sono gli altri che devono decidere se vogliono condividere la nostra visione di Sicilia. Una visione fondata sulla sussidiarietà vera, sul rafforzamento dei Comuni, sulla liberazione dei territori dal centralismo regionale e dalla burocrazia che blocca ogni processo di sviluppo. Noi immaginiamo una Sicilia in cui i sindaci abbiano strumenti, risorse e poteri reali”.

La critica di RispettoMessina: “Non si possono mettere insieme Don Sturzo e Vannacci”

In quest’ambito, a Palermo ha dichiarato che il dialogo è aperto con tutte le forze politiche: da quelle progressiste a persino Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, purché accettino i punti programmatici, magari con un contratto, di ScN. Da qui la critica di Gruppo di Iniziativa e Resistenza Civica “RispettoMessina”: “Il post ideologismo richiamato da qualche nuovo spin doctor del movimento politico Sud chiama Nord con richiami al regionalismo sturziano (forse un riferimento alle riflessioni dell’economista Michele Limosani, n.d.r.) si scontra totalmente con le dichiarazioni del fondatore e deus ex machina di tale soggetto politico e dei suoi vari satelliti. Difatti in un effluvio verbale dal sapore qualunquistico e autocelebrativo ritiene di poter mettere insieme Don Luigi Sturzo, che fondò il Partito Popolare con una netta caratterizzazione antifascista, e il generale Vannacci che esalta la Decima Mas e basa la sua propaganda politica su un brutale razzismo e suprematismo bianco. E che fa riferimento alla lobby reazionaria e neoconservatrice nata negli Usa ed estesa in molti Paesi Europei. Viene da chiedersi come possa conciliarsi questo maldestro tentativo di connubio fra (metaforicamente parlando) “il diavolo e l’acqua santa ” fatto solo per perseguire ambizioni meramente personali e tendenti a mettere sotto i piedi qualsiasi forma di riferimento a valori e principi che dovrebbero essere alla base di ogni forma di impegno politico, culturale e sociale, per non scadere in un mero pragmatismo che finisce sempre a favorire “i pochi” a discapito dei molti”.

Articoli correlati

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED