Da anni si parla di riqualificare la zona ma non ci sono progetti. L'idea di legarla al lungomare Boccetta - Annunziata
MESSINA – E’ una delle tante zone nascoste della città, davanti al mare. Quel mare che dovrebbe essere una risorsa per la città è spesso riservato a pochi e lì impera il degrado, con costruzioni o qualunque insediamento che ne impediscono la vista e l’accesso.
Di riqualificare l’area delle Case Basse di Paradiso se ne parla da decenni, senza che si muova foglia. Di accessibile c’è solo una strada stretta, in alcuni punti anche sterrata, poi costruzioni a destra e a sinistra, davanti al mare, tra vecchie case, baracche e concessioni demaniali per attività non sempre in funzione, come il “Cantiere Marina Sport”, oggi in curatela fallimentare.
Il collante con Boccetta – Annunziata
La riviera nord di Messina, quella del mare e dei lidi, inizia subito dopo le Case Basse, che sono un mondo a sé, nel degrado, e che dovrebbero essere invece il collante col lungomare Boccetta – Annunziata, per il quale è appena stato firmato il contratto per la progettazione. Ecco perché la proposta di Fratelli d’Italia potrebbe essere una soluzione per cambiare l’immobilismo degli ultimi tempi.
Agire per sottrazione
Ex Teatro in Fiera, area ex Magazzini Generali e Silos Granai, ex Macello. Tante aree preziose della città, davanti al mare, abbandonate. Finalmente, da qualche tempo, la strada è stata individuata: agire per sottrazione. Cioè demolire quelle brutture, liberare aree e restituire la vista del mare, realizzando spazi per cittadini e turisti, come si sta facendo nell’area della Fiera, che per lungo tempo è rimasta chiusa 350 giorni l’anno.
E alle Case Basse si potrebbe fare qualcosa di simile. Basta un’immagine di Google Maps, dall’alto, per vedere com’è stato mal occupato quello spazio. Dal basso, poi, si vede il degrado, pochissime aree libere e accessi al mare tra i rifiuti. Un insulto alla bellezza dello Stretto e uno spreco di territorio da sempre invisibile alla città.















Spero non si cada nel tranello di subordinare qualsiasi nobile progetto di riqualificazione della zona nord a questa chimera del piano Boccetta-Annunziata che resterà soltanto un sogno ( o uno specchietto per allodole) fintantoché non verrà liberata la rada di S. Francesco( già è tanto se si aprirà quel tratto di passeggiata che abbiamo pensato di riempire con ettari di prato inglese che seccherà periodicamente- non siamo a Dublino…). E, come nel domino, tale LIBERAZIONE non potrà MAI realizzarsi se non prima verrà consegnato il SUPERCHIMERICO PORTO DI TREMESTIERI. Non è un caso che la nuova ditta si sia stranamente fermata difronte alla esecuzione della diga foranea ( non proprio un dettaglio) i cui lavori sarebbero dovuti cominciare nel mese di Aprile. Ergo, se non prima si libera la rada del Viale della Libertà, potremo parlare di tutto. Ma qualsiasi argomento sarà meno concreto di quello sul sesso degli angeli…Una sola preghiera…un po’ di concretezza e maggiore assertività ( anche da parte della stampa). Delle favolette ne abbiamo abbastanza.