Il Segretario Generale Giuseppe Lavia: spesa certificata ferma al 18%, 273 milioni da rendicontare entro fine 2026
La Calabria è chiamata a uno «sforzo straordinario» per accelerare la messa a terra dei fondi europei del PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027, un programma da 2,9 miliardi di euro (2,3 miliardi di quota FESR più la componente FSE) che rischia di scontare ritardi significativi rispetto agli obiettivi di spesa. È questo il messaggio lanciato da Giuseppe Lavia, Segretario Generale della CISL Calabria, a margine del suo intervento alla riunione del Comitato di Sorveglianza tenutasi nei giorni scorsi.
Spesa ferma al 18%: la sfida dei 273 milioni entro dicembre 2026
I numeri presentati durante il Comitato dipingono un quadro che lascia poco spazio alla tranquillità. Al 10 giugno 2025, la spesa certificata sui fondi europei si attesta a 492 milioni di euro, pari al 18% del totale disponibile — una percentuale inferiore alla media nazionale.
«Entro il 31 dicembre 2026 dovremo certificare ulteriori 273 milioni di euro per raggiungere gli obiettivi», ha dichiarato Lavia. «Le misure di accelerazione previste devono quindi trovare un’attuazione immediata e tempestiva».
Stop alla frammentazione: bene la rimodulazione su idrico e social housing
Per la CISL Calabria, la priorità strategica è chiara: concentrare le risorse su poche grandi voci, evitando la dispersione in micro-interventi. «Evitare di parcellizzare le risorse in mille rivoli deve essere un obiettivo strategico imprescindibile», ha sottolineato il sindacalista.
In quest’ottica, il sindacato esprime apprezzamento per le scelte operate dalla revisione di medio termine del programma, che ha destinato risorse aggiuntive a tre ambiti prioritari:
- Resilienza idrica: 146 milioni di euro aggiuntivi
- Social housing (edilizia sociale)
- Protezione civile
«Una scelta corretta per concentrare i fondi sulle infrastrutture di base — ha commentato Lavia —, perché senza basi solide non si costruiscono altezze».
Viabilità delle aree interne: la Regione apre al rifinanziamento
Uno dei passaggi più significativi dell’incontro riguarda la questione della viabilità di accesso alle aree interne, un pacchetto di interventi che era stato definanziato nell’ultima revisione per assenza di impegni giuridicamente vincolanti, ma che la CISL considera «una priorità assoluta per il territorio».
Durante il Comitato, la Regione Calabria ha ribadito la propria disponibilità ad accogliere la richiesta del sindacato, valutando il ricorso a canali di finanziamento alternativi per garantire comunque l’attuazione della misura. Un segnale importante in chiave di contrasto allo spopolamento delle zone montane e periferiche della regione.
“Impresa Sicura” e aree industriali: le richieste per il biennio 2026-2027
Tra le priorità indicate da Lavia per il prossimo biennio, due spiccano in modo particolare sul fronte economico e occupazionale.
La prima è il rifinanziamento del bando “Impresa Sicura”, misura dedicata alla formazione sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro: «Le domande presentate dalle aziende superano di gran lunga le risorse attualmente stanziate. È fondamentale iniettare nuova linfa finanziaria per sostenere questo importante obiettivo».
La seconda è la riqualificazione delle aree industriali, per la quale il sindacato chiede «un’ulteriore spinta e nuove revisioni del programma che si concentrino su poche priorità strategiche, a partire dal rilancio generale delle nostre aree produttive».
Giovani e Calabria: criteri di premialità nei nuovi bandi
Nel quadro delle richieste avanzate dalla CISL, trova spazio anche il tema della fuga dei giovani, considerato una delle emergenze più gravi per il futuro della regione. Lavia ha chiesto che i nuovi bandi del PR FESR FSE+ prevedano «criteri di premialità specifici per le nuove generazioni, per costruire opportunità reali in Calabria e arginare la drammatica fuga dei giovani».
Qualità prima dei numeri: la bussola della CISL per valutare il ciclo 2021-2027
Chiudendo il suo intervento, il Segretario Generale della CISL Calabria ha ribadito la visione del sindacato sul metro di giudizio da adottare per l’intero ciclo di programmazione europea: «La valutazione del successo non potrà basarsi solo sulla quantità della spesa o sulla corsa al target numerico, ma sulla sua qualità».
L’indicatore decisivo, per Lavia, saranno «gli impatti reali sul territorio: il sostegno al lavoro stabile e di qualità, il rafforzamento del tessuto produttivo e l’inclusione sociale».
Articolo scritto con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale, verificato dalla redazione.

