Le tracce di trascinamento, l'ombra di un'altra arma, il ruolo dell'amico di Gatani: super testimone "omertoso" o sospettato?
Messina – Un’altra persona c’era, quella mattina, nel bosco di Montagnareale, quando Antonio Gatani e Davis e Giuseppe Pino sono morti. E’ stato soltanto testimone di una lite finita in strage ed è fuggito per paura o ha avuto un ruolo attivo, sparando a sua volta? E’ questo l’ultimo tassello che rimane da chiarire, mentre si lavora soprattutto per identificarlo.
Svolta nell’indagine
Ed è questa al momento la principale svolta delle indagini: l’inchiesta gestita dalla sostituta Roberta Ampolo e dal procuratore capo di Patti Angelo Cavallo non è più un fascicolo senza indagati ma c’è una pista, quella che conduce appunto alla presenza di un’altra persona, sul luogo dove sono stati ritrovati i tre corpi dei cacciatori, lo scorso 28 gennaio.
Lite finita in strage o agguato?
Diversi gli elementi che fanno pensare ad un’altra persona, anche se l’ipotesi che i tre si siano freddati a vicenda non è stata ancora del tutto scartata, almeno fino a quando non ci sarà la certezza, proveniente dal laboratorio dei Ris, che a sparare almeno un colpo non sia stata anche un’altra arma, diversa dai fucili dei cacciatori ritrovati accanto ai loro corpi.
Gli indizi
I carabinieri e gli esperti della Scientifica sono tornati più volte a Montagnareale alla ricerca di indizi, magari ancora nascosti tra la fitta vegetazione. Nell’immediato, infatti, non erano stati trovati bossoli, così come meritava una maggiore attenzione la posizione dei corpi. Ci sono infatti segni che il corpo di uno dei fratelli sia stato spostato, o che lui abbia provato a fuggire, già ferito, prima di spirare.
Oltre all’autopsia, che ha rivelato come e con cosa sono state colpite le tre vittime (almeno quattro i colpi che hanno raggiunto le vittime, tutti colpiti frontalmente), i consulenti della Procura hanno effettuato una perizia dattiloscopica, per capire se i segni lasciati sui fucili trovati appartengono soltanto ai cacciatori. E stanno incrociando i dati offerti dalla tracciatura telefonica, per capire se è possibile ricostruire i movimenti delle tre vittime ed individuare la presenza di altri soggetti anche così.
Super testimone o indagato?
Al vaglio c’è poi anche la versione del quarto uomo già identificato, ovvero l’amico di Gatani che quella mattina era uscito con lui a caccia, intorno alle sei, ma che dice di averlo perso di vista prima che si inoltrasse nel bosco. A dare l’allarme e permettere la scoperta dei tre corpi è stato un motociclista di passaggio nella zona.
