Gioia Tauro. Nella Piana, resta critica la situazione dei braccianti stranieri

Gioia Tauro. Nella Piana, resta critica la situazione dei braccianti stranieri

Redazione

Gioia Tauro. Nella Piana, resta critica la situazione dei braccianti stranieri

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martedì 25 Febbraio 2025 - 08:14

Le patologie più comuni sono legate alla durezza del lavoro nei campi, all'insalubrità degli alloggi, all'esposizione a prodotti agrochimici e a difficoltà di accesso al sistema sanitario

GIOIA TAURO – Resta critica la situazione dell’assistenza sanitaria per i braccianti stranieri impegnati in attività agricole nelle campagne della Piana di Gioia Tauro. A lanciare l’allarme è l’organizzazione Medici per i Diritti Umani, organizzazione presente nella zona con un proprio team da 12 anni.
Da novembre 2024 a febbraio 2025, l’organizzazione medica ha fornito assistenza medica e socio-legale a 371 persone tra la tendopoli di San Ferdinando e gli insediamenti di contrada Russo a Taurianova e di Largo Bruniani a Rosarno.

Gli assistiti – secondo i dati emersi da una serie di interviste – sono prevalentemente per il 61% uomini di età compresa tra 31 e 50 anni, provenienti da Africa occidentale, Maghreb, Sudan, Camerun e Bulgaria. L’87% ha un permesso di soggiorno regolare. Il 25% è titolare di protezione sussidiaria, il 17% di permesso per lavoro subordinato e un altro 17% di protezione speciale. Solo il 10% si trovava in condizioni di irregolarità. Circa il 78%, inoltre, vive in Italia da oltre tre anni e si dedica a lavori agricoli spostandosi in altre zone durante l’anno.

Le patologie più comuni tra i braccianti – documentano i sanitari di Medu – sono legate alla durezza del lavoro nei campi, all’insalubrità degli alloggi, all’esposizione a prodotti agrochimici e a difficoltà di accesso al sistema sanitario. Le malattie dell’apparato osteoarticolare e dell’apparato digerente sono le più frequenti, seguite da problemi odontoiatrici e malattie respiratorie. Non meno rilevanti sono le malattie della pelle, oltre a quelle cardio-circolatorie, ed i disturbi genito-urinari.

Ad aggravare la situazione c’è il dato relativo alla condizione abitativa, con molti braccianti costretti alla precarietà di contesti periferici, abusivi e insalubri. “Ad oggi – segnala Medu – rimane particolarmente preoccupante la condizione dell’ex tendopoli ministeriale di San Ferdinando, creata come presidio temporaneo per ospitare circa cinquecento persone e diventata un ghetto in continua espansione, con la costruzione di baracche e strutture precarie. La tendopoli versa in uno stato di totale degrado, priva di servizi essenziali, senza acqua potabile ed elettricità e raccolta dei rifiuti, e con condizioni igienico-sanitarie allarmanti. Emblematica è la vicenda di un giovane bracciante ghanese che a gennaio è stato visitato per una sospetta polmonite. Senza possibilità di curarsi ha continuato a lavorare fino al peggioramento delle condizioni e al ricovero d’urgenza. Dopo venti giorni in ospedale il giovane ha fatto rientro nella tendopoli, ma poco dopo, vista insostenibilità della situazione, ha deciso di lasciare la Piana.

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