Mentre la Regione cerca di correre ai ripari e gli autotrasportatori scioperano, domina l'incertezza. E potrebbero scarseggiare i prodotti nei supermercati
SICILIA – Quanto ci sta costando e quanto ci costerà in termini economici? Il caro carburanti al centro della scena politica in Sicilia. La guerra in Iran rischia di provocare sempre maggiori conseguenze, senza dimenticare le vittime civili e le popolazioni messe a dura prova dalla violenza bellica. Mentre il governo Schifani cerca di correre ai ripari e gli autotrasportatori scioperano fino al 18 aprile, domina l’incertezza. E potrebbero scarseggiare i prodotti nei supermercati. In più, complice il clima d’incertezza, le file davanti alle pompe di benzina si moltiplicano.
Ricordiamo che il Comitato trasportatori siciliani ha proclamato un “blocco dei porti” nell’isola in attese di soluzioni da parte del governo. Un blocco per cinque giorni, ovvero fino al 18 aprile, con ripercussioni sulla grande distribuzione. In primo piano i costi dei traghettamenti nello Stretto e delle tratte marittime in generale. E, come abbiamo scritto ieri, gli armatori non nascondono preoccupazioni, se il prezzo del carburante continuerà a salire.
“I collegamenti nello Stretto e nelle isole minori, l’incremento dei costi e gli eventuali razionamenti di orari e corse”
Così Vincenzo Franza, amministratore delegato della Caronte&Tourist: “I collegamenti sono, al momento, confermati sia nello Stretto che verso le isole minori, grazie ai normali approvvigionamenti di diesel e gnl fin qui programmati, seppure in presenza di un sensibile incremento dei costi. Non possiamo tuttavia dichiararci tranquilli di fronte una situazione che non frena la sua escalation. In questo quadro in evoluzione, non possiamo escludere eventuali razionamenti degli orari e delle corse attualmente in vigore, che potranno essere strumenti utili a ottimizzare la distribuzione delle risorse per garantire la continuità del servizio di traghettamento”.
Gli obiettivi della Giunta Schifani e le richieste del Pd sui disagi per residenti e pendolari
Nel frattempo, la Giunta Schifani lavora ad un emendamento da 25 milioni di euro per contrastare gli effetti dell’aumento dei costi dei carburanti. Il pacchetto sarà esteso anche ai comparti dell’agricoltura e della pesca, anch’essi duramente colpiti dal rincaro dei costi di produzione. Sul tema ieri è intervenuta la candidata del centrosinistra a Messina Antonella Russo: “Chiediamo un intervento urgente e coordinato che consenta di attivare subito misure straordinarie di sostegno per i collegamenti marittimi e per quelli
nello Stretto, affinché venga garantita la continuità del servizio senza ulteriori aggravi per residenti e pendolari. Nel silenzio del governo nazionale, il centrosinistra non resta a guardare di fronte ai disagi di decine di migliaia di siciliani”.
E così il segretario regionale del Partito democratico Sicilia, Anthony Barbagallo: “Lo sciopero di 5 giorni degli autotrasportatori siciliani e il rischio più che concreto degli scaffali vuoti nei supermercati, oltre a una impennata dei prezzi dei generi di prima necessità, è un’altra tegola che si abbatte sulla già disastrata economia dell’Isola. In Sicilia il costo del carburante continua ad aumentare e da noi costa comunque di più che nel resto del Paese, ma i trasportatori attendono da troppo tempo risposte”.
“Chiediamo al ministro Salvini e al presidente della Regione Schifani – prosegue il deputato dem e segretario regionale – interventi immediati che vengano incontro alle richieste dei lavoratori e degli autotrasportatori. Per troppo tempo il governo regionale e quello nazionale hanno continuato a mettere la polvere sotto il tappeto senza affrontare nodi fondamentali come l’impiego del fondo Ets, i ritardi nei pagamenti del marebonus (sea modal shift), la mancata vigilanza nel cartello del diesel nei rifornimenti, i costi per l’attraversamento dello stretto e i miraggi di un attraversamento dinamico e sostenibile”.

Volevo ricordareche da Hormuz arriva solo i 10% del petrolio destinato all’Europa e che quindi dietro all’inalzamento dei prezzi c’è un’evidenrte speculazione appoggiata anche da governo e opposizione. Aprite gli occhi!
Capisco che non c’ entri niente con l’ articolo ma possibile che quella palma che si vede in foto non si riesca proprio a potarla? Messa li proprio di fronte la Madonna del porto è un pugno nell’ occhio per chiunque voglia ammirare il panorama o fare qualche foto.
Sono d’accordo con Marco. Va ricordato che il governo, in generale, quindi compresi anche quelli passati, non fanno mai nulla per il cittadino per niente; se ti danno 10 ne vogliono 150. Non capisco anche perchè quando si parla di un eventuale rincaro del petrolio la benzina, e non solo, già aumenta, e viceversa, quando diminuisce il prezzo della benzina rimane uguale o al limite qualche millesimo di euro in meno?
Il prezzo del greggio è calcolato sula base della quantità globale (mondiale) per cui la diminuzione della quantità sul mercato influenza tutti (anche negli USA il carburante ha costi in aumento) in oltre da Hormuz transita il 20 %.
Su quell’80% rimanente si è anche scatenata la concorrenza di mercato.
Ecco perché Trump ma anche chi sino a ieri lo ha sostenuto è a vario titolo pericoloso e stupido.
Vedrete che non tarderà ad arrivare da parte di Caronte, l’inesorabile oltre che solito, ritocco vs. l’alto dei listini, sentendosi giustificata, dalla situazione in atto…