Si conclude la rubrica sulla città abbandonata, a cura del Comitato degli artisti e del collettivo Messina scrive
Testi di Roberto di Carbone e disegno di Ilenia Galia
MESSINA – Al centro della scena la “Messina abbandonata”. Un progetto corale nato dalla sinergia tra il Comitato degli artisti e il collettivo Messina scrive per riaccendere i riflettori su tredici tesori del patrimonio locale lasciati all’incuria. Un progetto che Tempostretto ha sposato e che oggi si conclude: in 13 “puntate” abbiamo dato spazio a un tesoro messinese nascosto. Oggi il racconto si concentra sul mistero della tomba di Antonello da Messina. Tra oblio e memoria.
Il mistero di Viale Giostra
Il sole di Messina ha una particolarità: a volte sembra voler bruciare il velo che separa il presente dai fantasmi del passato.
Percorrendo il Viale Giostra, tra il rumore del traffico e la fretta dei passanti, esiste un punto in cui l’aria si fa densa, quasi elettrica. È qui che sorge la chiesa di Santa Maria di Gesù Superiore, un portale verso una dimensione dove il tempo ha smesso di scorrere linearmente. Perché si dice che sotto il pavimento di questa splendida chiesa, nel silenzio della terra smossa dai secoli, si nasconda un segreto che agita i sogni dei ricercatori: la tomba di Antonello da Messina.
Era il 1479 quando il Maestro, colui che aveva insegnato ai fiamminghi la profondità dell’anima e agli italiani la perfezione della luce, chiese di essere sepolto nell’antico convento di Santa Maria di Gesù. Da allora, il suo corpo è diventato parte integrante della geografia invisibile della città.
Per secoli, i messinesi hanno camminato sopra il genio con un atteggiamento di rassegnato pessimismo, quella tipica malinconia siciliana che preferisce l’oblio alla speranza.
Ma varcare la soglia di questo sito archeologico significa abbandonare la logica del quotidiano: appena si scende verso gli scavi, lo scirocco che soffia fuori sembra trasformarsi in un sussurro. Qui, tra le fondamenta dell’antico cenobio, il mistero e la meraviglia si fondono in uno spettacolo unico: si percepisce che il Maestro non è mai andato via, come se fosse rimasto a guardia della sua città, aspettando che qualcuno avesse il coraggio di guardare oltre le macerie dei terremoti.
C’è chi dice che cercare la tomba sia un’impresa vana. Eppure, il testo che portiamo nel cuore suggerisce una via diversa: si tratta di impugnare i picconi e rimuovere i detriti della storia, di compiere uno scavo interiore.
Perché trovare Antonello significa trovare l’orgoglio perduto di una Messina che fu capitale d’arte e di pensiero.
Immaginate il momento in cui, tra la polvere e la penombra, la luce di una torcia dovesse illuminare un’epigrafe, un segno, un resto. Quel momento non sarebbe solo una scoperta archeologica, ma una catarsi.
Quel sito, oggi troppo spesso silenzioso e dimenticato, ha il potenziale di trasformarsi nel fulcro di un rinascimento turistico, un faro che attira viaggiatori da tutto il mondo, desiderosi di rendere omaggio all’uomo che diede uno sguardo eterno alla Vergine Annunziata.
Forse è finalmente giunto il momento che lo scirocco, quel vento caldo e impetuoso che modella le dune e i pensieri, smetta di essere un tormento e diventi una forza purificatrice. Deve soffiare forte tra le colonne di Santa Maria di Gesù, deve sollevare i veli dell’inconsapevolezza che hanno offuscato la vista dei messinesi per troppo tempo.
Invece di abbandonarsi al declino, Messina può specchiarsi negli occhi dei personaggi di Antonello e ritrovare sé stessa: la tomba del Maestro può rappresentare una sorgente di vita e di successo futuro.
Basta volerlo.
Basta sognare con la stessa precisione millimetrica con cui Antonello stendeva il colore sulla tavola.
Il mistero di Viale Giostra ci aspetta.
Antonello
Grande personaggio
Grande pittore
Questa città gli deve tanto
Gli deve fare onore
Non con indifferenza
Non con la spazzatura
La tomba di Antonello
Sembra ridotta all’usura
In questa tomba non giace Antonello
Ma solo inconsapelezza e indifferenza
Un monumento
Che richiede la massima conoscenza
La massima presenza
Grazie a Piero Giacopello
In questo posto possiamo dire….
Tanto di cappello
Lui ha capito prima di tutti noi
L importanza di questo posto
Aiuto e passione
Sempre e in continuo ha riposto
Per ogni turista
Lui ha sempre una disponibilità
Una grande storia da raccontare
La tomba di Antonello
È un segreto
Che solo lui
Ti può rivelare
Con Ilenia Roberto
Tu in questa tomba
Verrai riconosciuto
Tornerai esperto
Accanto a te hai due sognatori
Sognano
Un mondo pieno di arte
Pieno di valori
E proprio in questa tomba
Per celebrare la tua importanza
Due turisti si scambiano uno sguardo e anche un dolce carezza
Antonello da questa tomba
Dipingi per loro
Dipingi il loro Amore e anche la loro Tenerezza
Inizia da lei
Che è quella che lo fa sciogliere come budino
Poi se riesci metti anche lui nel tuo quadro
In questo posto Divino
Roberto Carbone
Nel disegno di Ilena Galia la tomba di Antonello da Messina tra oblio e memoria.


Che magari la città gli dedicasse un monumento degno del suo nome