Il volontario Enrico Gemellaro racconta l'impegno per la riqualificazione nel segno del verde. "La nostra comunità va ascoltata"
MESSINA – Valorizzare i monti Peloritani. Di seguito il testo dell’intervento che Enrico Gemellaro, del gruppo Sentiero Bettaci di Pezzolo, ha fatto durante il convegno organizzato il 7 novembre dall’asd Re Colapesce a Santa Maria Alemanna. Al centro del confronto la riscoperta, lo sviluppo e la valorizzazione dei Peloritani.

Insieme a Giuseppe Spuria, Placido Carbone, Giovanni Scionti e il professore Gaetano Girasella facciamo parte del gruppo “Sentiero Bettaci” di Pezzolo. E ci siamo ritrovati qui per parlare del nostro Paese, della nostra terra, di ciò che siamo e di ciò che vogliamo diventare. Pezzolo è un luogo che parla anche quando tace. Ogni pietra, ogni sentiero, ogni scorcio racconta una storia di lavoro, di comunità, di memoria. E oggi più che mai abbiamo il dovere e la possibilità di ascoltare quella voce e di prenderci cura di ciò che abbiamo ereditato.
La valorizzazione del sentiero Bettaci e la necessità di un nuovo patto con il territorio
Circa un anno e mezzo fa questo gruppo di volontari di Pezzolo ha voluto dare un segnale concreto, mettendo le mani, il tempo e il cuore nella riqualificazione del sentiero Bettaci. Un gesto semplice ma profondo, che ci ricorda quanto può nascere dalla partecipazione, dall’impegno, dal desiderio di non lasciare che la bellezza si perda nel silenzio.
“Il Sentiero Bettaci non è solo un tratto di strada nel verde: è un ponte tra passato e futuro, un atto d’amore per la nostra terra, un invito a ritrovare il legame con ciò che ci circonda. Ecco, da questo spirito dobbiamo ripartire: da un nuovo patto con il territorio, da una visione che unisce salvaguardia e sviluppo, memoria e futuro. Oggi Pezzolo, come molti altri borghi, si trova davanti a sfide importanti: lo spopolamento, la fragilità del suolo, gli incendi che ogni estate minacciano i nostri boschi, la mancanza di opportunità per chi vorrebbe restare o tornare. Ma ogni sfida può diventare un’occasione se la affrontiamo insieme, con idee chiare e coraggio!
Quanta violenza negli incendi
Noi vogliamo riqualificare il paese a partire dai suoi luoghi simbolici: le strade antiche, le aree storiche, le fontane, i punti panoramici, ma anche gli spazi di socialità e cultura che possono tornare a essere vivi. Vogliamo farlo non solo per conservare, ma per rigenerare: per dare nuova vita a ciò che già esiste, per creare opportunità di incontro, turismo sostenibile, formazione e lavoro. Un’attenzione particolare va alle comunità come Pezzolo, colpite puntualmente ogni estate dagli incendi.
Sappiamo quanto dolore e quanta perdita portino con sé quelle fiamme che ogni anno cancellano anni di crescita. Ma noi di Sentiero Bettaci crediamo fortemente nella forza della rinascita: nella piantumazione di nuovi alberi, nella prevenzione, nella vigilanza, e soprattutto nella consapevolezza che il territorio è un bene comune, da difendere ogni giorno. Quando parliamo di messa in sicurezza del territorio, non parliamo solo di opere tecniche: parliamo di proteggere le persone, le case, le strade, i ricordi. Ogni intervento di manutenzione, ogni piccolo gesto di cura, è un investimento sul futuro un segno di responsabilità verso chi verrà dopo di noi.
La riqualificazione dell’area Bungensatico e la necessità di ascoltare la comunità
E proprio qui voglio fare un breve accenno a un progetto che riguarda tutti noi: la riqualificazione dell’area denominata Burgensatico di Pezzolo grazie ai fondi europei del Pnrr. Un intervento importante, del valore di 1.760.000,00 euro, che prevede la piantumazione di 50.000 nuove piante. Un progetto che, sulla carta, parla di rinascita ambientale ma che purtroppo è stato avviato senza aver ascoltato pienamente il reale bisogno delle comunità. Ecco perché l’ascolto è fondamentale: perché anche le migliori intenzioni rischiano di perdere forza e significato se non nascono dal confronto, se non tengono conto della voce di chi quel territorio lo vive ogni giorno.
La salvaguardia, infatti, non basta se non si accompagna allo sviluppo, e lo sviluppo non è reale se non parte dalla partecipazione. Un paese vive se crea opportunità, se sa valorizzare ciò che ha: il paesaggio, la cultura, l’artigianato, l’agricoltura, la sua identità. Pezzolo può diventare un modello di comunità sostenibile, capace di crescere senza snaturarsi, di innovare senza dimenticare le proprie radici.
E tutto questo, amici miei, si può fare solo con una parola che deve guidarci in ogni scelta: ascolto. Ascolto delle persone, delle comunità, delle esigenze di chi vive ogni giorno questi luoghi. Perché non c’è progetto, non c’è riqualificazione, non c’è futuro possibile se non nasce dal dialogo, dalla partecipazione, dalla volontà di camminare insieme.
Pezzolo chiede attenzione
Pezzolo non chiede miracoli. Chiede attenzione, continuità e amore. Chiede che ciascuno di noi diventi custode e promotore di una bellezza che non appartiene solo al passato, ma che può essere la chiave del nostro domani. E allora, mentre il sentiero Bettaci torna a essere percorso, ricordiamoci che quel sentiero è anche una metafora: è la strada che unisce memoria e visione, tradizione e innovazione, persone e territorio. È il cammino che dobbiamo fare tutti insieme, passo dopo passo, per far rinascere un paese che ha ancora tanto da raccontare e tanto da dare. Camminiamo, dunque. Con rispetto, con passione e con fiducia. Perché il futuro di Pezzolo si costruisce camminando.
Enrico Gemellaro
