La droga non è buona, ma il calabrese "non risarcisce". Quella lite tra i Mazza e gli Umbertalli

La droga non è buona, ma il calabrese “non risarcisce”. Quella lite tra i Mazza e gli Umbertalli

Alessandra Serio

La droga non è buona, ma il calabrese “non risarcisce”. Quella lite tra i Mazza e gli Umbertalli

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venerdì 01 Aprile 2022 - 07:13

Retroscena e intercettazioni dell'operazione antidroga della Polizia tra Mangialupi Gazzi e Provinciale a Messina

MESSINA – Ultima tornata di interrogatori, oggi, per le persone coinvolte nell’operazione antidroga della Squadra Mobile di Messina tra Gazzi, Mangialupi e Provinciale. Stamane al confronto sono attese le sei persone andate ai domiciliari, che potranno decidere di rispondere alle domande del Giudice per le indagini preliminari che ha firmato il provvedimento cautelare, o avvalersi della facoltà di non rispondere e tacere, come hanno fatto fin qui quasi tutti gli arrestati già interrogati.

La cassa comune Mazza-Umbertalli

Intanto dagli incartamenti dell’inchiesta emergono altri retroscena di quel 2019 ” di fuoco” che ha visto il gruppo Mazza-Umbertalli spadroneggiare nella fornitura di droga nella zona sud cittadina, in particolare per quel che riguarda lo spaccio della roba pesante. Tanta la cocaina smerciata direttamente da loro tra le viuzze del quartiere-fortino a ridosso della zona circondariale di Gazzi. Droga di qualità, per lo più, tanto da far dire a Lucio Mazza, in una conversazione intercettata, che lui vende “roba esplosiva”.

In qualche occasione, però, i fornitori calabresi non hanno garantito sostanza all’altezza. E’ successo per esempio nel 2019, quando proprio una partita “non buona” provocò la rottura dei rapporti tra i Mazza e gli Umbertalli, permettendo così agli investigatori, che spiavano le loro conversazioni con le cimici, di capire come erano divisi i proventi.

Il debito con il fornitore chi lo paga?

Le due famiglie, strettamente imparentate tra di loro, avevano cioè una cassa comune attraverso la quale acquistavano la droga da spacciare. A volte, però, la vendita ai pusher o l’acquisto non era così lineare e una delle due famiglie si arrogava il diritto di incassare l’intero importo della vendita o sorgevano contrasti sui debiti da pagare. “Metà lui e metà Umbertalli. Che c’entrano questi due se sei tu che gliela fai dare? – racconta Massimo Russo a proposito del debito da pagare ad un noto spacciatore della zona di Giostra – E infatti oggi Fabiana gli ha fatto pure due grida a Mary: “scusa ma è sbagliato questo, alla fine tuo marito li ha mandati perché era amico di tuo marito, se era un amico di Lucio e gli saltava a lui allora sì”.

Il materiale che non è buono

A fine del 2019 i calabresi consegnano loro una partita di scarsa qualità. L’idea dei Mazza è di restituirla al mittente. Ma i calabresi al momento hanno soltanto quel tipo di stupefacente. Gli Umbertalli allora non ci stanno: il business non si può fermare e le vendite non possono rallentare.

A svelarlo è una conversazione di Massimo Russo. “Gli hanno detto che questo coso non è buono, l’altro giorno eravamo io e lui che siamo andati da Mary e c’era Rosa. “Pure che non è buona – dice, le persone vengono lo stesso”. Perciò che cazzo volete! Gli ha detto lui…vedi che non è buono questo materiale, che dobbiamo fare? E’ lo stesso dell’altra volta…no, dice prendiamocelo perché senza non possiamo stare”.

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