L'analisi dell'esperto meteo Daniele Ingemi sulla tromba d'aria nel Trapanese in Sicilia
Nella mattinata di oggi un grosso sistema convettivo a mesoscala, caratterizzato dall’aggregazione di più celle convettive (cumulonembi) a stadi evolutivi diversi, si è rapidamente sviluppato nell’area delle Egadi, ben supportato da un flusso umido nei bassi strati meridionale.
Nella modalità “cluster” (quando è quasi circolare), come in questo caso, le celle non sono disposte in linea stretta (come in un QLCS), ma in un grappolo più amorfo o quasi circolare, con un’area di precipitazione stratiforme e un bordo di convezione attiva. All’interno del core del cluster le celle competono per l’aria calda-umida e gli outflow si interferiscono a vicenda, soffocando spesso la rotazione. Sul bordo meridionale (o sul fianco destro rispetto al moto del sistema) una cella può rimanere più isolata, alimentarsi di aria non contaminata dal cold pool principale e sviluppare una corrente ascensionale (updraft) più persistente e organizzata. Questo è quello che è successo oggi nel tratto acqueo poco a nord di Marsala, con questa supercella tornadica che si è sviluppata subito dopo le 9 del mattino, proprio nell’area fra Marsala e l’abitato di Petrosino, originando un tornado davvero ben organizzato. Da notare la base bassissima del cb, indicatore di livelli di condensazione (LCL – Lifting Condensation Level) molto bassi.
L’ambiente tipico di un MCS ha già un certo wind shear (variazione di vento con la quota). Sul bordo sud questo shear può interagire in modo ottimale con l’updraft. In questo caso lo shear orizzontale viene succhiato verso l’alto dall’updraft stesso, favorendo la nascita del mesociclone (rotazione a scala di 2-10 km). L’elicità relativa alla tempesta (storm-relative helicity) aumenta, favorendo la persistenza della rotazione. Spesso il bordo meridionale si affaccia su un flusso di aria più calda e umida (nel Mediterraneo tipicamente da sud/sud-est, alimentato dal mare caldo). L’outflow del MCS crea un gust front che solleva quest’aria, innescando o intensificando la convezione. Se lo shear è sufficiente, l’updraft ruota e si stacca parzialmente dal resto del sistema, diventando quasi stazionario o muovendosi in modo indipendente.
Trattandosi di fenomeni alla microscala non si possono fare delle previsioni precise nello spazio e nel tempo, ma si può indicare l’area e la probabilità di un ambiente favorevole al loro sviluppo. Solo dopo la sua formazione ne possiamo seguire il tracciato, sempre se c’è un radar operativo.
Foto del tornado a Marsala da Italpress.


Seguo il dott. Ingemi, ed ammiro la sua competenza e preparazione. Tuttavia, mi permetto di suggerire la redazione di articoli meno infarciti di tecnicismi anglofoni Pur comprendendo che nella meteorologia certi lemmi appartengono alla nomenclatura tipica di tale disciplina, sarebbe opportuno rendere con parole semplici i complessi concetti esposti. Sono certo che la platea dei lettori gliene sarà grata.