La telenovela porto di Tremestieri "nell'assordante silenzio delle istituzioni"

La telenovela porto di Tremestieri “nell’assordante silenzio delle istituzioni”

Marco Olivieri

La telenovela porto di Tremestieri “nell’assordante silenzio delle istituzioni”

mercoledì 07 Gennaio 2026 - 07:00

La Uil Messina: "Situazione ingarbugliata e lavori fermi al 37%. Ma commissario, sindaco e presidente Adsp dovrebbero dare spiegazioni"

MESSINA – “Nell’assordante silenzio di chi ha ruoli di resposabilità, abbiamo letto con molta attenzione il lungo comunicato diffuso dall’impresa Bruno Teodoro spa. L’azienda che sta realizzando il nuovo porto di Tremestieri. E nei confronti della quale non abbiamo mai, volutamente, espresso alcuna critica diretta. Un comunicato che, nei fatti, conferma tutte le nostre reiterate denunce pubbliche relative a una situazione complessa e sempre più ingarbugliata. Con un appalto da circa 90 milioni di euro che rappresenta l’opera più importante per il nostro territorio. Viene confermato che i lavori sono fermi a circa il 37% e della diga foranea che doveva essere realizzata nella stagione estiva del 2025 non vi è traccia”. Così, con una nuova presa di posizione, Ivan Tripodi, segretario generale Uil Messina, Pasquale De Vardo, segretario generale Feneal Uil Tirrenica, e Antonino Di Mento, segretario generale Uiltrasporti Messina.

“Irrituale la comunicazione dell’impresa, perché chi ha responsabilità non comunica alla città?

Il porto di Tremestieri e la sua infinita incompiutezza continua a far discutere. Così il sindacato: “Purtroppo, come volevasi dimostrare, la sciroccata di qualche giorno fa ha causato quanto per mesi abbiamo paventato. Vale a dire la chiusura di lunedì (ieri mattina la riapertura, n.d.r.) degli attuali approdi di Tremestieri e l’invasione dei mezzi nel centro della città, con la speranza che non vi sia un insabbiamento. In questo quadro, registriamo l’irritualità di una comunicazione alla città da parte dell’impresa appaltatrice dell’opera. A nostro avviso, l’opinione pubblica avrebbe dovuto avere una permanente e corretta informazione, in primo luogo, dal commissario per la realizzazione del nuovo porto di Tremestieri Di Sarcina e, a seguire, dal sindaco Basile, anche nel ruolo di stazione appaltante dell’opera, e dal presidente dell’Adsp dello Stretto Rizzo”.

E ancora: “Le questioni, serie e preoccupanti, legate ai tempi, alle scelte strategiche, alle soluzioni tecniche definitive e, soprattutto, alla comunicazione verso la città e i cittadini, rientrano nelle responsabilità di chi ha il compito di dirigere, coordinare e garantire il completamento dell’intera infrastruttura. Purtroppo l’assordante silenzio di questi soggetti contribuisce ad aumentare le preoccupazioni sul futuro del nuovo porto di Tremestieri che rischia di trasformarsi nell’ennesima incompiuta”.

“Messina attende risposte sul porto di Tremestieri”

In sostanza, la Uil insiste: “In una situazione ingarbugliata, e con lavori fermi al 37%, commissario, sindaco e presidente Adsp dovrebbero dare spiegazioni. Messina attende risposte”.

La nomina del commissario Di Sarcina

Nel febbraio 2025 la nomina governativa dell’ingegnere Francesco Di Sarcina, presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia orientale, come commissario straordinario per la realizzazione del porto di Tremestieri. Con l’obiettivo di recuperare il tempo perduto.

“Come Lega abbiamo lavorato sodo per arrivare a ottenere il commissariamento dell’opera – ha evidenziato in quell’occasione il senatore Nino Germanà – precedentemente gestita da Palazzo Zanca. Adesso che è stato completato anche questo passaggio, bisogna muoversi in fretta e recuperare il tempo perduto”.

“La mancata soluzione di un’emergenza dichiarata da venticinque anni”

Nel frattempo, il comitato “La Nostra Città” non ha escluso azioni legali, ravvisando le condizioni per “avviare un’inchiesta sulle responsabilità legate all’inerzia che hanno procurato danni alle pubbliche amministrazioni e ai cittadini magari per favorire qualcuno”. Resta un interrogativo di fondo: “Cos’è la mancata soluzione di un’emergenza dichiarata da venticinque anni?”.

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Un commento

  1. I maligni dicono che si scelse proprio quel sito ( peraltro “emergenziale”-aspetto su cui indugia molto l’attuale impresa…) perché la situazione della Rada di S. Francesco rimanesse invariata sine die. Ma sono i soliti mal pensanti. Ed a pensare male, si fa peccato…

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