Uno spettacolo naturale e un'importanza fondamentale ecologica e non solo
Le laminarie sono macroalghe brune di notevoli dimensioni, tipiche degli oceani e mari freddi temperati, sia dell’emisfero boreale che australe. Eppure, nonostante queste caratteristiche, anche nello Stretto di Messina sono presenti delle colonie, fra le più importanti del Mediterraneo. La loro presenza nello Stretto non è casuale. Le intense correnti di marea, con la risalita di acque profonde ricche di nutrienti e più fredde, e la disponibilità di substrati rocciosi già colonizzati da alghe coralline calcaree creano un ambiente simile a quello atlantico. Queste alghe, infatti, sono relitti sopravvissute a epoche geologiche remote, probabilmente dal Pliocene o anche prima, quando gli scambi tra Oceano Atlantico e Mediterraneo erano più ampi.
Oggi, nel Mediterraneo, formazioni forestali ben strutturate di queste specie si trovano quasi esclusivamente nello Stretto di Messina e, in misura minore, nel Mare di Alboran, che però è direttamente collegato all’Atlantico, tramite lo Stretto di Gibilterra.
Le specie presenti nello Stretto
Qui nello Stretto troviamo la Saccorhiza polyschides, la quale occupa preferibilmente quote più superficiali, mentre la Laminaria ochroleuca predilige i fondi più profondi, generalmente tra i 40 e i 60-100 metri. Qui, a partire da circa 45-50 metri, le foreste” si rivelano in tutta la loro magnificenza, con un paesaggio che i subacquei descrivono come un tuffo improvviso nell’Atlantico.

Dopo decenni di regressione, documentata a partire dagli anni Settanta, negli ultimi anni si è registrato un inatteso e incoraggiante recupero di queste popolazioni, con nuove segnalazioni sia sul versante siciliano sia su quello calabrese (ad esempio a Porticello-Scilla).
La loro importanza ecologica e non solo
Le foreste di laminarie non sono solo uno spettacolo naturale, ma rappresentano un habitat prioritario di eccezionale valore ecologico. Sotto il loro dosso si sviluppa una ricca comunità di organismi sciatili (amanti della penombra), come alghe calcaree, spugne, e una fauna diversificata di pesci e invertebrati marini molto interessanti.
Dal punto di vista ecosistemico svolgono servizi fondamentali. Grazie a un’elevata produttività primaria, catturano anidride carbonica in quantità significative, contribuendo alla regolazione del clima e alla produzione di ossigeno. Offrono inoltre protezione delle coste, cibo e habitat a organismi commerciali e non, e rappresentano un patrimonio culturale e scientifico di grande rilievo.
La loro dipendenza da condizioni ambientali molto specifiche, substrato solido, correnti, luce e nutrienti, le rende particolarmente vulnerabili. Qualsiasi alterazione (sedimentazione, riduzione della luce, modifiche idrodinamiche) può comprometterne la sopravvivenza. Per questo motivo la loro presenza è anche un prezioso indicatore di qualità ambientale e un richiamo alla necessità di tutela attiva.

