Gli autori non si sono ancora dichiarati ma l'intento è chiaro: che fine hanno fatto i lavori di recupero della casa dell'artista?

Messina sperimenta l’artivismo e tiene viva la memoria sull’arte del cavalier Cammarata. Spunta un elefante giallo e rosa a Maregrosso, lì dove un’alta barriera impedisce la fruizione di quel che resta della casa di Giovanni Cammarata, da anni al centro di progetti di recupero e trasformazione in casa museo sempre avviati e mai completati. Sulla fasciatura compare la scritta: “Una casa muore, il cavaliere vive”.
Due aggiudicazioni, nessun fine lavori
L’ultima operazione di recupero della facciata esterna, ciò che è rimasto dopo le demolizioni che distrussero gran parte della casa, poco meno di vent’anni fa, risale al dicembre 2025 quando venne annunciato l’avvio dei lavori da 100 mila euro, dopo una prima assegnazione andata “a vuoto” nel 2024. Del cantiere ancora non c’è traccia, sebbene la consegna prevista fosse metà giugno 2026.
Gli elefanti di Cammarata
Il cavaliere Cammarata realizzò tra il 1983 e il ’91 tre elefanti corazzati da combattimento, danneggiati dalle demolizioni e poi recuperate dagli attivisti di Zona Cammarata, il collettivo guidato dal sociologo urbano Pier Paolo Zampieri. I due elefanti salvati sono stati poi trasferiti nei depositi del Palacultura e ora si trovano nell’androne della Gamm.
Messina abbandonata, 13 tesori nascosti
Il Comitato degli artisti, il Collettivo Messina e il nostro giornale sono attivamente coinvolti nel recupero della Messina Abbandonata e nell’ambito del progetto abbiamo dedicato un’ampia pagina a Casa Cammarata.

