Medico picchiato allo studio, cosa si sa dell'aggressione

Medico picchiato allo studio, cosa si sa dell’aggressione

Alessandra Serio

Medico picchiato allo studio, cosa si sa dell’aggressione

lunedì 01 Settembre 2025 - 13:20

Il punto sulle indagini dei Carabinieri e l'intervento dell'Ordine dei Medici sul caso di Aldo Panarello a Saponara

Saponara – Si prepara alla convalescenza Aldo Panarello, picchiato nel suo studio privato venerdì scorso. Il medico di base ed ex sindaco di Saponara è stato ricoverato al Policlinico di Messina per la frattura alla spalla e alla mandibola e sono queste le lesioni che più tengono impegnati i sanitari. Le sue condizioni generali però sono in miglioramento.

Le indagini puntano alla sfera privata

Intanto vanno avanti le indagini dei Carabinieri per individuare l’uomo che è piombato nello studio medico di via Giovanni XXIII e lo ha aggredito, sferrandogli pugni e calci. Gli investigatori visionano le immagini di video sorveglianza della zona, raccolgono testimonianze e non escludono che l’aggressore avrebbe agito su richiesta di un mandante. Una vera e propria spedizione punitiva organizzata, cioè, per il cui movente si punta nella vita privata di Panarello, escludendo come sfondo privilegiato quello legato all’attività professionale.

Caudo: “E’ emergenza violenza contro i sanitari”

giacomo caudo
Giacomo Caudo

Intanto sul caso interviene il presidente dell’Ordine dei Medici di Messina Giacomo Caudo: “La violenza è sempre da stigmatizzare con fermezza, senza se e senza ma, e ci invita, purtroppo ancora una volta, a riflettere sulle azioni da intraprendere per evitare simili avvenimenti”. Sono le parole con cui il presidente Giacomo Caudo, a nome dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Messina, esprime solidarietà al dottore, vittima dell’atto violento”.

Alla ricerca di soluzioni 

“Siamo costretti a ricordare che ormai la violenza contro medici e operatori sanitari è un’emergenza sociale e le azioni messe in campo dalle istituzioni non sono evidentemente sufficienti, bisogna fare di più e meglio – prosegue Caudo – non sappiamo ancora se in questo caso l’aggressione era attinente alla professione medica. L’operazione è prima di tutto culturale e sociale: deve passare dalla famiglia, dalla scuola, dalle università e poi attraverso una serie di strategie che possano quantomeno ridurre il rischio di incolumità per chi sposa la mission medica e ha diritto di lavorare serenamente”.

Un commento

  1. Non è emergenza sanitari….è emergenza per tutti gli esseri umani, ormai sono tutti fuori di testa

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