Mega: “La nuova Autorità Portuale è una risorsa per l’area dello Stretto” - Tempo Stretto

Mega: “La nuova Autorità Portuale è una risorsa per l’area dello Stretto”

Marco Ipsale

Mega: “La nuova Autorità Portuale è una risorsa per l’area dello Stretto”

giovedì 07 Novembre 2019 - 13:12
Mega: “La nuova Autorità Portuale è una risorsa per l’area dello Stretto”

Prima uscita ufficiale per il presidente dell'Autorità Portuale dello Stretto. Con la sua nomina, il nuovo ente è finalmente operativo

MESSINA – La nomina ufficiale lo scorso 29 ottobre, l’arrivo in città il giorno dopo: Mario Mega è il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto. Così il 29 ottobre, oltre dieci mesi dopo l’approvazione in Parlamento, nasce il nuovo ente che comprende cinque porti: i due di Messina e quelli di Milazzo, Reggio Calabria e Villa San Giovanni.

A questo punto l’Autorità Portuale di Messina, commissariata negli ultimi tre anni, non esiste più. Era l’ultima rimasta in piedi dalla riforma del 2016 e aveva continuato ad operare come in passato, raggiungendo una serie di risultati utili per la città, fra i quali, in extremis, l’approvazione del nuovo piano regolatore portuale, 66 anni dopo il precedente.

IL COMITATO PORTUALE e IL NUOVO COMITATO DI GESTIONE

Qualcosa della vecchia Authority, in realtà, c’è ancora. Il Comitato Portuale, convocato per il 14 novembre, sarà ancora operativo fin quando non verrà nominato il nuovo Comitato di gestione, che sarà composto da sei membri: uno è il presidente, uno il rappresentante dell’autorità marittima, poi ci sarà un rappresentante della regione Sicilia, uno della regione Calabria, uno della Città Metropolitana di Messina e uno della Città Metropolitana di Reggio Calabria. “Ma per la prima riunione del 14 – dice Mega – ho invitato anche i rappresentanti delle istituzioni calabresi, pur se per ora non hanno diritto di voto, perché ritengo indispensabile il dialogo tra Sicilia e Calabria”.

L’ESPERIENZA DI MEGA NEL SETTORE DELL’INNOVAZIONE TECNOLOGICA

Mega arriva dall’Autorità Portuale di Bari, dove lavorava sin dal 2003 ed era dirigente tecnico del servizio infrastrutture, innovazione tecnologica e pianificazione strategica. E’ stato componente del Comitato tecnico di Assoporti per le materie dell’innovazione tecnologica e la creazione di sistemi di trasporto intelligenti. Ed è soprattutto su questo aspetto che “proverò a innovare – dice – pur se in continuità con la buona amministrazione del mio predecessore De Simone. Sono un gran conoscitore dei processi funzionali dei porti, convinto che oggi la tecnologia è fondamentale e può costituire un grande appeal per operatori e investitori, soprattutto in vista delle Zone economiche speciali. Spero presto di realizzare un programma di innovazione tecnologica, per far diventare i porti dello Stretto moderni, evoluti e pronti a dialogare col mondo esterno sui parametri dell’industria 4.0”.

Nella prima settimana ha studiato sul campo i porti di Messina e Milazzo, ha conosciuto il personale degli uffici di Messina, ha avviato un primo ciclo di visite coi comandanti dei porti di Messina e Milazzo, coi prefetti di Messina e Reggio e coi sindaci di Messina, Milazzo e Pace del Mela, mentre la prossima settimana incontrerà il sindaco di Villa e poi quello di Reggio.

IL RICORSO DA PARTE DELLA REGIONE CALABRIA

Ed il dialogo con la sponda calabra è fondamentale anche perché lì hanno mostrato il proprio dissenso alla nuova Authority, presentando persino ricorso alla Corte Costituzionale, che sarà discusso il prossimo 28 gennaio e potrebbe rimettere in gioco tutto. “Spero che venga riconosciuta la correttezza dell’operato del Parlamento – prosegue -, non per me, perché tornerei a fare il dirigente a Bari, ma perché sarebbe in pericolo l’autonomia dell’area dello Stretto. Un’unica Authority a Gioia Tauro non è una buona soluzione per affrontare i problemi dello Stretto. Chiederò di incontrare i presidenti delle regioni Sicilia e Calabria, Musumeci e Oliverio, per concordare azioni sui nostri porti visto che, a prescindere dal ricorso, intanto dobbiamo operare per il territorio. I contenziosi danneggiano solo i cittadini, abbiamo il dovere di trovare soluzioni”.

IL NUOVO PORTO A REGGIO CALABRIA

Quando sarà pronto il nuovo porto di Tremestieri, i tempi di traversata aumenteranno per tutti dagli attuali 20/30 fino a 50 minuti. Per farli tornare a 30 minuti la soluzione prevista dal Governo è un nuovo porto nella zona nord di Reggio, a Pentimele. Ma pochi giorni fa, ancora una volta, è arrivato un coro di no dalla sponda calabrese. “Questo dimostra quanto sia necessaria l’Autorità dello Stretto – afferma Mega -. E’ il Comitato di gestione, tramite il piano regolatore di sistema portuale, che deve decidere qual è la soluzione migliore in Calabria. E non decide il presidente, che in Comitato è in minoranza, ma i rappresentanti di Messina e di Reggio, della Sicilia e della Calabria. Tempi più brevi di attraversamento non sono un vantaggio solo per gli armatori, perché ci può essere una frequenza maggiore e si può ragionare sulla riduzione dei costi”.

IL PORTO DI MESSINA, LA ZONA FALCATA E LA FIERA

“Le scelte avviate sono molto positive, ho detto al sindaco De Luca che voglio confermare gli impegni presi sulla Zona Falcata, avrò l’onere di trovare le risorse per avviare quanto prima la bonifica. L’area fieristica non ha una funzione portuale ma anche creare attrattori turistici può diventare interessante per il porto. Dobbiamo costruire una visione di sistema, poi valuteremo qual è lo strumento migliore per la Fiera. Spesso nelle città viene sottratta parte del fronte mare perché il porto comporta recinzioni, vincoli e controlli. Nella pianificazione vanno individuate zone filtro per farle vivere ai cittadini e ai turisti, riqualificando le zone costiere”.

LE PRIME AZIONI

“Alcuni procedimenti necessitano decisioni, voglio riavviare procedure frenate. I primi mesi saranno finalizzati a dare piena operatività all’ente, la legge prevede una serie di strumenti di cui ci dovremo dotare. Il primo è il piano operativo triennale, che dovrà essere approvato entro 90 giorni dalla nomina del Comitato di gestione. Ma, prima di farlo, ci consulteremo con le parti sociali e coi portatori di interessi pubblici”.

IL PIANO REGOLATORE DI SISTEMA PORTUALE, I RETROPORTI E LE ZES

Messina ha il suo nuovo piano dopo 66 anni “ma ora dovremo confrontarci con un livello superiore, il piano regolatore di sistema portuale, per definire la crescita dei singoli porti e dei retroporti, con la condivisione insieme agli altri enti per la mobilità e le Zes, che saranno utili quando le aree distanti dal porto saranno ben collegate con infrastrutture e servizi. Gli imprenditori devono sapere di avere a disposizione un corridoio veloce”.

IL NUOVO ORGANICO

Per fare tutto questo, però, serve personale adeguato. “Appena sarà costituito il Comitato di gestione – conclude Mega – proporremo un forte potenziamento della dotazione organica. Ogni porto dovrà essere governato da personale che sta lì, per dare risposte immediate”.

(Marco Ipsale)

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