Messina. Il Piano di riequilibrio torna al ministero e per Basile la "responsabilità è dell'ex Consiglio" - Tempostretto

Messina. Il Piano di riequilibrio torna al ministero e per Basile la “responsabilità è dell’ex Consiglio”

Marco Olivieri

Messina. Il Piano di riequilibrio torna al ministero e per Basile la “responsabilità è dell’ex Consiglio”

venerdì 22 Luglio 2022 - 14:47

La Corte dei Conti - sezione di controllo rimanda a Roma il Piano e i tempi si allungano in modo notevole. "Entro il 29 l'esame in Consiglio", annuncia il sindaco

MESSINA – Sul Piano di riequilibrio tutto da rifare o quasi. La Corte dei Conti – sezione di controllo, in una nota, comunica che il provvedimento dovrà essere trasmesso di nuovo al ministero dell’Interno. Di conseguenza, i tempi potrebbero allungarsi in modo notevole. Una decisione che segue alla rimodulazione da parte del commissario, legata al decreto Mille proroghe.

Dopo l’audizione a Palermo dello scorso 14 luglio, il sindaco Federico Basile puntava su una maggiore celerità riguardo al riequilibrio finanziario pluriennale dell’ente ma non sarà così: “In base alla nuova normativa, legata alla legge di stabilità, il Piano di riequilibrio ritorna alla commissione ministeriale. Entro il 29 luglio dovrà essere esaminato in Consiglio comunale e subito dopo sarà inviato a Roma”. A esaminare la situazione contabile sarà la Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali. 

“Il muro contro muro del precedente Consiglio ha provocato ritardi nel Piano”

“Purtroppo questo allungamento – sostiene il sindaco – è frutto del muro contro muro del precedente Consiglio. Se il Consiglio comunale, dopo l’approvazione del primo febbraio, avesse discusso subito il Piano, non ci saremmo ritrovati in questa situazione. Sono trascorsi cinque mesi senza che il documento arrivasse in aula. Un muro contro muro dannoso. Tutto slitterà al 2023? Mi auguro di no. Confido in tempi non troppo lunghi per il bene della città”.

Aveva dichiarato il sindaco in occasione dell’audizione a Palermo: “Ho chiesto alla Corte dei Conti di capire se si esprimeranno direttamente o se bisognerà ritornare alla valutazione della commissione ministeriale. Confido nella possibilità di definire una condizione di apparente sospensione che dura da 10 anni”. La risposta della Corte dei conti è chiara: il Piano, pilastro su cui Basile punta per far ripartire il Comune e rilanciarlo in termini di assunzioni e progetti, ritorna a Roma. E non mancheranno le polemiche politiche.

L’amministrazione De Luca e il progetto di rimodulare il Piano

Nello scorso febbraio, la Corte aveva sospeso il giudizio, prendendo atto della decisione comunicata dall’amministrazione De Luca di rimodulare il Piano di Riequilibrio approvato dal Consiglio comunale il 23 novembre 2018. La giunta dimissionaria si era avvalsa dell’opportunità offerta dalla legge 30 dicembre 2021 di consentire la possibilità di rimodulazione ai Comuni “che hanno proceduto all’approvazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale prima della dichiarazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid 19 e per i quali, alla data di entrata in vigore della legge, non si è concluso l’iter di approvazione”.

Una rimodulazione che aveva visto in primo piano lo stesso Basile, nelle vesti di direttore generale, con l’obiettivo di chiudere “una vicenda che si trascina da troppi anni”. Il sindaco aveva già dichiarato di non avere intenzione di portare avanti ulteriori rimodulazioni.

“Il Piano che presenterò al Consiglio è questo. Andrò con quello preparato l’1 febbraio. Ero revisore dei conti nel 2013 – aveva già evidenziato Basile – e conosco bene ogni aspetto. Ora attendo tempi certi. Non userò i metodi del passato, come quello di allungare i tempi. Abbiamo bisogno di una svolta”, aveva dichiarato a Tempostretto.

La polemica tra il commissario e De Luca

In seguito alla rimodulazione da parte del commissario, non era mancata la polemica con l’ex sindaco Cateno De Luca: “Approfittando di quest’occasione, con il Mille proroghe – ha affermato il leader di Sicilia Vera – si è preferito allungare i tempi, evitando di prendersi la responsabilità di lasciare lì un Piano. I margini di rimodulazione sono molto relativi. Nulla vieta ai commissari di fare modifiche, ma questo non vuol dire che il Piano non funzionasse. Dal 2019, in relazione a questo Piano, gli effetti si sono consumati. Al contrario dell’amministrazione Accorinti, io l’ho avviato in attesa del giudizio: trenta milioni del debito pagati per il 2019, 30 nel 2020, 30 nel 2021 e altri 27 previsti nel 2022. Io ho ridotto notevolmente la massa debitoria senza formalismi”, ha precisato l’ex primo cittadino.

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9 commenti

  1. E’ inaccettabile che una amministrazione che si dimette in blocco per motivi elettorali, scientemente, in un periodo tanto delicato per l’approvazione del piano di riequilibrio, si permetta di scaricare su altri le responsabilità di quanto accaduto.
    Tempi e modi delle dimissioni sono stati decisi solo ed esclusivamente da De Luca.
    L’editore Trimarchi nella sua ultima intervista all’ex sindaco era stato anche chiaro circa la precariata’ dei risultati ottenuti.

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  2. Pietro fiorino 22 Luglio 2022 16:10

    dare la colpa agli altri non è corretto. Meglio dire che abbiamo sbagliato

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  3. Sempre colpa “ degli altri “

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  4. Piano di riequilibrio farlocco al contrario di quello che sosteneva il caro sig De Luca conclusione un cumulo di favolette negli ultimi 4 anni buona giornata

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  5. Sempre colpa degli altri. Un sindaco di minoranza se vuole ottenere dei risultati ha il dovere per il bene della città di dialogare con il consiglio. Uno zampognaro che sputa insulti, spernacchia, dileggia i consiglieri, cosa si aspetta? E Basile che casca dal pero non fa tenerezza?

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  6. La colpa è sempre dell’altro, di chi c’era prima… una tremenda inondazione, le cavalletteeeee!!!

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  7. Guarda caso, ora la colpa è del Consiglio Comunale 🤔….ritardo o non ritardo, sta di fatto che comunque questo piano è stato presentato lo stesso alla Corte dei Conti che prende ulteriore tempo🤔per ulteriori verifiche…..ma come mai? Non era la stessa Corte dei Conti che 👏👏👏👏👏👏👏 riempiendo di complimenti il “mago” della sparizione della massa debitoria per come aveva dichiarato alla stampa ??? Che fosse un BLUFF l’ avevamo già capito, perché la serietà della Corte dei Conti comporta la totale imparzialità che strideva con le sue dichiarazioni …..che dire……e pensare che era un piano PERFETTO🤔…. Sì,talmente PERFETTO che ha dovuto presentare una relazione perché c erano punti poco chiari, e nonostante i chiarimenti forniti continuano ancora a esserci delle riserve …… Più che Piano di equilibrio ,si sta evidenziando uno SQUILIBRIO TOTALE 🙄😳😱!!!!!!

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  8. Franco Fabiano 23 Luglio 2022 00:02

    Intanto il vero responsabile e neo presidente del Consiglio comunale cosa fa? Fa il Forrest Gump per la sua sporca e ridicola campagna elettorale. Cammina e pedala inutilmente…tanto non sarà mai Presidente della Regione, anzi sindaco di Sicilia, come “ama” definirsi!

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  9. Ma non si vergognano di prendere ancora in giro la città? Basile non era quello che i conti li sa fare come ha detto l’ ex sindaco? Come hanno fatto i cittadini messinesi a fidarsi di questa amministrazione? Basile comincia male e invece di andare dietro a De Luca nella divulgazione dei suoi comandamenti farebbe meglio ad occuparsi della città. Povera Italia e povera Messina.

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