Messina tra discariche a cielo aperto, fogne e la bellezza da riscoprire

Messina tra discariche a cielo aperto, fogne e la bellezza da riscoprire

Marco Olivieri

Messina tra discariche a cielo aperto, fogne e la bellezza da riscoprire

mercoledì 17 Settembre 2025 - 09:30

I rifiuti non autorizzati diventano il simbolo di una tendenza a calpestare la bellezza della città. A deturparla

di Marco Olivieri

MESSINA – Se nel 2024 a imperversare è stato il tema dell’acqua che non c’era, quali sono stati i tormentoni dell’estate 2025 a Messina? Le fogne, con sversamenti di liquami a mare, e le discariche a cielo aperto. Il primo problema è legato allla necessità di affrontare in modo strutturale le tante anomalie che condizionano la città, tra rete idrica colabrodo e situazioni allarmanti sul piano igienico-sanitario da monitorare. E le continue segnalazioni al nostro giornale diventano il termometro di quanto l’emergenza sia diffusa.

E, nel mese di agosto, così l’assessore Nino Carreri ha replicato al consigliere Libero Gioveni: “Amam e l’amministrazione comunale ribadiscono che è in corso un piano di manutenzione e monitoraggio costante che interessa la rete fognaria, gli impianti di sollevamento e i torrenti cittadini. Gli interventi, programmati secondo una pianificazione puntuale, vengono eseguiti e rendicontati con regolarità. Attualmente l’azienda è impegnata in attività di pulizia delle condotte fognarie, manutenzione degli impianti di sollevamento distribuiti sul territorio comunale e verifiche sui torrenti”.

Non parliamo poi del secondo argomento: le discariche a cielo aperto nel segno dell’abbandono dei rifiuti in strada. L’estate 2025 ha visto un boom di segnalazioni al nostro numero 366 872 6275. Non a caso l’abbiamo definita una piaga sociale. Una vera e propria “malattia”, sul piano del comportamento, con danni enomi all’ambiente, all’igiene e alla qualità della vita. Una patologia, con tanto di reato penale. Il simbolo di una tendenza a calpestare la bellezza della città.

Messina rischia d’affondare nel disprezzo di ogni cittadino che non si sente parte di questa comunità

Sono tantissimi gli attentati alla bellezza di Messina, negli ultimi sessant’anni, tra orrori edilizi e scelte folli sul piano dell’armonia degli spazi e della qualità della vita. E, in un contesto segnato dal degrado, si comprende fino in fondo quanto odio e indifferenza verso il territorio ci siano nella scelta di buttare un sacchetto d’immondizia per strada. O nell’inquinare, violentando i nostri mari.

Dal degrado delle periferie ai professionisti “zozzoni”

Così il vero tema è dare un futuro alla città. E i rifiuti non autorizzati fanno parte di una malattia alimentata pure dall’assenza di giustizia sociale e dal disinteresse antico nei confronti delle periferie e di tante zone considerate marginali. Da qui la tendenza a deturpare i colli e ogni spazio di bellezza il salto è quasi immediato. Non esistono spazi comuni e pubblici da preservare. Il tutto senza dimenticare Ia categoria, ancora più colpevole, dei professionisti “zozzoni” e della borghesia parassita di Messina. In generale, la città rischia d’affondare nel disinteresse e nel disprezzo di ogni cittadino che non si sente parte di questa comunità.

Il futuro di Messina

In questa fase, quando la spada di Damocle del possibile avvio dei cantieri per il ponte sullo Stretto rischia di mettere in ginocchio una città già con una viabilità davvero complicata, deve essere chiara la posta in palio. L’obiettivo che deve accomunare amministratori e cittadini è quello di agire perché ci sia un futuro. E, prima di una rinascita economica e sociale, seppure urgentissima, occorre partire dalla cura del territorio. La mancanza d’amore per Messina genera mostri, tra degrado e incuria.

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8 commenti

  1. Emanuele Ferrara 17 Settembre 2025 09:45

    Perchè è accaduto questo? Perchè siamo stati amministrati per decenni da una classe politica di mascalzoni che non ha mai pensato di fare le cose che andavano fatte per rendere la città più pulita e più bella. Hanno sempre pensato ai loro interessi, e allo loro clientele che le hanno sempre foraggiate in tutte le elezioni. Ricordo quando negli anni ’60 la gente si vendeva per un Kg. di pasta e la DC e i suoi alleati compravano la povera gente con promesse che poi non sono state mai mantenute. Cosa è cambiato a Messina? Nulla! Guardate quella foto della fogna che scarica a mare vicino alla Guardia Costiero. Sono decenni che è così. Ricordo che quando da ragazzo andavo a pesca al molo Colapesce, le ope che prendevano sapevano di fogna! Vergogna! In 60 anni non è stato fatto nulla per togliere queste luride fogne che inquinano il nostro splendido mare. Altro che Bandiera Blu, caro Basile. Ma non è tutta colpa dei politici. Ma le vera colpa è dei messinesi di oggi: gente apatica, strafottente, incivile che si fa corrompere facilmente con una sagra cittadina. Basta fargli una bella festa per comprarli tutti all’ingrosso! Ma dove vogliamo andare con gente così squallida! Messina città perduta! Ma adesso fanno il Ponte e tutto cambierà diventeremo tutti più ricchi e saremo tutti più felici!

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  2. …borghesia parassita di Messina ! quanto mi piace questa definizione ed il coraggio di denunciarlo ! ma perchè c’è qualcuno che pensa che Messina sia amministrata dal proletariato ???

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  3. 👏👏👏👏👏👏👏👏A EMANUELE FERRARA CHE DICE SEMPRE NEI SUOI COMMENTI LA NUDA E CRUDA VERITÀ!!!!!!!

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  4. Ma chi deve potare quell’ orrenda palma che si vede in fotografia e fa bella mostra di sé in quello scorcio di panorama tra i più fotografati da chi viene in città.

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  5. In questa vicenda, la tecnologia puo’ svolgere un ruolo decisivo. Vanno piazzate delle fototrappole nelle zone e nei luoghi dove si manifesta il fenomeno DISCARICA ABUSIVA. Ovviamente vanno piazzate senza dare nell’occhio, con la massima discrezione. Una volta ottenute delle foto chiare ed indiscutibili (oppure filmati ugualmente incontrovertibili) si procede con le “stigghiole” delle multe a questi zozzoni. Non penso ci sia da aggiungere altro.

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  6. Outsider preoccupato 18 Settembre 2025 08:58

    Ma ci rendiamo conto che in queste condizioni il Sindaco Basile ha sborsato 130 mila euro per la bandiera blu?

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  7. Emanuele Ferrara 18 Settembre 2025 09:39

    Mai un dibattito pubblico su queste cose, mai! Le istituzioni locali fanno bella mostra di se e si vantano fanaticamente di tutto quello che fanno, ma non hanno il coraggio di confrontarsi come sarebbe utile fare. Chiusi nel loro palazzo fanno quello che vogliono perchè sanno di poter contare sulla compiacenza di un popolo apatico, assente, disinteressato, strafottente. La città è assente a certe tematiche! Qualcuno si lamenta, scrive qualcosa anche sul vostro giornale, si indigna, ma poi tutto finisce in una bolla di sapone. E i problemi secolari non vengono mai risolti. Poi quando mettono le mani sulle opere pubbliche ce ne fosse uno di questi signori che controlla l’operato di queste ditte che invece di migliorare le cose le peggiorano a vista d’occhio. Tanto i soldi da qualche parte arrivano e chi se ne frega! Non si amministra così una città! Ditemi una cosa, una sola cosa bella, meravigliosa, affascinante che sia stata fatta in questi anni e che ha lasciato il segno della bellezza e dell’armonia. Nulla! Zero completo! Ci hanno tolto tutto del nostro glorioso passato! Di cosa si vantano ancora non riesco a capirlo!

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  8. Emanuele Ferrara 19 Settembre 2025 10:00

    Un grande ringraziamento a ROSARIA che seguo sempre con molto interesse! Ce ne fossero come lei a Messina! E un ringraziamento al Direttore di Tempostretto persona garbata ed equilibrata. Noi esprimiamo i nostri giudizi,. vorremmo una città più consapevole, più attenta, più interessata, ma ci accorgiamo che siamo solo una minoranza. La maggior parte delle persone a Messina non partecipa per menefreghismo e per ignoranza. Se non ci fossero tanti imbecilli in giro non sarebbe così facile trovare i furbi che li seducono. Credo che gli imbecilli siano molto più pericolosi dei mascalzoni!

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