Dovrà essere ricostruito e sarà la porta d'accesso alla nuova strada
Sono partiti stamattina i lavori di demolizione del vecchio “viadottino” che scavalca il torrente Portalegni. Le immagini dal cantiere mostrano le spettacolari fasi di sollevamento e rimozione delle vecchie travi in cemento armato, un passaggio necessario per liberare l’area e permettere la ricostruzione dell’infrastruttura con standard sismici moderni.
L’intervento rappresenta uno degli ultimi grandi ostacoli tecnici per il completamento definitivo della via Don Blasco, l’arteria destinata a rivoluzionare, e in parte già l’ha fatto, la mobilità cittadina tra il centro e la zona sud.
Il cronoprogramma dei lavori
Dopo questa fase di smantellamento, l’impresa potrà procedere con le trivellazioni necessarie alla posa delle nuove pile che sosterranno l’impalcato. La nuova struttura sarà realizzata in acciaio, avrà una lunghezza di 40 metri a campata unica e ospiterà due corsie di marcia.
L’apertura totale della strada è prevista entro il 30 aprile.
Sicurezza e gestione del torrente
Il cantiere del Portalegni è stato rallentato nei mesi scorsi da diverse complessità tecniche. La vicinanza ai binari ferroviari ha imposto un coordinamento costante con Rfi per garantire la sicurezza del traffico dei treni durante le operazioni di sollevamento carichi.
Parallelamente, l’impresa ha dovuto gestire i sottoservizi e la messa in sicurezza dei flussi idrici del torrente. Una volta posizionato il nuovo ponte, i lavori si sposteranno sulla stesa dell’asfalto speciale “fuso” e sull’implementazione dei sistemi di videosorveglianza per monitorare il rischio allagamenti in caso di forti piogge.
Prolungamento a sud
La nuova via don Blasco dovrà essere prolungata anche a sud, una volta concluse le demolizioni in via Quinto Ennio. Le ultime, secondo l’ultimo annuncio dell’ufficio commissariale al risanamento, dovrebbero iniziare iniziare tra pochi giorni. Prima, però, dovrà essere completato il trasferimento delle famiglie che ancora ci abitano perché nelle nuove case popolari non sono stati completati gli allacci alle utenze.




