Com'è finito il processo al giovane che cosparse di acido muriatico l'appartamento e mandò il video al padre
MESSINA – Si chiude con l’assoluzione il processo per il giovane arrestato per aver minacciato di dare fuoco alla casa della sorella, al nono mese di gravidanza, perché si era rifiutata di consegnargli 40 euro da spendere in alcool. La giudice Ornella Pastore ha accolto le tesi dell’avvocato Pietro Ruggeri e scagionato il 30enne, mentre l’Accusa aveva chiesto per lui la condanna a 2 anni e 8 mesi di reclusione per estorsione.
Cosparge acido muriatico in casa della sorella, l’arresto
Il ragazzo è stato arrestato dalla Polizia lo scorso 17 luglio. Dopo aver sigillato l’abitazione della sorella assente, appoggiando un frigorifero contro la porta, ha cosparso tende e altri suppellettili di acido muriatico poi ha filmato tutto e inviato a lei e al padre le immagini e un audio di minaccia: “Da qua comincio”.
Un difficile percorso di uscita dall’alcolismo
Il ragazzo era stato sotto cura per droga e alcolismo ma pochi giorni prima un brutto episodio di cronaca che ha scosso la città e colpito la sua famiglia lo aveva nuovamente scombussolato. Da lì la richiesta di soldi alla ragazza che, conscia del fatto che li avrebbe spesi per ubriacarsi, si è rifiutata di consegnarli al fratello.
“Vuole i soldi per ubriacarsi”
Sono stati proprio la sorella e il padre ad avvisare i poliziotti, inoltrando il video con le minacce. All’arrivo gli agenti hanno sentito l’odore acre di acido, l’aria era già satura, ma non sono riusciti ad entrare in casa perché la porta era bloccata dall’interno. Dopo l’arrivo di rinforzi, e qualche minuto concitato di colloqui col ragazzo all’interno, sono riusciti a convincerlo ad uscire e “consegnarsi”.

