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Operazione Dominio, cade l’aggravante mafiosa per tre imputati

Alessandra Serio

Operazione Dominio, cade l’aggravante mafiosa per tre imputati

mercoledì 03 Marzo 2021 - 08:22
Operazione Dominio, cade l’aggravante mafiosa per tre imputati

Non regge l'accusa di aver fiancheggiato il clan di Mangialupi per 3 imputati dell'operazione Dominio su droga e slot machine a Messina

La Corte di Cassazione ha ridimensionato condanne e accuse, nell’ultimo grado di giudizio dell’operazione Dominio, l’inchiesta della Direzione distrettuale Antimafia di Messina sui fiancheggiatori del clan di Mangialupi, e i complici dei nomi storici del gruppo nei business di droga e slot machine.

La Suprema Corte ha in particolare cassato l’aggravante mafiosa per Antonino Scimone, Francesco Benanti e Giuseppe Giunta. Per il primo, quindi, resta in piedi soltanto l’accusa di intestazione fittizia di beni e la condanna scende da 1 anno e 10 mesi ad un anno e 4 mesi e gli saranno restituiti i beni sequestrati, mentre per Benanti l’unica accusa residua è stata dichiarata prescritta. Annullata la condanna ad 11 anni e 4 mesi infine per Giunta, che dovrà affrontare nuovo processo d’appello, stavolta a Reggio Calabria, per rideterminare la pena. I tre erano difesi dagli avvocati Isabella Barone, Domenico Andrè e Giuseppe Bonavita.

Condanne confermate, invece, per Giovanni Aspri (7 anni) e Mario Schepisi (3 anni e 10 mesi). Già in appello, ad ottobre del 2019, i giudici avevano alleggerito il carico di accuse per molti degli imputati, rispetto alla prima sentenza.

La sentenza definitiva arriva a 4 anni dalla retata della Guardia di Finanza,scattata nel marzo 2017: conti correnti e immobili ammontanti a quasi 10 milioni di euro complessivi sequestrati, 21 arresti, mentre gli indagati in totale erano 32.

Le indagini della Direzione Distrettuale Antimafia – insieme al PM Maria Pellegrino c’era la collega Liliana Todaro, avevano fatto emergere nuovi assetti nella cosca e il ruolo di Domenico La Valle il quale, approfittando della disgregazione della cosca storica, era riuscito ad assumere il controllo totale delle attività di zona, costituendo il punto di riferimento imprenditoriale del quartiere.

Per fare questo, La Valle si era avvalso di una fitta rete di collaboratori mettendo “le mani” soprattutto nel campo delle slot machine e delle scommesse online.

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