Bruno. Il bambino che imparò a volare - Tempostretto

Bruno. Il bambino che imparò a volare

francesco musolino

Bruno. Il bambino che imparò a volare

mercoledì 04 Gennaio 2012 - 15:20
Bruno. Il bambino che imparò a volare

Bruno. Il bambino che imparò a volare. di Nadia Terranova con le illustrazioni di Ofra Amit

Fredda serata di fine autunno. Bruno Schulz è ancora bambino. La madre entra

in camera sua e lo trova intento a nutrire alcune mosche con granelli di zucchero.

Stupita, gli domanda cosa mai stia facendo. "Le sto irrobustendo per l'inverno."

Vero o falso l'aneddoto raccolto da David Grossman, di certo quel bambino

non poteva immaginare che da lì a pochi anni non l'epoca geniale da lui sognata sarebbe sorta, ma una delle più buie dell'umanità. Un lungo inverno nel quale, come mosche,

sarebbero morte milioni di persone. Ebrei, rom e sinti, malati di mente, testimoni di Geova, omosessuali, oppositori politici. Tutti umiliati, straziati, trucidati. Lui tra questi.

A quel bambino che nutriva le mosche è dedicato il ricordo, delicato e poetico come le sue botteghe color cannella, di Nadia Terranova e Ofra Amit.

Un bambino, ebreo. La grossa testa lo rende incerto e impacciato nei movimenti, il carattere schivo

e introverso. Curioso e attento a ogni cosa che lo circonda, è affascinato dalle eccentriche stravaganze del padre, dalle sue continue, stupefacenti metamorfosi. Lo perderà anzitempo, ma, non volendosene separare del tutto, fa rivivere quella straordinaria capacità del padre di riconoscersi e identificarsi in ogni oggetto, in ogni animale, in ogni persona nei suoi disegni e nei suo scritti. E nei racconti, in classe,
ai suoi allievi. Fino a una giornata d’autunno del 1942, quando un ufficiale nazista lo uccide per strada. Persa la vita, persi i suoi scritti, persi i suoi disegni.

Di certo non per caso, sarà una bambina a ritrovarli, anni dopo, in un vecchio baule nascosto in soffitta.

Un ricordo di Bruno Schulz, un omaggio alla sua straordinaria fantasia.

Nadia Terranova, trentaquattro anni, messinese di nascita e romana d’adozione, è di casa presso vari editori. Redattrice, traduttrice, editor, ha curato anche un laboratorio di scrittura per bambini.

Per ragazzi, insieme con Patrizia Rinaldi, ha scritto Caro diario ti scrivo, storia di sei dodicenni

che diverranno scrittrici famose, da Anna Maria Ortese a Jane Austen. Pubblicato da Sonda nel 2011,
ha ottenuto la menzione al premio Elsa Morante Ragazzi. Scrive anche per il teatro, ed è orgogliosa

di far parte del gruppo di provocatori letterari “I libri in testa”.

Ofra Amit, ha 35 anni e vive in Israele, a Tel Aviv. Laureatasi al Wizo Canada Institute of Design

di Haifa, divide la sua attività fra i libri per ragazzi, le immagini per il teatro e le illustrazioni per varie riviste e quotidiani. Per il suo lavoro ha avuto diversi riconoscimenti da Communication Arts, Applied Arts, The Society of Illustrators. Nel 2010 ha ottenuto la Gold Medal for Children's Books Illustration attribuita dall’Israel Museum.

Bruno. Il bambino che imparò a volare -40 pagine a colori, 16 euro-

sarà in libreria dall’11 gennaio

I DISEGNI ORIGINALI DI OFRA AMIT SARANNO IN MOSTRA

DAL 15 GENNAIO AL 5 FEBBRAIO ALLA GALLERIA TRICROMIA DI ROMA

Inaugurazione domenica 15 gennaio ore 11

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