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Palazzo San Giorgio dice addio al precariato.

Elisabetta Marcianò

Palazzo San Giorgio dice addio al precariato.

venerdì 28 Maggio 2021 - 08:30

Al via il percorso di ammodernamento della pianta organica. Il Comune attinge da altri Enti in attesa dei concorsi. Eliminato il precariato da Palazzo

A Palazzo San Giorgio si stanno eliminando definitivamente le sacche di precariato con un percorso di ammodernamento della pianta organica del Comune di Reggio Calabria. La giunta, nel corso dell’ultima riunione, ha dato il via libera al regolamento per l’utilizzo di graduatorie di pubblici concorsi approvate da altri enti. Nel quadro, poi occupazionale più complessivo, ha previsto la stabilizzazione dei precari che rientrano nel bacino della legge 31 e della legge 15.

Basta incertezze a Palazzo

«Con questa operazione – ha spiegato Francesco Gangemi, consigliere comunale delegato dal sindaco Falcomatà agli Affari generali ed al Personale – mettiamo fine ad una pagina di incertezze e instabilità lavorative eliminando, di fatto, il precariato dal Comune di Reggio Calabria.
Un passaggio fondamentale che segna l’avvio di una stagione di implementazione e rinnovamento della forza lavoro all’interno di Palazzo San Giorgio. Un passo in avanti che ci consentirà di rimpinguare un
organico ormai ridotto all’osso».

Vicini ai nuovi bandi

Entrando nel merito della delibera, quindi, Francesco Gangemi ha aggiunto che, «sfruttando la possibilità offerta da una norma specifica, entro la fine dell’anno andremo a rintracciare nuove figure. Attingeremo dagli idonei compresi nelle graduatorie approvate da altri Enti pubblici. In questo modo – ha continuato – si accorciano i tempi in attesa. Già dal prossimo anno, Palazzo San Giorgio potrà espletare quei concorsi che, da venti anni, la città ed i sui giovani attendono per interrompere l’emorragia di giovani che, pur formandosi nel loro luogo di nascita, sono costretti ad emigrare in cerca di un futuro migliore».

La buona pratica

«Il Comune di Reggio può ricorrere all’utilizzo di graduatorie di altri Enti, costituendo questo utilizzo una sperimentata e comunemente
riconosciuta “buna pratica” per ragioni dettate dalla necessità di semplificazione e speditezza dei procedimenti di selezione; di economicità degli atti, di riduzione dei tempi e dei costi occorrenti per l’espletamento delle ordinarie procedure concorsuali per la copertura di posti vacanti a palazzo».

Gli altri regolamenti

Ma fra i regolamenti approvati nel corso dell’ultima riunione dell’esecutivo, c’è anche quello relativo alle progressioni verticali del personale già in servizio. «Potranno accedere da una categoria all’altra. Potranno partecipare alle selezioni i dipendenti in servizio a tempo indeterminato che abbiano maturato, presso il Comune, un’anzianità minima di 36 mesi continuativi; impiegati a tempo pieno e indeterminato nella categoria giuridica immediatamente inferiore a quella correlata alla selezione e in possesso di specifici requisiti richiesti».

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