Il deputato del Pd richiama il valore storico della Conferenza di Messina del 1955
MESSINA – Una città ponte tra popoli, culture e civiltà, chiamata oggi a ritrovare il proprio ruolo nel Mediterraneo e in Europa. È questo il messaggio emerso dall’incontro pubblico organizzato ieri sera al Mercato Muricello dal Partito democratico e che ha visto protagonista Antonella Russo, candidata sindaca del centrosinistra a Messina.
Al suo fianco, il deputato nazionale del Partito democratico Giuseppe Provenzano e Tommaso Sasso, responsabile nazionale dei progetti di cultura politica del Pd. Al centro del confronto, moderato da Gianfranco Moraci, assessore designato alle politiche culturali, agli eventi, al sostegno attività creative e giovanili, il futuro di Messina e la necessità di restituire alla città una visione politica ampia, internazionale e profondamente radicata nei valori dell’inclusione, della giustizia sociale e della partecipazione democratica.
«Messina non è una semplice città di transito – è stato sottolineato da Gianfranco Moraci nel corso dell’iniziativa – ma il cuore pulsante del Mediterraneo. Una terra che, nella sua lunga storia, ha conosciuto dominazioni, contaminazioni culturali e incontri tra popoli differenti, trasformando ogni passaggio storico in un elemento di crescita collettiva. Una identità costruita sul confronto e sulla convivenza, dove la diversità non è mai stata vissuta come una minaccia, ma come una ricchezza. A differenza di quanto avviene oggi nei partiti di centrodestra al governo».
Provenzano: “Il valore storico della Conferenza di Messina”
Giuseppe Provenzano ha invece richiamato il valore storico della Conferenza di Messina del 1955, definendola «uno dei momenti fondativi dell’Europa unita Un’eredità politica e culturale che oggi deve essere recuperata e difesa in una fase storica segnata da guerre, nazionalismi e tensioni internazionali».
«La vocazione europea e internazionale di Messina – ha aggiunto Provenzano – vive ancora oggi attraverso l’Università, presidio di cultura, dialogo e pace». Un riferimento particolare è stato rivolto alla presenza crescente di studenti stranieri nell’Ateneo messinese, considerato un esempio concreto di come la conoscenza possa abbattere confini e costruire relazioni tra i popoli.
Nel corso dell’incontro, Provenzano ha inoltre espresso forte preoccupazione per il clima politico che accompagna le prossime elezioni amministrative di Messina. «La proliferazione incontrollata di liste – ha osservato – non rappresenta necessariamente un segnale di maggiore democrazia. Al contrario, rischia di diventare la fotografia di una degenerazione del sistema politico, frammentato in interessi personali e privo di una reale visione collettiva».
L’esponente del Partito democratico ha poi allargato il ragionamento al quadro nazionale e internazionale, criticando quella che ha definito «la doppia morale del governo italiano in politica estera nei confronti di Donald Trump. Chi ieri ne sosteneva apertamente la leadership, arrivando perfino a ipotizzare per lui il Nobel per la Pace, oggi prende le distanze esclusivamente per convenienza elettorale».
“Le emergenze sociali e abitative a Messina”
Un passaggio particolarmente sentito è stato dedicato alla situazione in Medio Oriente e alla questione palestinese. Provenzano ha ribadito la necessità che l’Italia riconosca ufficialmente lo Stato di Palestina, indicando questa scelta come «un atto politico indispensabile per costruire una pace giusta e duratura». Una posizione condivisa anche da Antonella Russo, che ha richiamato la tradizione di accoglienza e dialogo della città dello Stretto.
Tommaso Sasso ha invece concentrato il proprio intervento sulle emergenze sociali e abitative di Messina, soffermandosi in particolare sul numero elevato di case sfitte presenti sul territorio cittadino. Un dato che impone una riflessione seria sulle politiche abitative, sul diritto alla casa e sulla necessità di contrastare il progressivo impoverimento sociale e spopolamento in atto della città.
Sasso ha inoltre evidenziato il valore simbolico e politico della candidatura di Antonella Russo, sottolineando come «la presenza di una donna alla guida della coalizione rappresenta un segnale di cambiamento importante per Messina, in una fase storica in cui la politica ha bisogno di nuove sensibilità, competenze e capacità di ascolto».
Russo: “Il futuro di Messina non può passare solo dai posti statali”
Nel suo intervento conclusivo, Antonella Russo ha ribadito la volontà di costruire «una Messina aperta, europea, inclusiva e moderna, capace di rimettere al centro i giovani, la cultura, il diritto alla casa, il lavoro e la partecipazione civica. Temi presenti anche all’interno del mio programma di governo per Messina. Questa città deve tornare ad avere un’ambizione – ha dichiarato la candidata sindaca –. Non possiamo più accontentarci di amministrare l’esistente o di sopravvivere alle emergenze. Né di basare il futuro soltanto su posti statali. Messina ha bisogno dei suoi giovani e dei loro talenti. Dobbiamo dare loro la chance di restare».

A parte i propositi, non mi è chiaro sul campo come intende portare Messina al centro del mediterraneo.
Sono solo parole o ci sono dei progetti concreti dietro?