"Quale soluzione per le 14 famiglie evacuate a Catarratti nel marzo 2025?"

“Quale soluzione per le 14 famiglie evacuate a Catarratti nel marzo 2025?”

Redazione

“Quale soluzione per le 14 famiglie evacuate a Catarratti nel marzo 2025?”

domenica 01 Febbraio 2026 - 09:48

Complesso Cores a Messina. Si tratta di un'area privata ma il presidente Cacciotto e il capogruppo Gioveni invocano una soluzione da parte dell'amministrazione

MESSINA – Nel marzo 2025 a Catarratti 14 famiglie del complesso Cores sono state evacuate a causa del crollo del muro di contenimento. Il tutto a causa del maltempo, con una pioggia fuori dall’ordinario. L’area in cui c’è stato il cedimento è privata e quindi sin da subito è prevalsa l’incertezza su cosa avrebbe potuto fare il Comune di Messina per accelerare gli interventi e il ritorno a casa dei residenti.

Ora il presidente della III Municipalità Alessandro Cacciotto e il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, Libero Gioveni, chiedono all’amministrazione comunale come intenda risolvere la situazione.

Scrivono Cacciotto e Gioveni: “Pur comprendendo che si tratta di un’area privata, ma ricordando lo “slancio” dell’amministrazione a supportare i residenti colpiti da un tragico evento che poteva avere conseguenze ben più gravi, ci chiediamo come concretamente il sindaco Basile vorrebbe aiutare le 14 famiglie. Riteniamo che non ci sia più tempo da perdere e che il sindaco, unitamente alla propria Giunta comunale, non sappiamo ancora se dimissionari o meno, passino immediatamente ai fatti, ponendo in essere azioni concrete e rapide a sostegno di ben 14 famiglie che ormai da un anno vivono sulla loro pelle un vero e proprio dramma”.

“Un calvario per le famiglie, costrette, anche a seguito di un ordinanza del sindaco, a lasciare le loro case, alcune delle quali custodiscono ancora gli effetti personali. Famiglie sfollate, alcune delle quali costrette oggi a pagare un affitto, mentre altre sistematesi in abitazioni secondarie. Non solo: famiglie che, in dipendenza dell’ordinanza sindacale, hanno dovuto mettere in sicurezza i luoghi, impiegando risorse economiche, non potendo abitare i loro immobili e, in alcuni casi, costrette a pagare un affitto”, concludono il presidente e il capogruppo.

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