Scurria: "Centomila euro al mese di costi per commissioni trasformate in gettonificio"

Scurria: “Centomila euro al mese di costi per commissioni trasformate in gettonificio”

Marco Olivieri

Scurria: “Centomila euro al mese di costi per commissioni trasformate in gettonificio”

venerdì 10 Luglio 2026 - 14:00

Presa di posizione del gruppo dell'ex candidato a sindaco a Palazzo Zanca. "Maggioranza sorda a Messina sugli sprechi della politica"

MESSINA – “Gli sprechi della politica. Commissioni monstre e maggioranza sorda a Palazzo Zanca”. Il gruppo Scurria Sindaco, con il capogruppo Giuseppe Capurro e i consiglieri Simona Contestabile e Marcello Scurria, ribadiscono la posizione assunta ieri in Consiglio: “Sulla vicenda delle commissioni consiliari è prevalso un atteggiamento autoreferenziale e distante dall’interesse pubblico. La scelta di aumentare il numero delle commissioni (da 6 a 8) e del numero dei componenti (23/25) va nella direzione opposta rispetto a ciò che i cittadini si aspettano. A parole siamo tutti d’accordo a ridurre i costi della politica. Nei fatti resta solo uno slogan. Aumentare commissioni e incarichi significa alimentare sprechi
senza offrire un reale beneficio all’efficienza dell’attività consiliare. Non è in alcun modo giustificabile una spesa di circa centomila euro al mese, oltre le riunioni del Consiglio comunale, di gettoni di
presenza per garantire commissioni consiliari monstre”.

“Gettonificio a Palazzo Zanca, servono commissioni snelle”

Ieri questo pensiero è stato espresso dall’ex candidato sindaco del centrodestra Scurria. E oggi è confermato nella nota: “Le commissioni sono state trasformate in una sorta di “gettonificio”. E’ prevalsa la logica della moltiplicazione dei gettoni di presenza anziché quella dell’efficienza amministrativa. Un modello che allontana i cittadini dalle istituzioni, alimenta sfiducia nella politica e finisce per rafforzare l’astensionismo. Servono, invece, commissioni snelle che rappresentino tutti i gruppi consiliari. Abbiamo avanzato proposte di buon senso, tra cui la riduzione del numero dei componenti delle commissioni a dieci, così da garantire il funzionamento degli organismi e, allo stesso tempo, contenere i costi.
Abbiamo proposto l’istituzione di due commissioni a tempo (sei mesi) su temi prioritari: Area integrata dello Stretto e Decentramento. Le nostre proposte sono state respinte senza alcuna giustificazione
convincente. Ieri abbiamo iniziato a indicare una strada diversa. Cambiare l’approccio dell’opposizione richiede tempo. Non si può fare tutto in una volta: serve procedere un passo alla volta. Il percorso è iniziato e continueremo a batterci per un’amministrazione più sobria, efficiente e rispettosa delle risorse pubbliche”.

Gioveni diverge da Scurria: “Un buon inizio la suddivisione delle commissioni”

Le riserve di Scurria, a parte il suo gruppo con Simona Contestabile e Giuseppe Capurro, non hanno trovato ieri il sostegno del resto del centrodestra: da Fratelli d’Italia con Libero Gioveni (“sono al quarto mandato e valuto le cose sulla base della mia esperienza di consigliere: dalle sei commissioni un pastrocchio con confusione delle deleghe”) alla Lega con Cosimo Oteri.

“Questa suddivisione delle commissioni è un buon inizio”, ha affermato il capogruppo di FdI. E divergenze rispetto alla posizione di Scurria sono emerse anche sul numero dei componenti: “La commissione Bilancio avrebbe bisogno di 31 consiglieri data la sua importanza. Ed è impossibile spiegare tutte le sue sfaccettature ai consiglieri che non vi fanno parte. 25 consiglieri è già qualcosa”.

Più attento il Pd sul tema della riduzione delle commissioni ma niente da fare. Né la proposta di rimandare ai capigruppo la delibera, in particolare sul numero dei componenti (“delibera ripizzata. Va ridotta la componente della commissione Bilancio”), da parte di Antonella Russo, né gli emendamenti di Scurria sono passati.

Non c’è un leader politico nel centrodestra

Il segnale politico è che Marcello Scurria non è il leader del centrodestra in Consiglio, malgrado sia stato il candidato sindaco di questo schieramento. Né Fratelli d’Italia, né Lega, né Popolari Autonomisti gli attribuiscono questo ruolo.

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8 commenti

  1. Ogni giorno aspetteremo fiduciosi una dichiarazione del candidato sindaco…..sconfitto.
    Anziché costruire ……..lamentele.

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  2. Scurria ha pienamente ragione sul pappa mondo dei gettoni, ma ormai al comune e alle circoscrizioni è un modus operandi diffuso.

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  3. Ok, Scurria non è leader del cdx a Messina, ma il punto è, chi sono i leader “messinesi” di questa coalizione che è maggioranza in Regione e nello Stato? FdL ha come riferimento Galluzzo, FI Calderone o altri fuori provincia, rimane la Lega con Germanà (finchè rimane in quel partito e non farà l’ennesimo giro altrove): tutti soggetti o estranei alla città (e privi di interesse per le sorti della città, purtroppo) o privi di autorevolezza politica. E’ chiaro che in questo nulla, De Luca (Basile è solo il suo valvassino) spadroneggia.

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  4. e se n’è accorto solo ora? Una vita che bazzica da quelle parti non aveva notato nulla?

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  5. L’argomento è di per sé serio ma il modo come lo ha trattato è la dimostrazione che la sua sarà un’opposizione distruttiva e non costruttiva, un’opposizione mediatica e fatta a prescindere. Il fatto di essere lasciato solo dai suoi alleati la dice tutta e soprattutto spiega la sua sconfitta.

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  6. All’insediamento c’è sempre un extra da mettere in conto… 4 anni fa il mitico aumento che i bisognosi si sono concessi in modo molto “elegante”…

    … credo abbiamo il Comune più ricco d’Italia che non bada a spese!!! 🤣
    E poi parliamo di dissesto 🤦‍♂️

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  7. E aggiungi anche quelli per le circoscrizioni. Una legislatura costa solo di gettoni decine di milioni di euro…e per fare cosa poi?!

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  8. Il costo della politica in Italia è mostruoso,certo non è colpa del sindaco di Messina,il consigliere Scurria dato che si lamenta,è sta in politica da una vita,sa come vanno queste cose.I veri regali della politica, sono le circoscrizioni che non decidono nulla,non servono a nulla e costano un botto,le pensioni ai parlamentari regionali e nazionali,basta are 4 aani ed hai la tua pensione,mentre un lavoratore deve faticare 30/35 anni,per non avere niente,in questo la politica è tutta concorde,l’illusione dei 5 stelle è finita prima di cominciare,il sig. Conte non è il tipo che rinuncia alla pensione,non ho mai sentito un suo pare in merito.

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