Torna la festa sulla scalinata Santa Barbara

Torna la festa sulla scalinata Santa Barbara

Torna la festa sulla scalinata Santa Barbara

venerdì 09 Ottobre 2009 - 08:27

In segno di rispetto per le vittime dell'alluvione non ci sarà la “coda elettronica” la fase più movimentata della manifestazione

La Scalinata Santa Barbara si “rivitalizza”, domenica 11 ottobre, per la quinta volta grazie alla mani-festa-azione curata dal collettivo artistico Machine Works. Più di cento candele e un po’ d’arte restituiranno ai messinesi il piacere di sostare in uno dei luoghi più suggestivi della città, a dimostrazione che la differenza tra la bruttezza e la bellezza di un luogo dipende quasi esclusivamente dalla cura che gli si dedica.

Il tema di quest’anno, sul quale si sono declinati gli interventi artistici è stato ZONA RIMOZIONE, riferimento obbligato visto il mega progetto che vuole trasformare uno degli ultimi luoghi popolari siti nel centro della città nell’ennesimo sogno modernista con grattacieli, uffici, posteggi e imprecisate strategie sinergiche che trasformeranno quel luogo in un fantomatico volano economico che traghetterà la città in un futuro radioso. Tutta la serata sarà una grande passeggiata all’insegna della rimozione, certo rischio rimozione del luogo fisico ma non solo, tutte le performance artistiche sono state dedicate a quelle persone&cose che tanto hanno inciso nell’immaginario della città e rischiano di essere dimenticate, anzi rimosse. Il teatro racconterà la storia del poco conosciuto Giovanni Rappazzo, messinese che inventò il sicronismo tra audio e immagini, quando il cinema era ancora muto. Rappazzo non potè pagare il brevetto e la Fox inventò il cinema sonoro.

Il video ci restituirà l’incredibile “Casa del Puparo” e le amare parole del Cavaliere Cammarata, strano caso di artista naif che cercò di trasformare in bellezza quell’orrore che è diventato maregrosso. Morì in povertà con la sua casa, celebrata nei giornali stranieri, quasi distrutta per fare posto ad un posteggio di un Supermarket. E mentre i clown e i maghi intratterranno i bambini, e un ensemble di musicisti prova il piacere di suonare assieme in quella che altrove viene chiamata superband, bancarelle vintage ridaranno vita a vestiti con la sola colpa di essere passati di moda e di non esserci ancora tornati. Come contorno lampi della libreria Hobelix, della saletta Milani, un’istallazione sull’inceneritore e banchetti artigianali e non solo. Il pane è stato offerto dai panifici vicini, e in ultimo ci sarà un commosso tributo all’indimenticato mimo Gérad Foucaux, che sulla scalinata ci viveva e che dopo aver cullato l’infanzia di tre generazioni di messinesi ha aperto ogni anno la manifestazione. Davanti al suo portone sarà presentato un libro a lui dedicato da terrelibere.org, “I funerali di Gérard Foucaux”.

Come dire, una fantastica geografia di cose rimosse. A differenza degli altri anni, per rispetto al lutto cittadino non ci sarà la coda elettronica, il momento più “festaiolo”. La scelta di fare la mani-festa-azione, nonostante il clima di rabbia e lutto riteniamo sia un atto dovuto.

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