Unioncamere boccia il sud: la provincia di Messina all'85° posto nella graduatoria del Pil

Unioncamere boccia il sud: la provincia di Messina all’85° posto nella graduatoria del Pil

Unioncamere boccia il sud: la provincia di Messina all’85° posto nella graduatoria del Pil

sabato 11 Dicembre 2010 - 12:16

La provincia peloritana perde 6 posti e conferma una crisi profonda del suo sistema economico

Come ogni fine anno è tempo di classifiche su dati che rilevano ricchezza, vivibilità, criminalità, ambiente, raccolta differenziata e quant’altro.

Stamane Unioncamere ha pubblicato la graduatoria relativa al Pil prodotto in ogni singola provincia italiana ed i dati confermano la situazione che storicamente vede il ricco nord contrapposto al sud che si impoverisce sempre più.

E’ Milano la provincia con la ricchezza prodotta pro capite piu’ alta: nel 2009, secondo l’analisi effettuata da Unioncamere e pubblicata stamane, poteva contare su 36.530 euro per abitante a fronte di 25.263 della media italiana confermandosi, come nel ’95, in testa alla graduatoria.

La maglia nera che nel ’95 era stata assegnata a Crotone passa a Carbonia-Iglesias, con 14.346 euro per abitante.

Deludenti i dati che interessano Messina che si piazza all’85 posto con una ricchezza pro capite di 17.542, con una proporzione del 69,4% rispetto alla media nazionale del Pil perdendo 6 posizioni rispetto alla graduatoria pubblicata nel 1995.

Non va meglio alle altre città siciliane: Siracusa (81^); Palermo (84^); Ragusa (90^); Caltanissetta (93^); Catania (97^); Trapani (101^); Enna (103^) ed Agrigento (106^) mentre la vicina Reggio Calabria risulta collocata al 95° posto.

Un risultato che la dice lunga sullo stato di grave difficoltà che il capoluogo e l’intera sua provincia attraversano ormai da decenni e con una crisi che attanaglia sia il settore privato sia quello pubblico.

Sempre secondo la ricerca, il Pil 2011 crescera’ dell’1,3% ma il traino sara’ il Nord (+1,5/+1,6%), il Sud continuera’ ad arrancare (+0,8%).

Sempre per quanto riguarda le province, Unioncamere sottolinea che hanno perso posizione quelle a maggiore vocazione industriale mentre sono salite in graduatoria quelle che hanno puntato sul turismo come Rimini (al nono posto dal 41esimo del 1995) e in generale sui servizi, segno evidente che, in una provincia come quella peloritana che vanta grandi potenzialità turistiche, la gestione del settore è stata carente e non ha ottenuto i risultati conseguiti in altre province turisticamente più attrezzate.

Se si considerano le macro aree il Nord mantiene un pil pro capite quasi doppio rispetto al Sud e le Isole.

Nel Nord Ovest arriva a 30.259 euro mentre nel Nord Est si ferma a 29.764 euro a fronte dei 25.263 medi per abitante in Italia.

Al Centro il Pil pro capite arriva a 28.215 euro mentre nel Sud e nelle Isole segna quota 17.208 euro.

Il divario e’ naturalmente piu’ ampio se si considerano le singole province. Le prime 10 in graduatoria sono tutte province del Nord ad eccezione di Roma, quinta (piu’ 7 posizioni grazie al contributo dato da turismo e servizi) mentre le ultimi 10 sono tutte province meridionali.

L’indagine punta il dito infine contro i costi della burocrazia: le imprese hanno speso per costi amministrativi nel 2009 12.472 euro, l’1,1% in piu’ del 2008.

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