70 ore perse nel traffico, congestione al 39,7%. Palermo e Catania vanno molto peggio. Il confronto con il 2024
Messina si conferma tra le città italiane più congestionate nel TomTom Traffic Index 2025, il rapporto annuale del colosso della navigazione satellitare che analizza quasi 500 città in tutto il mondo. Il capoluogo peloritano si piazza all’undicesimo posto in Italia, con un livello di congestione del 39,7% e 70 ore perse nel traffico durante le ore di punta nell’arco dell’intero anno. Un dato che, pur confermando le criticità strutturali della viabilità cittadina, segna un lieve miglioramento rispetto al 2024.
Messina e il traffico: i dati del TomTom Traffic Index 2025
Secondo il rapporto ufficiale pubblicato sul sito di TomTom, nel 2025 a Messina la velocità media in città si attesta a 27,7 km/h, con una distanza media percorribile in 15 minuti pari a 6,9 chilometri — 0,1 km in più rispetto all’anno precedente. Il tempo medio per percorrere 10 chilometri è di 21 minuti e 40 secondi, ben 19 secondi in meno rispetto al 2024: un miglioramento modesto, ma registrato.
Nelle ore di punta mattutine la congestione sale al 61,6%, con una velocità media di 24,3 km/h e un tempo di percorrenza di 10 km pari a circa 24 minuti e 41 secondi. La fascia serale è leggermente meno problematica: congestione al 58,5%, velocità media di 24,4 km/h e 24 minuti e 35 secondi per coprire la stessa distanza.
Il giorno peggiore dell’anno è stato il 22 dicembre — lunedì, a ridosso delle festività natalizie — con un livello medio di congestione del 61% e un picco alle 17:00 che ha raggiunto il 103%, con soli 4,6 km percorribili in un quarto d’ora.
Confronto con il 2024: qualche segnale positivo
Il confronto con i dati dell’anno precedente restituisce un quadro di sostanziale stabilità con lievi miglioramenti. Il livello di congestione medio (39,7%) è rimasto pressoché invariato rispetto al 2024, mentre il tempo perso nel traffico durante le ore di punta è diminuito di 3 ore e 50 minuti su base annua, passando da circa 73-74 ore a 70 ore. Anche la velocità durante il rush hour è cresciuta di 1 km/h rispetto all’anno precedente.
Un dato interessante riguarda le autostrade: la velocità media sui tratti autostradali ha registrato un balzo di 13,7 km/h rispetto al 2024, attestandosi a 90,6 km/h — un miglioramento che potrebbe riflettere una riduzione dei cantieri o una migliore gestione dei flussi extraurbani.
La classifica italiana: Messina lontana dal podio negativo
Nel panorama nazionale, Messina occupa l’undicesima posizione in una graduatoria dominata da realtà ben più congestionate. In testa alla classifica italiana figura Palermo, con il 51,3% di congestione e 98 ore perse all’anno nel traffico. Seguono Milano (49,4% di congestione, 136 ore perse — il dato più alto d’Italia) e Catania al terzo posto con il 47,1% di congestione e 103 ore annue nelle code.
Messina, pur con le sue criticità, risulta quindi meno congestionata delle due principali città siciliane e si posiziona al di sotto della media delle grandi metropoli italiane. La velocità media cittadina (27,7 km/h) è superiore a quella di Palermo (27,1 km/h) e di quasi 9 km/h maggiore rispetto a Milano (19 km/h).
Il quadro globale
A livello mondiale, il TomTom Traffic Index 2025 fotografa un trend di crescita generalizzata della congestione, passata dal 20% al 25% su scala globale. In cima alla classifica mondiale si trova Città del Messico con 184 ore perse ogni anno nel traffico, seguita da Bengaluru (India) e Dublino (191 ore). Le città italiane, pur presenti nella classifica, si collocano tutte nella seconda metà del ranking globale.
Viabilità a Messina: un problema strutturale
I dati di TomTom confermano quanto i messinesi vivono quotidianamente: la viabilità del capoluogo peloritano resta una delle problematiche su cui lavorare, aggravata dalla conformazione geografica del territorio e dalla densità abitativa nelle arterie principali e da una certa resistenza ad usare sistemi di trasporto alternativi al mezzo privato. L’amministrazione comunale ha avviato un piano di riurbanizzazione sostenibile volto a potenziare il trasporto pubblico e ridurre la dipendenza dall’automobile, che rappresenta un’importante via d’uscita dalla criticità del traffico urbano. Il lavoro, tuttavia, è ancora lungo e impegnativo. Su questo fronte è lecito sperare sul contributo che potrà offrire la riattivazione del tram.
Articolo scritto con l’ausilio dell’Intellihenza Artificiale, verificato dalla redazione.
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