Torrente Annunziata, lavori fermi. Il Comune di Messina avvia la risoluzione del contratto

Torrente Annunziata, lavori fermi. Il Comune di Messina avvia la risoluzione del contratto

Marco Ipsale

Torrente Annunziata, lavori fermi. Il Comune di Messina avvia la risoluzione del contratto

giovedì 22 Ottobre 2026 - 11:00

Rescissione con l'impresa per i gravi ritardi sul cantiere di messa in sicurezza

Lavori consegnati il 26 gennaio 2026 con fine prevista il 14 maggio 2027. Ma è un obiettivo già irraggiungibile perché la messa in sicurezza del torrente Annunziata è ferma da tempo. Così il Comune di Messina ha disposto la risoluzione del contratto d’appalto. Il provvedimento è stato adottato dal Dipartimento Servizi Tecnici a causa “delle gravi inadempienze, dei ritardi ingiustificati e delle difformità nell’avvio delle opere riscontrate rispetto al cronoprogramma contrattuale”. Ora si apre la strada alla quantificazione dei danni e al riaffidamento dell’intervento.

Le criticità dell’alveo e gli interventi previsti nel progetto

L’intervento riguarda un tratto di circa 760 metri compreso tra l’incrocio di via Antonino Agostino a monte e vico Marò a valle, ad una quota tra gli 82 e i 38 metri sul livello del mare. Attualmente l’alveo si presenta ampiamente cementato ma gravemente degradato: in più punti il massetto di fondo e la cavità centrale mostrano lesioni profonde o risultano del tutto scalzati e asportati dalla forza delle piene meteoriche, minacciando la stabilità della sede stradale e dei fabbricati circostanti. Il progetto esecutivo, redatto dalla società AB2 Engineering Progettazioni e Costruzioni S.r.l. e validato dalle strutture tecniche comunali, stabilisce una serie di lavorazioni chiave per il ripristino dell’officiosità idraulica. Operazioni che comprendono l’asportazione e la pulizia dei detriti alluvionali accumulati lungo l’alveo e nei tratti coperti tra la circonvallazione e viale Libertà, la realizzazione di una rampa di accesso provvisoria a monte per i mezzi d’opera integrata da interventi di contenimento in gabbioni metallici, la ricostruzione della sezione di fondo tramite il taglio e il rifacimento della cavità centrale previo posizionamento di cordoli longitudinali e travi catene in cemento armato. Il progetto prevede inoltre la posa di un doppio strato costituito da un massetto in calcestruzzo armato con doppia rete elettrosaldata e da un rivestimento in conglomerato ciclopico con pietrame lavico o calcareo, oltre al risanamento delle briglie esistenti mediante calcestruzzo impermeabilizzato e al trattamento del copriferro degradato lungo i muri di sostegno stradali con malte tixotropiche antiritiro e trattamenti passivanti.

Ma, come detto, di tutti questi lavori finora ben poco è stato fatto.

L’iter di gara

L’appalto era stato aggiudicato al Consorzio Stabile F2B S.c. a r.l., con la designazione della ditta esecutrice Intea S.r.l., grazie a un ribasso offerto del 31,9499 % che aveva fissato l’importo contrattuale netto a circa 1,94 milioni di euro oltre Iva, prevedendo una durata complessiva dei lavori stimata in 480 giorni naturali e consecutivi dal verbale di consegna. Il quadro economico ridefinito post-gara ha evidenziato consistenti economie da ribasso, pari a circa 847mila euro, destinate a rimanere nella disponibilità dell’amministrazione per le somme complementari.

Che succede adesso?

La decisione di applicare l’articolo 122 del Codice dei Contratti Pubblici è giunta a seguito delle contestazioni formalizzate dalla Direzione dei Lavori e dal responsabile unico del procedimento, architetto Angelo Vitello, e della successiva valutazione delle controdeduzioni. Il provvedimento apre ora una serie di adempimenti tecnici e gestionali obbligatori prima di poter procedere al riaffidamento dell’opera. La Direzione dei Lavori dovrà infatti fare la redazione dello stato di consistenza per rilevare il dettaglio delle opere eseguite e dei materiali presenti in cantiere, predisporre il verbale di accertamento e collaudo, ingiungere lo sgombero delle attrezzature e avviare l’escussione delle garanzie fideiussorie a tutela del Comune. Poi l’amministrazione dovrà riorganizzare le risorse del quadro economico per scorrere la graduatoria di gara o indire una nuova procedura d’appalto per il completamento della messa in sicurezza.

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