Ultimatum al Cas, Capitale Messina incalza Schifani: "A18 e A20 passino all'Anas"

Ultimatum al Cas, Capitale Messina incalza Schifani: “A18 e A20 passino all’Anas”

Redazione

Ultimatum al Cas, Capitale Messina incalza Schifani: “A18 e A20 passino all’Anas”

lunedì 21 Settembre 2026 - 07:07

Il movimento insiste perché il presidente "affronti il problema alla radice", mentre il Mit chiede chiarimenti ad Autostrade Siciliane sulle tante criticità

SICILIA – La scadenza è il prossimo 3 ottobre. Fa discutere l’ultimatum inviato dal ministero delle Infrastrutture al Consorzio Autostrade Siciliane in merito alle criticità della A18 Messina-Catania e della A20 Messina-Palermo. Sull’argomento ha preso posizione il professor Giovanni Randazzo, presidente del Movimento Capitale Messina, che ha sollecitato una revisione radicale del sistema di gestione, ipotizzando il definitivo superamento dell’ente regionale e il contestuale passaggio delle competenze alla società statale Anas. Da parte sua il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, ha comunicato di voler gestire la situazione in prima persona.

“Basta emergenze autostrade, Schifani affronti il problemaa alla radice”

Una presa di posizione che ha provocato un nuovo inervento di Randazzo, sempre a nome del Movimento Capitale Messina: «Non possiamo continuare a rincorrere le emergenze. Sicurezza, manutenzione e qualità dei servizi devono tornare al centro. Si apra il confronto sul passaggio della rete ad Anas. Capitale Messina prende atto dell’annuncio del presidente della Regione Renato Schifani di voler assumere personalmente la gestione del dossier relativo alle autostrade siciliane. È un segnale di attenzione istituzionale necessario, soprattutto alla luce della gravità delle osservazioni formulate dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il Mit ha infatti chiesto che gli interventi urgenti di mitigazione del rischio sulla A18 Messina-Catania e sulla A20 Messina-Palermo vengano avviati entro il 3 ottobre, evidenziando che, qualora non fossero realizzati nei termini indicati, dovrebbe essere valutata persino l’interdizione al traffico delle infrastrutture”.

E ancora: «Lo stesso ministero ha sottolineato la necessità di una riorganizzazione del Cas, dotandolo di adeguate risorse umane, tecniche e finanziarie. Sono indicazioni che, secondo Capitale Messina, impongono una riflessione che vada ben oltre la gestione dell’emergenza delle prossime settimane».
«Apprezziamo che il presidente Schifani abbia deciso di prendere direttamente in mano il dossier – aggiunge Giovanni Randazzo – ma riteniamo che sia arrivato il momento di affrontare il problema alla radice. Non possiamo continuare a intervenire soltanto quando le criticità diventano emergenze e quando è il ministero a imporre scadenze e interventi
urgenti».

“Sulle autostrade siciliane servono interventi strutturali”

Insiste il presidente di Capitale Messia: «La Regione ha annunciato di avere reperito 32,5 milioni di euro, oltre a ulteriori risorse per lavori di somma urgenza. È un passaggio importante, ma riguarda essenzialmente gli interventi immediati. Ben diversa è la dimensione del problema strutturale: il Mit stima in circa 5,5 miliardi di euro nell’arco di dieci anni il fabbisogno per l’adeguamento complessivo delle infrastrutture. Per Capitale Messina, quindi, il tema non è soltanto quanti finanziamenti reperire, ma quale soggetto sia nelle condizioni migliori per programmare, progettare, appaltare e realizzare gli interventi necessari, garantendo nel tempo manutenzione, sicurezza ed efficienza».
In sostanza, «le criticità segnalate riguardano aspetti essenziali della rete: barriere di sicurezza, gallerie, viadotti, segnaletica e condizioni generali di manutenzione. Secondo quanto riportato sulla relazione ministeriale, per alcune barriere sono state indicate anche misure temporanee di mitigazione del rischio, comprese riduzioni dei limiti di velocità. Non si tratta, inoltre, di una questione nata nelle ultime settimane. Le richieste ministeriali riprendono criticità già oggetto di precedenti interlocuzioni e prescrizioni, alcune delle quali risalgono al 2021».

«È proprio questo – continua Randazzo – il punto sul quale occorre interrogarsi. Se dopo anni siamo ancora costretti a parlare di interventi urgenti per garantire condizioni di sicurezza, significa che non è sufficiente trovare periodicamente nuove risorse. Occorre verificare se l’attuale modello di gestione sia ancora quello più adatto alle esigenze della Sicilia».

“Si valuti il trasferimento della rete autostradale siciliana dal Cas ad Anas”

Capitale Messina «propone pertanto che Regione e governo nazionale aprano formalmente un confronto sulla prospettiva del superamento dell’attuale gestione del Cas, valutando concretamente il trasferimento della rete autostradale siciliana ad Anas, previa verifica degli aspetti tecnici, finanziari, patrimoniali e occupazionali dell’operazione. L’obiettivo non deve essere quello di sostituire una sigla con un’altra, ma di individuare un modello capace di assicurare programmazione pluriennale, capacità progettuale, manutenzione preventiva, tempi certi nella realizzazione delle opere e trasparenza nell’utilizzo delle risorse».
«E non dimentichiamo che A18 e A20 sono autostrade a pedaggio: chi le percorre sostiene un costo
e ha quindi diritto a ricevere in cambio un’infrastruttura sicura, efficiente e adeguatamente mantenuta. Non può diventare normale convivere per anni con cantieri, restringimenti, deviazioni e limitazioni determinate da carenze infrastrutturali», conclude Randazzo.

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