Cade l'ostacolo per il futuro prolungamento della via Don Blasco, ora si attende la gara d’appalto
Un altro pezzo di storia del degrado messinese finisce in macerie. La via Quinto Ennio, che per decenni è stata simbolo di precarietà abitativa, è finalmente libera. Si chiude così un capitolo fondamentale per la zona sud, aprendo la strada a una possibile e attesa trasformazione urbanistica.
La via del poeta latino: Quinto Ennio o Ennio Quinto?
La liberazione della via offre anche l’occasione per fare chiarezza sulla toponomastica della zona, spesso vittima di storpiature. La strada è dedicata a Quinto Ennio (239 a.C. – 169 a.C.), colui che è considerato il “padre” della letteratura latina. Fu lui a introdurre l’esametro nella poesia romana e a cantare le origini di Roma nei suoi celebri Annales.
Il nome corretto è dunque Quinto Ennio (prenome e cognome), in linea con le altre vie del rione Taormina intitolate ai grandi poeti dell’antichità romana. Al contrario, l’appellativo “Ennio Quinto”, che a volte compare nel gergo popolare o in indicazioni errate, è un nome del tutto inventato, nato probabilmente da una confusione linguistica che inverte le due parole trasformando il nome proprio in un cognome inesistente.
Un varco verso la nuova via Don Blasco
Al di là del valore simbolico legato allo sbaraccamento, la demolizione dell’ultimo manufatto di via Quinto Ennio ha un’importanza strategica fondamentale per la viabilità cittadina. Quest’area, infatti, rappresenta il naturale imbuto che finora ha impedito il collegamento diretto e il potenziamento dell’asse viario della nuova via Don Blasco.
Al momento, però, non è ancora stato bandito un appalto specifico per il completamento e il prolungamento del nuovo asse stradale in quel punto esatto. La strada ora è “libera” sulla carta e sul terreno: un presupposto necessario perché il futuro progetto di collegamento (l’approvazione risale a giugno 2025) tra il centro e la zona sud possa procedere senza più intoppi.
La sezione stradale ora visibile, però, ha una larghezza diversa dal lato di via Pacinotti / via Edison rispetto a quello di via Taormina, com’è evidente dalla foto a corredo dell’articolo, e c’è anche un dislivello da colmare. In programma c’è ancora l’abbattimento di 45 baracche in via Edison e di altre 27 in via Taormina per ampliare ulteriormente l’area sgomberata. Per farlo, ovviamente, ci vorrà del tempo ed è facile immaginare che, prima dell’avvio dei lavori della nuova strada, bisognerà attendere ancora.
