Viale San Martino e Fiera. Finalmente isola pedonale e lungomare

Viale San Martino e Fiera. Finalmente isola pedonale e lungomare

Marco Ipsale

Viale San Martino e Fiera. Finalmente isola pedonale e lungomare

lunedì 21 Luglio 2025 - 07:20

Lavori in ritardo ma si inizia a intravedere quel che sarà

MESSINA – I tempi dei lavori, purtroppo, non vengono rispettati quasi mai. Eppure di questi lavori c’è un gran bisogno perché portano un salto di qualità. Messina, anzi, arriva in ritardo di almeno vent’anni ma, come si dice, meglio tardi che mai. L’isola pedonale sul viale San Martino e il lungomare in Fiera iniziano a mostrare un volto nuovo. Servirà ancora del tempo ma, alla fine del percorso, potremo avere risultati attesi da decenni.

Per troppi anni, Messina ha sofferto la mancanza di elementi urbani fondamentali che, in qualsiasi altra città a vocazione turistica, rappresentano il fiore all’occhiello: un’isola pedonale degna di questo nome e un lungomare centrale che sia un vero affaccio fruibile e valorizzato. Sono queste le prime cose che i visitatori cercano, ma che finora non hanno mai trovato nella città dello Stretto, limitandone il potenziale attrattivo. Non è un caso se le presenze turistiche erano basse e ancora oggi lo sono, pur con una tendenza ad un lento rialzo.

Lacune storiche

Oggi, finalmente, l’orizzonte sembra cambiare. I lavori in corso, per quanto dilatati nel tempo, puntano proprio a colmare queste lacune storiche. Viale San Martino è destinato a trasformarsi in una vera isola pedonale, un cuore pulsante liberato dal traffico, dove residenti e turisti potranno passeggiare, socializzare e godere degli spazi urbani in totale sicurezza e relax. Un cambiamento che renderà il centro più vivibile e attrattivo, in linea con le moderne esigenze di mobilità sostenibile e qualità della vita. Parallelamente, il progetto per l’area della Fiera rappresenta un’altra tessera fondamentale di questo mosaico. Un vero lungomare centrale, che promette di ridisegnare l’interfaccia tra la città e il suo bene più prezioso, capace di offrire panorami unici e spazi verdi tanto necessari. Incredibile pensare che, per decenni, quell’area è rimasta aperta due settimane all’anno o poco più e il mare nascosto da vegetazione e ringhiere.

Il fronte mare

In futuro, poi, lo sguardo dovrà puntare con decisione al recupero dell’intero fronte mare. In zona centro nord è partito il concorso di progettazione per la riqualificazione della fascia costiera Boccetta – Annunziata, di cui la Fiera è parte integrante. Ma la vera sfida rimane la Zona Falcata. Qui si è perso troppo tempo e altro ne servirà ancora: l’attesa è per l’imminente gara di bonifica, un processo che da solo potrebbe richiedere tre anni e che costituisce solo il passo propedeutico alla tanto agognata riqualificazione di un’area chiave per lo sviluppo turistico. A Maregrosso sono in programma le demolizioni di alcuni edifici fronte mare e si delinea il progetto dell’ex Macello, che dovrebbe dare vita alla prima vera spiaggia nel cuore della città, un’opportunità unica per restituire il mare ai messinesi.

La costa sud

Non meno importante, ma finora trascurata, è la costa centro-sud: qui non è stato ancora realizzato neanche un metro del progetto della via del mare. Un’intera fascia costiera che, pur avendo un potenziale enorme, resta purtroppo ancora negata alla città, in attesa di un’iniziativa concreta che la riconnetta alla vita urbana.

Il cambiamento

I cantieri portano con sé disagi ma sono simbolo di città in movimento. Messina si avvicina lentamente a un salto di qualità che le è stato negato per troppi anni. Quando la polvere si sarà posata e le recinzioni saranno rimosse, la città inizierà finalmente ad avere alcune caratteristiche urbane che la proietteranno verso un futuro di maggiore vivibilità e attrazione turistica. Un cambiamento deciso che, nonostante le critiche, potrebbe segnare l’inizio di una nuova era.

8 commenti

  1. In questi cambiamenti “epocali” non si tiene conto , in modo ipocrita, della condizione socio economico della città . Impoverimento sociale in primis che , con la partenza di migliaia di giovani senza alcuna prospettiva di lavoro, hanno letteralmente svuotato la città privandola del suo futuro. Come si afferma che Messina è un città turistica con la presenza di un solo albergo? e che di dire del fiorire di tutte le attività limitrofe che, fatta rara eccezione , sono totalmente assenti.
    Il relamping attuato sulla riviera nord fa meno luce , con tutto il rispetto, delle lampade del cimitero , regalando una aria di mestizia generale. La fiera , un tempo foriera di presenze aziendali e di importanti scambi commerciali , sarà l’ennesimo vuoto lungomare, idem dell’ex area granai anch’essa un tempo importante snodo di stivamento del grano. Continuiamo con questa politica ultra-popolare che i segnali di implosione , sotto traccia, sono inesorabilmente in movimento.

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  2. Mi (Vi) chiedo è mai possibile che, nel Viale San Martino, nella parte che va dal Viale Europa alla Villa Dante, vi siano due corsie preferenziali per il Tram (servizio sospeso) e ben due corsie preferenziali per le bici – hanno fatto prova che nella rimanente corsia a doppio senso di marcia non ci si passa.

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  3. La vostra analisi è perfetta! E’ innegabile che ci sia in atto un cambiamento epocale. La maggior parte dei messinesi sono sempre pronti a criticare qualsiasi cosa si faccia per la città, è’ nel loro DNA!

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  4. La sola cosa da cambiare è la mentalità di noi messinesi sempre restii e con pregiudizi a innovazione e progresso. Qualsiasi cosa venga fatta,da qualsiasi amministrazione, c’è sempre ritrosia e ostilità verso opere che poi, specie quando si va in vacanza,si ammira altrove.ciò non significa che alcune opere sono state progettate male e costruite peggio.

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  5. I grandi viali, Europa, Giostra, Garibaldi, La Farina Annunziata e via discorrendo nelle città con buoni livelli di servizio, sarebbero puliti con spazzamento meccanico e lavati sempre con i mezzi.
    I marciapiedi anche in pieno centro, puzzano.
    È desolante vedere gli spazzini persi lungo alcuni (pochi) di questi viali, impegnati a combattere una battaglia impari.
    È verissimo che il famoso relamping non è stato adeguatamente dimensionato.
    Il viale Garibaldi (parliamo di pieno centro) è praticamente al buio e i passaggi pedonali sono in piena penombra.
    la viabilità vive di anarchia.
    Io penso che si stiano facendo cose mediamente apprezzabili, ma che non si stiano affrontando i problemi alla base.
    Almeno ad oggi.

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  6. Diciamo che in prospettiva dell’inizio dei lavori del ponte, Messina resterà ancora una città cantiere per moltissimi anni, quindi eviterei sogni di gloria…fine pena mai

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  7. ..niente..il messinese non ce la fa…radicato in bancarelle, in mercatini, in rioni pieni di confusione..,.io mi chiedo..ma sta gente guarda documentari di altre città?..ma di fronte a noi c’è REGGIO CALABRIA dico REGGIO CALABRIA non..Copenaghen o BARCELLONA.. ma avete visto mai il loro lungomare?….. apritevi un pò e informatevi, guardate le altre realtà non telenovele turche o solo calcio….istruitevi e vogliate bene alla vostra città….non abbiamo nulla meno di altre…amor proprio gente amor proprio.

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  8. La grande opera della fiera… pare che stavano costruendo i giardini di versailles, tre anni. Mentre l’imprenditoria messina è morta.

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