La festa. La processione e gli eventi sono stati molto partecipati in città. Il programma per il centenario di Sant'Annibale Maria di Francia continua
MESSINA – Una grande partecipazione popolare. Dalla notte bianca alla processione del Carro trionfale, che ha compiuto 119 anni, la festa di Sant’Antonio è stata ricca di eventi in strada, vicino alla Basilica Santuario dei Padri Rogazionisti, che hanno provocato un bagno di folla. Fino alla serata con il comico Sasà Salvaggio e i fuochi d’artificio.
Ma torniamo alla sentitissima processione. Dalla basilica in via Santa Cecilia si è snodata, per le vie cittadine, un’imponente struttura alta circa cinque metri che porta la statua del Santo su un grande mappamondo addobbato da centinaia di fiori. A spingerlo, tra canti e lacrime di gioia, ci sono fedeli con il saio francescano e piedi scalzi; attorno alla statua una decina di bambini in abito da marinaretto e i piccoli paggetti antoniani, simbolo della predilezione del Santo per i più piccoli e per gli orfani. Hanno aperto il corteo le sacre reliquie racchiuse in un busto dorato, seguite da tanti devoti, ammalati e disabili che implorano la grazia per la salute.
L’emozione per il Carro trionfale e il centenario di Sant’Annibale
Così il sindaco di Messina Federico Basile: “Come ogni anno, il Carro trionfale di Sant’Antonio ha attraversato le nostre strade, portando con sé la fede, i ricordi e quel senso di appartenenza che ci tiene uniti. Per me, rivivere questa processione riporta sempre alla mente il 2022, la mia prima volta da sindaco: la stessa emozione negli occhi, la stessa gratitudine nel cuore. E ogni anno è come la prima. Viva Sant’Antonio”.
L’attuale Carro trionfale, costruito nel 1946, raccoglie l’eredità di un primo carro realizzato nel 1931. Questa tradizione, consolidatasi nel XX secolo grazie a Sant’Annibale Maria Di Francia — fondatore della Basilica-Santuario e degli Orfanotrofi Antoniani, il cui corpo incorrotto riposa nella cripta — ha diffuso anche la consuetudine del “Pane di Sant’Antonio”, nata a fine Ottocento e oggi presente in tutto il mondo: durante la festa, oltre 10.000 panini benedetti vengono offerti ai devoti.
I festeggiamenti in onore di Sant’Antonio, quest’anno, si inseriscono anche nel centenario della morte di Sant’Annibale Maria di Francia, un cammino giubilare che si concluderà il 1° giugno 2027. “In un momento di crisi generale delle vocazioni – ha detto padre Mario Magro rettore della basilica antoniana – l’esempio di preghiera di Sant’Annibale diventa ancora più attuale. Lui che ci ha insegnato a pregare affinché nella chiesa mondiale arrivino nuovi discepoli e apostoli di fede. Ecco che da Messina, città di sant’Annibale, oggi si leva e rinnova questa preghiera”.

Immagini dalla pagine Fb Basilica Santuario S. Antonio dei Padri Rogazionisti


Ma i 10 minuti di fuochi d’artificio finali erano necessari? Sant’Antonio è stato proclamato protettore degli animali.Proprio sicuri che lui ha gradito una simile manifestazione barbara che ha terrorizzato tantissimi animali domestici?o sarà solo che quando si tratta di manifestazioni ecclesiastiche o politiche tutto è lecito?