Il consigliere Rinaldo presenta i dati ai residenti. Ma "Isamu pubbirazzu" non si fida e chiede accesso agli atti
servizio di Silvia De Domenico
MESSINA – Da mesi i cittadini di Contesse e Villaggio Unrra sono preoccupati per la presunta presenza di arsenico nelle polveri depositate nell’area di cantiere. L’associazione del territorio “Isamu pubbirazzu” ha prima avviato una raccolta firme coinvolgendo i residenti e poi avanzato una richiesta di accesso agli atti per avere i risultati delle analisi ambientali.

Rinaldo rassicura i cittadini: “Analisi buone, non ci sono rischi”
A presentare i dati di Rfi alla cittadinanza è stato il consigliere comunale e promotore dell’incontro pubblico, Raffaele Rinaldo. Carte alla mano Rinaldo ha rassicurato i presenti sulla bontà dei risultati. “E’ scritto nero su bianco che non ci sono rischi per la popolazione”, dice ai nostri microfoni. Al consigliere si unisce il sindaco Federico Basile: “Non lo dico io ma l’Arpa che è l’organo deputato a vigilare e a fare i controlli sulla salubrità dell’ambiente”.

Analisi su acqua, aria e suolo
Sono stati infatti analizzati suolo, acqua e aria. I risultati delle indagini di monitoraggio effettuate da Rfi sono state sottoposte al controllo dell’Arpa e dell’Osservatorio ambientale istituito per l’intervento di raddoppio ferroviario.
I risultati delle indagini di monitoraggio
Nell’area di stoccaggio fra Contesse e Villaggio Unrra sono state monitorate quindi le polveri con cadenza trimestrale. “I risultati delle analisi hanno restituito valori abbondantemente sotto il valore di riferimento”, si legge nel documento inoltrato all’Amministrazione comunale da Rfi. Per quanto riguarda il monitoraggio delle acqua sotterranee, eseguito anch’esso a cadenza trimestrale, sono stati predisposti due piezometri a monte e a valle dei depositi di terra. “Le analisi eseguite sui campioni hanno registrato il superamento dei parametri di Ferro e Nitriti nel punto di prelievo. Si rileva che i superamenti dei suddetti non sono riconducibili alle attività svolte nell’area di deposito”, si legge nello stesso documento. In una successiva sessione di campionamento è stato evidenziato il rientro sottosoglia di tutti i parametri, ad eccezione del Ferro, che comunque era notevolmente calato.
Analisi su campioni prelevati fra marzo e giugno 2025
I risultati delle analisi fanno riferimento ai campioni prelevati fra marzo e giugno del 2025. Sono gli ultimi dati disponibili poiché la richiesta di accesso agli atti è stata fatta a luglio del 2025 dal consigliere Raffaele Rinaldo e successivamente non sono state avanzate ulteriori richieste.

“Isamu pubbirazzu” non si fida e chiede accesso agli atti
Nel corso dell’incontro pubblico gli animi si sono scaldati proprio quando si è parlato del caso arsenico. A volerci vedere chiaro sono stati diversi cittadini, uno dei quali è stato pure allontanato dal salone della chiesa. Inoltre il presidente dell’associazione “Isamu pubbirazzu”, Alessandro Brigandì, ha avanzato una richiesta di accesso agli atti. “La nostra associazione ha come scopo sociale anche la tutela dell’ambiente e del territorio. L’ex deposito ferroviario di Contesse – Villaggio Unrra Casas è ancora oggi utilizzato per lo stoccaggio di ingenti quantitativi di materiale di risulta proveniente dalle perforazioni della talpa nel tratto Giampilieri Fiumefreddo. Nel periodo in cui sono stati avviati i predetti scavi (inizio 2024) è insorta una gravissima problematica per la caratterizzazione del materiale di risulta in quanto possibile la presenza di una quantità di arsenico superiore ai limiti di legge. Rfi, attraverso azienda privata specializzata, ha fatto analisi ambientali ma un’azienda che deve essere controllata da un ente terzo specializzato (Arpa, Asp) può concedersi la libertà di autocontrollarsi?”, chiede Brigandì.
Raccolta di 300 firme per avere chiarezza
E continua: “C’è poi il problema del trasporto del materiale coi camion che attraversano Contesse e rilasciano nell’aria notevoli quantità di polveri che si vanno a depositare in aree di proprietà privata e pubblica quali terrazze, balconi e strade. La gente è stufa e preoccupata e vuole avere contezza circa le modalità, la caratterizzazione ed il deposito di tale trasporto. Abbiamo allegato più 300 firme di persone che chiedono certezza circa la presenza dell’arsenico e/o di qualsiasi altra sostanza pericolosa”, conclude Brigandì.
