I residenti sperano ancora di salvarsi. "Rfi ha promesso dei correttivi allo snodo di Contesse"
servizio di Silvia De Domenico
MESSINA – Uno snodo ferroviario alla fine di via del Carmine. Fra gli espropriandi di Contesse ci sono anche i residenti di 11 palazzine che si affacciano sul mare. “Case costruite più di 50 anni fa dalle Ferrovie dello Stato e che adesso rischiano di essere cancellate per far posto ad uno snodo ferroviario”, raccontano alcuni cittadini.

“Alla notizia dell’esproprio molti anziani sono stati male”
Fra i residenti di queste palazzine panoramiche ci sono coppie giovani che hanno comprato e ristrutturato da pochi anni, ma soprattutto molti pensionati. “Abbiamo appreso la notizia dell’esproprio dalla stampa e molti anziani sono stati male, è stato necessario anche l’intervento del 118”, racconta una giovane donna.

“Nessun indennizzo ripagherà quello che stiamo vivendo”
Un suo vicino di casa ed ex ferroviere abita all’ultimo piano da più di 50 anni. Gode di una vista unica sullo Stretto di Messina, ma il suo sogno di invecchiare ammirando il panoramica e i suoi amati treni rischia di infrangersi. “Nessun indennizzo ripagherà mai quello che stiamo vivendo. Io ho casa mia e con quei soldi non ne troverò mai una uguale”, conclude amareggiato.

Rinaldo: “Rfi ha promesso dei correttivi”
Ad ammirare la bellezza dello Stretto e i treni che passano sotto i balconi c’è anche il consigliere comunale Raffaele Rinaldo. “Ci troviamo nel punto esatto in cui dovrebbe sorgere il famoso baffo che va verso Messina e poi in direzione Palermo”, spiega il consigliere promotore del “Salva Contesse”. “Questa parte non rientra in quella già approvata dal Cipess e quindi la speranza è che Rfi possa fare i correttivi che ha promesso e salvare queste palazzine”, conclude.

Ma quando la fanno sto ponte e questa galleria speriamo che la fanno al più presto così ce ne andiamo, così diamo una possibilità per la crescita della nostra città e per noi giovani