Movida a Messina, "a Sant'Agata non si dorme" VIDEO

Movida a Messina, “a Sant’Agata non si dorme” VIDEO

Marco Olivieri

Movida a Messina, “a Sant’Agata non si dorme” VIDEO

lunedì 22 Giugno 2026 - 08:30

La segnalazione di un cittadino. Ma conciliare il diritto al riposo dei residenti e l'industria del divertimento è possibile, rispettando le regole

MESSINA – Il piano anti movida selvaggia quest’anno sarà più efficace rispetto a quello degli anni passati? In questi giorni abbiamo ricevuto un video di un cittadino: “Ore due del mattino a S. Agata. Nessuna pattuglia a regolare musica e traffico”. La zona nord di Messina, quella della litoranea, è investita dal problema.

E proprio da parte di altri residenti di Sant’Agata si è avuto un appello ai microfoni di Tempostretto: “Abbiamo già vissuto l’inferno l’anno scorso. Musica fino a tardi, rumori molesti e auto che rimanevano intrappolate sulla spiaggia”. Sono cittadini che abitano in questa zona tutto l’anno, e non solo nel periodo estivo, e chiedono di poter convivere con le attività balneari senza perdere il sonno e la serenità. Non sono contro il lavoro e le nuove strutture ma temono per la vivibilità dei prossimi mesi.

Un’altra movida messinese è possibile

Lo abbiamo scritto tante volte: nessuna colpevolizzazione dell’industria del divertimento. In generale, il diritto al riposo dei residenti e la legittima necessità, in particolare dei giovani, di avere un’animata vita notturna e di divertirsi sono compatibili. Conciliabili purché si lavori per approntare soluzioni strutturali, a lungo termine.

Il tema centrale rimane quello dell’applicazione delle regole. Le norme per conciliare divertimento e quiete pubblica ci sono e vanno rispettate. Un salto di qualità nella civiltà passa dal controllo dei decibel. Negli anni passati, l’Arpa, Agenzia regionale per la protezione ambientale, ha rilevato parecchie irregolarità nell’emissione sonora. E i locali si devono dotare di strutture adeguate per limitare l’inquinamento acustico. E diventa fondamentale che si facciano le verifiche con le misure fonometriche, in modo da vigilare sull’inquinamento acustico. In tanti ci imbattiamo spesso, in diverse parti della città, in rumori molesti, in un mix di fuochi d’artificio e musica ad altissimo volume.

Mantenersi nelle regole e rispettare tutti non deve essere un’utopia. Un’altra movida a Messina, che non calpesti nessuno, è possibile. Lo deve essere.

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11 commenti

  1. A mio avviso, il dibattito non dovrebbe concentrarsi esclusivamente sulla misurazione dei decibel. Certamente il rispetto delle norme è importante, ma non occorrono strumenti tecnici per comprendere quando il rumore diventa intollerabile e compromette il diritto al riposo dei cittadini. Quando la musica invade abitazioni, impedisce il sonno e altera la normale qualità della vita per ore consecutive, il problema è evidente nella sua concretezza quotidiana.
    Ciò che sorprende è che una situazione così diffusa continui a ripetersi con una percezione di sostanziale assenza di controlli e di tutela per chi vive nelle zone interessate. Il diritto al divertimento è sacrosanto, ma non può prevalere sul diritto alla salute, al riposo e alla serenità di interi quartieri.
    Per questo ritengo che sia necessario un approccio diverso e più lungimirante. Una soluzione concreta potrebbe essere quella di destinare gli eventi musicali e le attività di intrattenimento più impattanti alla Zona Falcata, un’area che, per la sua collocazione e per l’assenza di abitazioni nelle immediate vicinanze, si presterebbe alla realizzazione di spazi adeguati per concerti, spettacoli e iniziative legate alla vita notturna.
    Una scelta di questo tipo consentirebbe di valorizzare l’offerta di intrattenimento della città senza imporre ai residenti un sacrificio continuo e spesso insostenibile. Il progresso di una città non si misura dalla quantità di rumore che riesce a produrre, ma dalla capacità di conciliare esigenze diverse nel rispetto reciproco.
    Mi auguro che le istituzioni cittadine aprano una riflessione seria su questo tema, ascoltando sia gli operatori del settore sia i cittadini che ogni notte subiscono le conseguenze di una gestione che appare sempre meno sostenibile.

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  2. A Messina esiste il Palazzo del Governo.
    Boh!!??

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  3. Il problema si puo risolvere ospitando tutte le autorita’ dal Prefetto,Questore ,Sindaco alle due di notte in tutti i villaggi della riviera che vanno da torre Faro a Paradiso e vedrete che le cose cambieranno,fino ad ora sono stati ciechi e sordi.

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  4. Vabè è il classico zallo che gira con lo stereo a palla . Dal titolo credevo fosse un locale li vicino. Comunque 2 pattuglie che sorvegliano il litorale ci vogliono, perché regolarizzare i locali è facile ma educare ul cittadino è più complicato e se non metti delle pattuglie che si occupino nel rispetto delle regole civili diventa una causa persa

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  5. Vinc Ricciardi 22 Giugno 2026 12:36

    Non capisco, ci sono le rilevazioni Arpa, devono partire le denunce contro i locali per sforamento continuato dei limiti legali di emissioni sonore, sia soprattutto contro l’amministrazione comunale per consentire le violazioni senza intervenire.
    Poi ci sono anche le azioni civili per risarcimento dei danni. Funzionano.
    Il resto sono chiacchiere e pigolii.

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  6. il problema si pone solo ne periodo estivo ……. la soluzione si sarebbe dovuta disporre nel periodo invernale. E’ stata presentato un progetto per l’allargamento della strada, la discesa che si vede nel video per rendere piu agevole la fruizione delle macchine , in salita e in discesa , ma alla base di tutto che il demanio non è carrabile. il rischio è che se l’assessorato che regola il demanio , si accorge del problema , limita l’acceso alle macchine con un forte disagio per i lidi e le attività sull’arenile.

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  7. A dal comando dei vv.uu solo silenzio.
    Quale sarà il messaggio per i cittadini?

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  8. Villafranchese disperato 22 Giugno 2026 20:09

    E’ un problema di tutta la riviera e provincia, qui a Villafranca è la stessa identica cosa più volte segnalato, anche alle forze dell’ordine, vv.uu. e uffici comunali, ma non interviene nessuno. Senza contare i fuochi d’artificio sparati in prossimità di abitazioni in quanto locali situati a poche decine di metri dalle abitazioni, ma non è mai intervenuto nessuno. l’Arpa qui non si è vista mai tanto è che gli spettacoli di Karaoche e musica dal vivo, ripeto a poche decine di metri dalle abitazioni si ripetono sistematicamente da quattro anni senza mai aver visto qualcuno fare i controlli. se solo facessero i rilievi fonometrici, ma non c’è bisogno in quanto con tutte le finestre chiuse le abitazioni sono invivibili fino alle due di notte e anche oltre. si accorgerebbero che non è possibile far convivere residenti e movida. Eppure basterebbe decentralizzare queste attività in aree lontane dai centri abitati
    evitando che anziani, bambini, persone che fanno turni eccetera si sorbiscano volenti o nolenti questi rumori molesti avendo solo la colpa di aver acquistato casa in tempi non sospetti. Si è vero ci sono le denunce e le azioni civili per risarcimento dei danni, ma quanto tempo deve passare prima di avere giustizia? Allora è meglio che facciano controlli seri e che mettano in campo una task force adeguata per combattere rumori, alcool, droghe, guida pericolosa ecc. vogliamo vivere in un paese civile che possa far convivere, sano divertimento e tranquillità, secondo le regole che già esistono, basta solo applicarle.

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  9. Diogene Laerzio (di oggi) 22 Giugno 2026 21:24

    Se fossi al posto del comandante Giardina, pianificherei dei veri e propri blitz a sorpresa, per cogliere in flagranza di reato i colpevoli di questo inferno sonoro.

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  10. COGITO ERGO SUM 22 Giugno 2026 21:27

    ricordo anche un altro tipo di “movida sonora” …. quella cioe’ dei soliti furbetti che con le loro barche miliardarie si piazzano di fronte ai lidi con lo stereo a tutto volume (e magari si trattasse dei PInk Floyd ….) rovinando la permanenza a chi e’ sotto l’ombrellone ….

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  11. Futuro Messina 23 Giugno 2026 08:56

    “Devono partire si le denunzie” ma contro le Autorità che non intervengono a far rispettare la Legge. E’ intollerabile che con la recente assunzione di nuovi Vigili Urbani non sia cambiato assolutamente nulla neanche a livello di viabilità urbana. Per non parlare dei mancati controlli su due primari fenomeni di massa: l fenomeno della movida selvaggia, caratterizzato da assembramenti di veicoli con autoradio a tutto volume che rappresenta una violazione della quiete pubblica e delle normative sull’inquinamento acustico. “A Messina, sono in vigore ordinanze sindacali specifiche e un piano di controllo della Prefettura per contrastare gli eccessi e garantire il riposo dei residenti” e quello maggiormente più subdolo dell’eliminazione (vietata)del catalizzatore dai motoveicoli di grossa cilindrata fenomeno anche questo ignorato da parte di chi deve provvedere. E’ chiaro che in questa condizione di reiterata verificazione occorre rivolgersi in Procura.

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