La droga del Liparoto e lo spaccio dei barcellonesi fuori e dentro il carcere. I retroscena dell'operazione dei Carabinieri
Messina – Cominciano oggi gli interrogatori di garanzia delle 17 persone arrestate dai Carabinieri per un giro di droga attivo tra Milazzo e Messina nel 2023. Il giudice per le indagini preliminari di Messina Salvatore Pugliese li ascolterà in carcere alla presenza dei loro difensori, gli avvocati Giuseppe Bonavita, Pietro Ruggeri, Diego Lanza, Pinuccio Calabrò, Gaetano Pino e Salvatore Silvestro. Ai faccia a faccia anche il sostituto procuratore Francesco Massara.
La droga del liparoto

Il magistrato della Direzione distrettuale antimafia ha coordinato le indagini dei carabinieri scattate nel 2023 dopo l’arresto de Il “liparoto”, ovvero Giuseppe Murabito. In casa l’uomo aveva materiale usato per lo spaccio, quando i militari l’hanno perquisita. Tenendolo sott’occhio hanno poi ricostruito i suoi movimenti e i rapporti che teneva per rifornirsi di stupefacente, ricostruendo così una rete di pusher e trafficanti che si muoveva, in parte autonomamente e in parte collegati, tra i dintorni di Milazzo e le isole Eolie.
Il Crack palace di Barcellona
Ricostruendo la rete di contatti, gli investigatori hanno monitorato anche i rapporti con Simona Costa, di Barcellona, già al centro dell’inchiesta sullo spaccio nel carcere Madia del Longano, sfociata in 9 arresti della Polizia nel 2024. In quell’occasione era emersa l’attività di spaccio della donna insieme al marito, in quel periodo recluso, che con la complicità della moglie continuava a dirigere l’attività anche da dietro le sbarre, assicurando il rifornimento di sostanze sia dentro che fuori le mura del penitenziario. La loro abitazione per un periodo, hanno svelato le indagini, era un continuo via vai di pusher e consumatori. Da qui l’espressione Crack palace usata come nome in codice dell’operazione.
