L'ex sindaco, oggi ricandidato, rivendica i risultati raggiunti e annuncia una nuova fase in caso di vittoria. "Abbiamo lavorato per attrarre investimenti"
di Marco Olivieri
MESSINA – Federico Basile, ex sindaco di Messina e ora ricandidato per Sud chiama Nord. Un tema centrale è quello di far rimanere i giovani in città. Quelli che vorrebbere rimanere ma non hanno opportunità. Spesso si dice: la sua amministrazione non ha fatto interventi strutturali…
“Le azioni, in questi anni, non sono state emergenziali. Ma si sono poste le basi per quegli interventi strutturali necessari, che non riguardano solo le infrastrutture ma anche la creazione di un tessuto che attiri l’imprenditorialità in città. Il Comune di Messina, dal 2018, ha portato avanti una serie di politiche d’integrazione lavorativa fondamentali. Cito un esempio tra tutti, che spesso viene dimenticato: quello della Messina Social City. Una realtà che è nata proprio per superare il lavoro, non dico precario, ma a tempo determinato delle cooperative. E che oggi ha creato un sistema stabile in cui quei lavoratori hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Lo stesso ragionamento riguarda la stagione delle assunzioni”.
Si riferisce alle assunzioni a Palazzo Zanca?
“Dopo un periodo in cui abbiamo dovuto stringere la cinghia, per porre in essere le misure affinché si scongiurasse il fallimento del Comune, creando una solidità finanziaria, abbiamo operato oltre 500 assunzioni. In tre anni e mezzo il Comune di Messina ha assorbito una grande forza di lavoro, così come è avvenuto nelle società partecipate. Proprio in questi giorni ho incontrato per strada un ragazzo che lavorava a Torino, nell’azienda trasporti, e mi ha raccontato che da un mese lavora in Atm. Questi sono ambiti di competenza comunale. Ma non abbiamo fatto solo questo. Abbiamo posto le condizioni per passare a una normalità che consenta oggi alla città di attrarre degli investitori”.
Ma siete riusciti a creare queste condizioni per favorire un cambio di passo e contrastare lo spopolamento dei giovani?
“Abbiamo lavorato per creare opportunità di formazione professionale per chi entra nel mondo del lavoro. Il tutto rafforzando la sinergia tra Comune, università e aziende. Tutti gli investimenti che abbiamo fatto e che abbiamo in corso sono infrastrutturali. Riguardano l’attrattività di una città che oggi nel comparto turistico, economico, culturale, deve fare la differenza. Il Piano urbano integrato è uno strumento di pianificazione che immagina in maniera chiara una città diversa, dal Cavalcavia alla zona di Gazzi. E lì ci deve essere l’imprenditore che deve investire. Quella zona diventerà appetibile sul piano imprenditoriale, con le opere che stiamo realizzando all’ex Macello e lo spostamento del progetto I-Hub in un’area ex ferroviaria di via Santa Cecilia. Dal Cavalcavia al sottopasso di via Santa Cecilia, lì il mare non è inibito dalla ferrovia. Affaccio al mare e nuova viabilità, in collegamento con la via Don Blasco, offriranno grandi opportunità”.
Ma ci sono già segnali imprenditoriali in tal senso?
“In questi anni molti imprenditori sono venuti in città, anche stranieri, perché attratti non dagli eventi ma dalla normalità di una città che si presenta diversamente. Hanno incominciato a interessarsi. Le politiche che si stanno mettendo in campo, e che si sono messe in campo in questi anni, sono quelle di semina. Si è seminato per costruire una Messina attrattiva. Ci sono tante realtà pronte a essere valorizzate”.
Qualche esempio?
“Ne potrei fare tanti. L’isolato 88, dove c’è l’ufficio Tributi, è un bene che il Comune ha intenzione di valorizzare anche ai fini imprenditoriali. Abbiamo acquistato il palazzo dell’Inps di via Romagnosi. In generale, domina una nuova impostazione per cambiare questa città in meglio”.
Il Sud Innovation Summit, dopo tre edizioni, serve sul piano del futuro o è una costosa passerella?
“Il Sud Innovation Summit non è una manifestazione fine a sé stessa. Ed è fondamentale per la semina. Grazie a quest’iniziativa, a dicembre, abbiamo fatto una call con Microsoft, Google e Ibm. Realtà che hanno così conosciuto Messina. Il nostro è un territorio vergine rispetto a Catania e Palermo e si possono fare investimenti sulla base delle nostre specificità. C’è il tema dei nomadi digitali e si può contrastare lo spopolamento dei villaggi, a due passi dal centro città. Il Sud Innovation Summit è stato uno strumento per mettere del contenuto dentro il contenitore e farci conoscere da tantissime realtà. Penso a Uber (piattaforma tecnogica che connette utenti e autisti, n.d.r.) o a Ibm, che per il periodo di settembre-ottobre ha già pronta una programmazione per fare degli investimenti. Investimenti su una città che come Messina li può attrarre. Faccio degli esempi banali. Senza un lavoro, quello fatto in questi anni, nulla sarebbe stato possibile. Ma i risultati non sono immediati”.
La burocrazia comunale può svolgere un ruolo importante per snellire le procedure e in termini di servizi, in modo da creare un terreno favorevole agli investimenti…
“Il Comune deve creare le condizioni perché ci siano questi nuovi investimenti.Quando siamo andati con il Conservatorio Corelli per due giorni a Shenzhen, in Cina, abbiamo dialogato con Vinci Cultura, che è un’associazione di rilievo nel campo tecnologico. Da un protocollo d’intesa con Invimit, la società privata del ministero delle Finanze per la valorizzazione del patrimonio immobiliare, all’operazione con l’Agenzia del Demanio per la valorizzazione dell’ex Dogana, stiamo costruendo una nuova Messina. Da lì un nuovo disegno della città che può attrarre degli investitori”.
I cittadini spesso invocano una maggiore cura del territorio: dalle buche nelle strade alla vigilanza costante sui lavori…
“Non posso pensare che la campagna elettorale della tredicesima città d’Italia si fondi sulle buche nelle strade. Questa città nel 2013 era in fallimento. E lo dico da ex revisore dei conti. Dal 2019 a oggi abbiamo investito 15 milioni di euro per rifare pezzi di strada e alcune vie sono state rifatte con asfalto assorbente. I 15 milioni in 5 anni, con una media di 2 milioni d’anno, oggi sono stati implementati con una dotazione finanziaria di 39 milioni per il rifacimento delle strade. Sei milioni di euro sono arrivati a dicembre e presto ci sarà la gara d’appalto, con interventi in tutte le Circoscrizioni, come richiesto dai presidenti. Non si tratta di rattoppi. Ma scarifichiamo la strada e rifacciamo il manto, che è una cosa diversa. Quanto ai ritardi nei lavori, quando era necessario, siamo intervenuti. Abbiamo sbloccato la situazione del Vascone. Ma lo si deve fare nei tempi e nei modi dettati dalle regole, dalle procedure”.
Sul piano della polemica politica, i passaggi nelle vostre liste da destra e da sinistra sono la spia di una tendenza vostra ad assecondare il trasformismo?
“Il partito Sud chiama Nord è stato correttamente definito un partito post ideologico. E il leader Cateno De Luca, un po’ scherzando, sottolinea che al nostro interno c’è un’anima di destra e un’anima di sinistra, pensando ai nostri deputati regionali (Lombardo e Sciotto, n.d.r.). Io credo che questa amministrazione, ma anche la precedente, abbia fatto tante cose di sinistra e tante cose di destra e potrei citare tantissimi esempi. La politica corre sempre il rischio del trasformismo. E bisogna tenere la barra dritta ed evitare, come è successo in passato, che si tenda a salire sul carro del presunto vincitore, facendo venire meno i contenuti. Noi sui contenuti ci stiamo lavorando e ci abbiamo lavorato. Se oggi la nostra realtà politica ha mantenuto 13 consiglieri comunali è perché abbiamo tenuto la barra dritta. I numeri contano ma pure i contenuti”.
Porte aperte a chi viene da altri schieramenti, quindi…
“Oggi c’è un progetto politico che, sulla scorta di quello che è stato fatto, tende ad alzare l’asticella. E se c’è chi prima l’osteggiava, e poi si è ricreduto, avvicinandosi a noi, bisogna dare un’opportunità. Non si possono chiudere le porte in modo preconcetto. Ma è anche bene rilevare che siamo l’unico partito politico che, dal 2018, parla di contenuti in questa città”.
I suoi competitor non lo fanno?
“Non vedo, a parte sciacallaggi di alcune parti politiche, non di tutte, grazie a Dio, temi concreti che non siano già stati trattati”.
Perché sciacallaggi? Lei non ritiene che le critiche del candidato di centrodestra, Marcello Scurria, siano le fisiologiche contestazioni di chi si propone come alternativa a lei?
“La critica deve essere legata a un contenuto. Io non vedo contenuti in questo momento e non mi riferisco specificatamente al candidato di centrodestra. In generale, non è pensabile che la politica cittadina si svegli e individui un candidato perché ci sono le elezioni, senza pensare in precedenza di creare un’alternativa. Non è stato fatto nel 2013, non è stato fatto nel 2018 e non è stato fatto nel 2022. C’è stata una trasmigrazione di consiglieri a Palazzo Zanca. E io mi aspettavo da cittadino, non da candidato sindaco, che questa politica che si è rafforzata contro Basile avesse una proposta alternativa in termini di contenuti. Non mi pare che sia successo e non credo che un mese o due possano consentire di cambiare la situazione”.
Quanto cambierà la Giunta Basile, in caso di rielezione?
“Lo abbiamo detto in tempi non sospetti: la Giunta Basile dovrà avere non una discontinuità ma un livello diverso di approccio attraverso tematiche che saranno diverse. Ringrazio gli assessori per tutto il lavoro svolto ma andremo incontro a una nuova fase. Una nuova visione e per questo dovranno esserci delle novità. Questa è una fase d’ascolto che ci serve a recepire quelle necessarie informazioni utili per alzare l’asticella rispetto a uno sviluppo che non è più ordinario. E quindi si può passare dalla stagione degli eventi a una programmazione che contemperi ancora di più interventi strutturali. Penso alla carenza nelle strutture alberghiere, ad esempio”,
Lei prevede un’alleanza con il centrosinistra a livello regionale e nazionale dopo le amministrative?
“Ritengo onestamente di avere amministrato questa città aprendo il dialogo con tutti. E non posso oggi dire quale sarà lo scenario regionale. Il voto della città di Messina potrà determinare degli equilibri diversi. Il dialogo con la destra e con la sinistra deve essere basato non sui colori politici ma sui contenuti”.
Non ritiene che la figura di Cateno De Luca sia troppo ingombrante per lei?
“Lei crede che io ne senta il peso? Non solo non sento il peso ma ritengo che la leadership politica di De Luca, con tutti i suoi toni magari accesi e accaldati, abbia consentito alla città di Messina di avviare una nuova stagione. Con un sindaco, mi permetto di dire, che ha marcato una strada che sta continuando a perseguire”.
