L'operatività della base siciliana dopo le dichiarazioni di Rutte sulla guerra: "500 aerei partiti dall'Italia"
Sigonella torna al centro del delicato rapporto Italia – Usa e infiamma il dibattito politico interno, dopo le dichiarazioni di Mark Rutte. Il segretario generale della Nato in un’intervista a Fox News ha rivelato che, per supportare la missione Epic Fury, migliaia di voli sono partiti da basi europee e in particolare “500 aerei statunitensi sono decollati dalle basi americane in Italia”, quindi anche dalla piattaforma strategica siciliana di Sigonella.
L’Italia va alla guerra?
Il Governo italiano smentisce e definisce “fallace” la ricostruzione Usa: solo aerei per le attività previste dai trattati. La Difesa precisa che l’operazione “Epic Fury” resta iniziativa esclusivamente americana e non della Nato. I 500 decolli hanno riguardato, come già precisato in passato, soltanto missioni di supporto tecnico e logistico. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani annuncia che il Governo farà presto chiarezza e riferirà alle Camere. La reazione di Teheran arriva in fretta: il portavoce degli Esteri Esmaeil Baqei chiede spiegazioni all’Italia, parlando di presunta complicità nell’aggressione contro l’Iran e minacciando possibili conseguenze. à
L’operatività di Sigonella
Le prime tensioni Italia-Usa, se confermate in tal senso, risalgono al 4 marzo 2026 quando l’Italia ha negato l’autorizzazione alla partenza di un aereo militare americano dalla base di Sigonella verso l’Iran. Dall’Italia sono poi partiti verso l’Iran sono partizioni aerei Poseidon P-8, di stanza a Sigonella, che conducono regolarmente missioni di intelligence, sorveglianza e pattugliamento verso l’Iran e le aree limitrofe come il Golfo Persico e lo Stretto di Hormuz. Da Sigonella sarebbero transitati decollati anche aerei cisterna Boeing KC – 135 per rifornire in volo bombardieri diretti in medio Oriente.
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