Dopo aver presentato Cannavò e Valbruzzi, la candidata sindaca del centrosinistra ha annunciato gli altri cinque candidati: "Sono orgogliosa della mia squadra"
MESSINA – Dopo Cannavò e Valbruzzi, il centrosinistra ha presentato anche gli altri cinque candidati presidenti delle varie circoscrizioni, in vista delle elezioni del prossimo maggio. Si tratta di Giovanni Bonfiglio, Francesco “Chicco” Carabellò, Roberto Smedile, Pippo Picciotto e Salvatore Grosso. Rispettivamente saranno candidati presidenti alla I, alla II, alla III, alla V e alla VII circoscrizione.
Russo: “Grande qualità umana, professionale e civile”
La candidata sindaca Antonella Russo ha affermato: “Oggi sono felicissima di essere qui per l’altissima qualità umana, professionale e civile dei nostri candidati alla presidenza delle circoscrizioni. Saranno loro a presentarsi e parlare di programmi realizzabili in chiave decentramento. Queste idee vengono da chi i quartieri li conosce e li ha vissuti, con l’associazionismo e attività di ogni tipo. Sono molto orgogliosa di questa squadra”.
Bonfiglio candidato alla I Circoscrizione
Giovanni Bonfiglio, candidato presidente per la I Circoscrizione, si è quindi presentato per primo: “Ho 39 anni e sono padre di due figli. Voglio che loro vivano il quartiere in modo piacevole ma senza essere distanti dalla città. In questi anni c’è stata troppo distanza e noi con le nostre associazioni sul territorio abbiamo portato avanti iniziative per valorizzare i villaggi e aumentare il senso di appartenenza. È importante vivere i borghi con orgoglio. Nella nostra bozza di programma il decentramento è il tema centrale perché soltanto così possiamo arrivare al cuore delle questioni, come il recupero delle strade tra i vari borghi, il divieto dell’uso dell’area di Mili per l’impianto di compostaggio o il recupero di ex scuole per fare, ad esempio, sedi staccate della Protezione civile”.
Francesco “Chicco” Carabellò alla II Circoscrizione
Poi Francesco Carabellò, candidato per la II Circoscrizione : “Io ho 21 anni e faccio politica da quando ero rappresentante a scuola, a 14 anni. Ho avuto la fortuna di incontrare esponenti politici del Pd che mi hanno dato fiducia e voglio ringraziare per questa candidatura. Il mio percorso è nato due anni fa da segretario di circolo. Il mio impegno sul territorio non è mai mancato e c’è tanto da dire. Per me è prioritario che si arrivi a un effettivo decentramento perché le circoscrizioni non sono semplici passacarte. Chiediamo risorse, economiche e a livello di dipendenti. Il secondo punto è la sicurezza stradale perché fin quando non si arriverà con la via Don Blasco al torrente San Filippo bisognerà capire come intervenire sulle due direttrici attuali. Nel mio programma ho voluto inserire anche elementi di democrazia partecipativa perché il confronto con i cittadini va tenuto aperto sempre, non solo in campagna elettorale. Inutile dire che un altro punto riguarda la contrarietà al Ponte sullo Stretto, visto che ci sono cantieri che interessano la zona. Non voglio essere un candidato semplice, voglio avvicinare i giovani alla politica e al territorio”.
Roberto Smedile alla III Circoscrizione
Dopo, per la III Circoscrizione, Roberto Smedile: “Sono un architetto e faccio parte di una società che si occupa di sicurezza stradale (è responsabile della Ss113 dell’Anas, ndr). Faccio anche parte della Fondazione degli architetti del Mediterraneo. Sono sempre stato attento alle dinamiche della politica e della città, con attenzione ai piccoli rioni. Il terzo quartiere è il più popoloso e ne ha tanti, oltre ad avere tante criticità. A mio avviso il più grave è l’accessibilità, perché ci sono tanti pericoli per accedere ai rioni, che spesso sono bloccati nelle linee di fuga. Nel mio programma c’è il decentramento, come in quello dei miei colleghi. Pensiamo anche alla riqualificazione dei piccoli spazi sociali, perché bisogna riprendere l’attività di socializzazione nelle piazze. Grazie allo sbaraccamento pensiamo che si possano realizzare anche piccoli spazi dedicati allo sport. E poi c’è la viabilità, con attività commerciali che chiedono spazi per esprimersi e il caso del mercato Vascone. Al mio sindaco chiederò la possibilità di rafforzare la comunicazione col territorio. Un’ultima cosa che ci tenevo a dire è che la terza è una circoscrizione storica, per questo dobbiamo garantire una maggiore valorizzazione in chiave turistica e culturale”.
Pippo Picciotto alla V Circoscrizione
Pippo Picciotto è invece il candidato per la V Circoscrizione: “Nel 2001 ho iniziato a lavorare come cancelliere a Milano e da qualche anno sono rientrato in città grazie anche all’elezione come consigliere nella V Circoscrizione. Per me la politica è impegno costante nel cercare di risolvere le criticità. La politica è il servizio a favore di chi ha bisogno, tenendo sempre nel cuore la crescita di un territorio bellissimo come il nostro. La forma più alta e appassionata di chi si impegna è quella di chi resta coi piedi per terra e cerca di rispondere a chi espone i problemi. Il nostro impegno deve essere anche nel far tornare i figli di tutti, i giovani che sono andati via, dando loro modo di avviare il proprio percorso. Vedere loro andare via mi sprona a migliorare questa città bellissima. Dobbiamo creare un futuro migliore a chi ci abita. Nella V Circoscrizione ci sono vari temi, dobbiamo rilanciare sul Risanamento e sul turismo, sulla valorizzazione delle bellezze, sulla manutenzione del verde e delle strade e sulla qualità dei servizi”.
Salvatore Grosso alla VII Circoscrizione
Infine, la VII circoscrizione, dove sarà candidato il geologo Salvatore Grosso: “Negli ultimi anni ho visto le fragilità del territorio grazie alla mia professione. Ci sono fragilità, è vero, ma anche tante potenzialità. Ciò nonostante in questi anni interi villaggi sono stati abbandonati. Ci sono servizi essenziali come quelli sulla mobilità che danno dignità ai cittadini ma servono anche a combattere lo spopolamento. La mia attività è nata a Gesso ma tanti conoscono le battaglie che ho fatto anche per la difesa delle coste”.
Russo torna sulle polemiche dopo il caso La Vardera
Ha concluso questa prima parte, poi, nuovamente Antonella Russo: “Loro sono i candidati, le professionalità, le storie che scendono in campo per le circoscrizioni. Io sono un avvocato che esercita da 30 anni. Per me la dialettica anche politica, la polemica, l’utilizzo della parola è qualcosa che so fare da tanto tempo. Oggi evito di farla volutamente nell’interesse della coalizione per la quale tutti stanno mettendo la faccia e l’impegno. Ci stiamo candidando tutti perché abbiamo la consapevolezza che le due amministrazioni uscenti non sono ciò che vogliamo per la città. Noi siamo alternativi, totalmente, al centrodestra e al sindaco dimissionario. Ma lungi da me polemizzare contro chi vuole strumentalizzare. Ho la consapevolezza che la nostra battaglia non si gioca con le singole frasi, ma sui programmi. Chicco l’ha detto poco fa che la sua candidatura non nasce perché ha 21 anni, ma era già presidente del circolo da due anni, quando le elezioni erano solo nella mente di De Luca e Basile. Le battaglie le voglio fare non sulle polemiche, ma sul fatto che abbiamo un mese esatto nel convincere la città che l’alternativa siamo noi. Le mie energie le spenderò per convincere la gente ad andare a votare e andare a votare noi. Il nostro programma può attivare questo decentramento. Io sono orgogliosa di tutto loro. Li abbiamo scelti uno per uno, non con la rete a strascico”.
La candidata: “C’era tensione, ma non lo sto giustificando”
Il riferimento è alle polemiche nate dalla “strigliata” del leader La Vardera a Chicco Carabellò dei giorni scorsi. Stuzzicata dai giornalisti, Russo ha poi aggiunto: “A prescindere dalla diretta io e Francesco eravamo lì. Il chiarimento immediato c’è stato, perché anche dopo quelle frasi infelici di La Vardera siamo andati d’amore e d’accordo. Abbiamo parlato dei tir e dell’arsenico, anche dopo quelle espressioni. L’ho detto e lo ripeto che le sue frasi sono state infelici. In quel momento non è nata alcuna polemica perché abbiamo continuato a parlare dei fatti, cioè della denuncia sulla presenza dell’arsenico. In cantiere siamo entrati io e La Vardera, forse non potevamo nemmeno farlo, ma dopo il battibecco con il capo cantiere lo abbiamo fatto presi anche dall’enfasi del momento. Ci hanno buttati fuori e chiuso i cancelli, la tensione emotiva era tanta. Io non avrei fatto la diretta ma lui l’ha fatta e lo conosciamo, fa presa anche per questo. Quando è uscito fuori Francesco con la sua freschezza, La Vardera ha detto che non gliene f… niente che lui è candidato. Ho già detto che la frase è stata amplificata e detta male, non lo sto giustificando ma a mio parere voleva significare che lì abbiamo fatto un intervento istituzionale, non per la campagna elettorale”.
Russo attacca De Luca
E ancora: “Siamo entrati in due, cioè solo i due con un ruolo istituzionale. La sua espressione su Francesco è stata esagerata, amplificata, volgare. Ma non abbiamo spento la polemica perché è uscita a distanza di ore, noi da lì siamo andati via sereni. Cateno De Luca ha fatto il siparietto, lo sapete quante cose ha detto in questi anni. Non si possono mettere le due cose insieme, non si possono paragonare. Non me ne f… che sei candidato era legato a quel momento, non alla campagna generale. Ho già pensato a un incontro reale per questo chiarimento. Non lo faremo sui social, ma nella vita reale. Ci saremo noi, i Cinquestelle, La Vardera”. Il leader di Controcorrente si era poi scontrato anche con il consigliere del Pd Alessandro Russo, accusandolo di remare contro Antonella Russo. E la stessa candidata ha chiuso la questione: “Le polemiche con Alessandro Russo? Non ci credo che lui non mi appoggerà come ha detto La Vardera. La chiariremo nei modi opportuni che sono quelli personali”.
I piani sul decentramento
Su come si può attuare nel concreto io decentramento, invece, Russo ha concluso: “Nel programma stiamo prevedendo risorse finanziarie maggiori rispetto a quelle attuali, che possano consentire maggiore autonomia alle circoscrizioni. Ma serve anche un decentramento amministrativo diverso, faccio gli esempi di buche o illuminazione. Non vogliamo che l’ordine arrivi da Palazzo Zanca, vogliamo decentrare gli uffici così da permettere ai tecnici di intervenire subito”.
Polizia municipale sul territorio e il “caso” Torre Faro
E ha poi fatto un’altra proposta, legata anche al caos viario registrato nel weekend a Capo Peloro: “Ma vogliamo anche istituire distaccamenti della polizia municipale nelle singole circoscrizioni. Ve lo anticipo, stiamo mandando una nota per chiedere un distaccamento subito almeno nella sesta circoscrizione perché Torre Faro è un caso unico nel suo genere e lo abbiamo già visto nei giorni scorsi. Nei locali dell’istituto Marino ci sono uffici adibiti alla viabilità navale con un solo vigile presente. Noi vogliamo implementare questa attività anche grazie ai 100 nuovi vigili urbani e agli altri 30 che entreranno in sevizio. Penso che almeno 10 possano essere decentrati in questi locali già esistenti perché è impensabile che si debba partire da Gazzi per un problema di Torre Faro. E lo vogliamo fare con tutte le circoscrizioni”.
E ancora: “Parlando sempre di Torre Faro, già sabato e ieri abbiamo visto i problemi di viabilità causati anche dalla chiusura per lavori di Torri Morandi. Tra i consigli che vogliamo già dare, visto che è un problema immediato, c’è quello di un carroattrezzi sul posto per prelevare i mezzi in sosta selvaggia ma che non debba poi portarli fino a Maregrosso. E inoltre ci chiediamo perché la Ztl non sia ancora attiva. Ci sono tante cose da fare, ma anche qui l’amministrazione precedente ci è sembrata abbastanza sorda”.
