Autostrade "trazzere": l'incubo dei 60 km/h su A18 e A20

Autostrade “trazzere”: l’incubo dei 60 km/h su A18 e A20

Marco Olivieri

Autostrade “trazzere”: l’incubo dei 60 km/h su A18 e A20

domenica 11 Ottobre 2026 - 10:29

Caso Cas ed emergenze. Le condizioni di Messina-Catania e Messina-Palermo lo specchio di una Sicilia imprigionata nell'arretratezza

di Marco Olivieri

7 GIORNI DI ORDINARIA FOLLIA – A catturare l’attenzione di siciliani e messinesi, in questa settimana di follia ormai istituzionalizzata a livello mondiale, è stato il tema delle autostrade. Le nostre A18 Messina-Catania e A20 Messina-Palermo soffrono di drammatiche carenze strutturali che richiederanno molti anni per essere risolte. La metafora o il simbolo di un’Italia a due velocità e di una perenne questione meridionale, se vogliamo usare formule abusate ma sempre attuali.

In sostanza, le condizioni delle nostre autostrade sono lo specchio di una Sicilia imprigionata nell’arretratezza. E che non appare, a parte qualche lieve miglioramento, capace di risollevarsi.

La situazione critica delle autostrade siciliane tra rassicurazioni ed emergenze

Nel frattempo, il Cas, Consorzio per le Autostrade Siciliane, cerca di rassicurare gli automobilisti: “Non c’è alcuna limitazione o restrizione alla circolazione a 60 km orari sulle tratte autostradali interessate dalle verifiche ministeriali dei giorni scorsi. Il ministero delle Infrastrutture non ha ancora trasmesso i verbali delle operazioni ispettive effettuate nei giorni scorsi. Solo dopo la loro acquisizione la struttura di gestione del Consorzio potrà fare le proprie valutazioni e decidere eventuali ulteriori misure oltre a quelle adesso in vigore”.

E ancora: “La sicurezza delle autostrade A18 Messina-Catania e A20 Messina-Palermo è oggetto di un programma articolato di manutenzione, riqualificazione e adeguamento infrastrutturale, sviluppato attraverso interventi progressivi su viadotti, gallerie, pavimentazioni, barriere, segnaletica e impianti tecnologici. Tra le opere più significative figura il Viadotto Ritiro, sulla A20 Messina-Palermo, aperto al traffico nel 2024 dopo un complesso intervento di riqualificazione strutturale e messa in sicurezza. Sulla A18 Messina-Catania, la realizzazione della galleria artificiale di Letojanni che ha consentito di ripristinare la continuità autostradale nel tratto interessato dalla frana del 2015, risolvendo una delle criticità infrastrutturali più rilevanti della rete, le attività di bonifica acustica a Scaletta Zanclea e iniziative di potenziamento dei sistemi di controllo della circolazione, tra cui pannelli a messaggio variabile, impianti Tvcc e controllo della velocità”.

Tuttavia, il quadro rimane critico. Come abbiamo osservato, il dossier del super consulente Placido Migliorino risale al 2021 e aveva segnalato moltissimi nodi da sciogliere, per rendere sicure le autostrade. L’ispezione dei giorni scorsi ha evidenziato che i tratti non in sicurezza sono molti. E stanno per scattare le contromisure.

Il caso Cas, le emergenze e le responsabilità delle classi dirigenti in Sicilia

In particolare, non risultano adeguate le segnalazioni delle bande rumorose ai margini della carreggiata e in molti tratti manca la segnaletica dei limiti di velocità e di sorpasso dei mezzi pesanti. Le maggiori criticità riguardano appunto il tratto fra Messina e Sant’Agata di Militello e da Buonfornello a Cefalù sulla A20 e il tratto tra Messina e Giarre sulla A18.

Ma, al di là dei singoli aspetti, la questione Cas e quella delle autostrade investe le responsabilità di più generazioni della classe politica. Se oggi parliamo di autostrade “trazzere” e di carenze strutturali così gravi ciò significa che le classi dirigenti e noi cittadini abbiamo alimentato questa mortifera stragnazione. La paralisi di una Sicilia e di un sud rassegnati al declino. Da qui bisogna ripartire, oltre a risolvere in tempi brevi e altri necessariamente più lunghi le eterne emergenze.

Riprendere in mano la questione meridionale

Occorre soprattutto superare una mentalità da “vinti” e cambiare il corso delle cose. Riprendere in mano la questione meridionale con pensieri adeguati e figure capaci di rendere concrete queste idee.

Altrimenti, altro che 60 km orari.Tra qualche anno continueremo a leccarci le ferite e maledire il destino o chissà cos’altro.

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5 commenti

  1. Situazione degradante , vergognosa , sono anni che si parla e si vede che l’autostrada siciliana fa … totalmente e nessuno ha fatto mai niente , ora esce tutto al largo , chi ha avuto e ha tutt’ora responsabilità se le prenda e che la magistratura indaghi a 360 gradi ,perché è palese che sa sempre sono mancati gli interventi e i soldi dove sono andati a finire?

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  2. Anonimo Veneziano 11 Ottobre 2026 11:03

    Quindi non si pagherà più o conviene passare dalla statale.

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  3. Condivido in pieno e mi indigno di come sia stato possibile per tanti anni consentire una situazione del genere. L’intuizione avuta tanti anni fa dalla politica regionale di creare un ente siciliano che costruisse e gestisse le autostrade in Sicilia era originariamente buona ma poi col tempo non si è riusciti a mantenere le promesse. Le problematiche attuali sono il frutto di decenni di incuria e di cattive gestioni. E’ assurdo che in molti tratti ci siano ancora i guard rail di quando le autostrade sono state realizzate. Registro che in altre parti d’Italia le società che gestiscono le autostrade hanno in genere utili milionari mentre qui siamo con alcuni casellanti accusati di fare la cresta ai pedaggi…

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  4. Grazie ministro salvini , grazie anche a cicciu che hanno ridotto all’osso i finanziamenti per la viabilità nelle autostrade siciliane per fare un ponte che non serve a nulla. Ecco cosa succede a credere a gli asini che volano . Parlo proprio con voi propontisti e leghisti in sicilia avete sulla coscienza il degrado delle autostrade siciliane

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  5. mi chiedo tutti quegli enti pro consumatori e tutti quei politici anti “anti” dove siete dove siete stati dove sarete. In altre parti d’italia avrebbero bloccato tutto e i SIG.RI politici e dirigenti si sarebbe subito dimessi…. altra cultura

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