Accordo per quasi tutti i lavoratori. Ne restano tre in esubero, se ne parlerà lunedì prossimo. Ma la Fiom: "Solo ipotesi generiche"
“E’ stata trovata una soluzione per gran parte dei lavoratori attraverso ricollocazioni all’interno del processo produttivo e riallocazioni nell’ambito dell’attività di navigazione oltre agli esodi incentivati. Allo stato attuale, resta in sospeso la situazione di tre dipendenti ma si sta lavorando con puntualità ad una soluzione definitiva anche per queste figure”.
La Fismic Confsal esprime la propria soddisfazione per l’esito dell’ultimo incontro in merito al progetto di esternalizzazione e del licenziamento dei lavoratori considerati in esubero da parte della “Cantieri Navali dello Stretto Srl”.
Il segretario provinciale Fismic Confsal, Pippo De Leo ha espresso soddisfazione al termine dell’incontro: “La nostra insistenza è stata fondamentale affinché si aprisse un tavolo di confronto per trovare soluzioni adeguate in un clima di buone relazioni sindacali”.
Il confronto tra le parti proseguirà lunedì 29 giugno per trovare una soluzione definitiva.
Fiom: “Accordo lontano, solo ipotesi generiche”
In relazione alle notizie sulla presunta positiva risoluzione della vertenza dei cantieri navali dello stretto, la Fiom ritiene tale ricostruzione lontana dalla realtà emersa nell’incontro di oggi. L’azienda, infatti, si è limitata ad avanzare delle ipotesi generiche, senza specificare le adeguate garanzie contrattuali e salariali. Inoltre, almeno in questa fase di confronto, non c’è traccia di un piano industriale per il cantiere navale, al netto di annunci su nuove assunzioni nei prossimi anni. Infine, la Fiom – come definito nella piattaforma di convocazione dello sciopero del 15 maggio (che ha paralizzato il cantiere navale) – non è disponibile a sottoscrivere ipotesi che prevedano discriminazioni basate sulla condizione fisica, personale o sull’appartenenza sindacale. “Nei prossimi giorni si terrà un’assemblea dei lavoratori diretti e dell’indotto, unico luogo deputato alla validazione di ogni ipotesi di accordo”, conclude la Fiom.

