Il sindaco De Luca: “Messina non è normale. Prima hanno fallito, noi coraggiosi” - Tempostretto

Il sindaco De Luca: “Messina non è normale. Prima hanno fallito, noi coraggiosi”

Marco Ipsale

Il sindaco De Luca: “Messina non è normale. Prima hanno fallito, noi coraggiosi”

giovedì 24 Ottobre 2019 - 12:10

Il sindaco presenta la sua relazione annuale in Consiglio. Accuse, azioni, speranze

MESSINA – 501 capitoli, 1297 pagine. Un mese fa il sindaco Cateno De Luca ha pubblicato la relazione sul suo primo anno di attività, oggi la presenta in Consiglio. Parla per un’ora, accusa i suoi predecessori, è convinto di cambiare le sorti del Comune di Messina.

“Abbiamo ereditato fallimenti eclatanti, ipocrisia istituzionale, tentativi mai fatti. Abbiamo fatto con coraggio ciò che altri non hanno voluto fare, per fanatismo o per carrierismo becero contribuendo ad ammazzare la città. Certi percorsi sono pericolosi, generano reazioni, non portano vantaggi immediati. Questa è la città del rinvio a domani, noi abbiamo affrontato temi rinviati da decenni. Ogni segmento dell’amministrazione aveva gestori, padroni, clientele e interessi spesso illeciti, che abbiamo denunciato alle autorità competenti”.

I PREDECESSORI, LE PARTECIPATE, I SINDACATI

Il sindaco se la prende con i vecchi amministratori, soprattutto per la gestione delle partecipate, ma anche con alcuni sindacati. Chiaro il riferimento a Cgil e Uil, che hanno più volte manifestato disaccordo con l’operato della giunta De Luca. E il tema centrale è l’Atm.

“C’è chi ci valuta senza aver letto neanche una pagina della nostra relazione – dice De Luca -. Ci sono lobby che fanno pressioni, come quelle che hanno permesso che Messinambiente operasse in liquidazione per sei anni, generando 60 milioni di debiti”. Nel mirino alcuni sindacati. “Tutelano i propri interessi, non quelli dei lavoratori. Fanno pressioni sul Consiglio comunale per revocare la liquidazione dell’Atm, una scelta che comporterebbe la necessità di trovare subito 50 milioni per ripianare la situazione. La vecchia Atm non poteva continuare: non lo dico io o il Consiglio, lo diceva la Corte dei Conti, lo diceva la legge. Chi vuole tornare indietro ha un disegno criminoso o forse vuole farci dichiarare il dissesto. L’Atm era senza bilanci dal 2007, io non violerò le leggi come chi mi ha preceduto, abbiamo chiuso una fase di illegittimità contabili, ci sono state omissioni da parte dell’ex giunta e dell’ex Consiglio”.

Da qui la replica del presidente dell’attuale Consiglio, Claudio Cardile, che era anche componente del vecchio: “I bilanci Atm non erano stati approvati per il disallineamento con i bilanci comunali, il Consiglio aveva mosso rilievi importanti, non era connivente”. “Allora perché non aveva messo l’Atm in liquidazione?” – ha chiuso De Luca sul tema.

“MESSINA NON E’ UNA CITTA’ NORMALE”

Focus, poi, su Palazzo Zanca. “Questa città non è normale – prosegue il sindaco -, la nostra azione è finalizzata a riconquistare la normalità. Le dinamiche del Comune erano condizionate dai sindacati o dai mezzi di stampa, con avvertimenti dal sapore antidemocratico. La Corte dei Conti ha scritto migliaia di pagine sulla spartizione di risorse in modo illegittimo, il Collegio dei revisori dei conti ha fatto una serie di avvertimenti inascoltati. Entro fine anno completeremo la riorganizzazione del palazzo municipale. Il nostro programma è articolato su dieci anni, sento che il destino ci porterà a restare a lungo qui, ce n’è bisogno”.

I DIRIGENTI E LA PARTE ECONOMICO FINANZIARIA

De Luca punta l’attenzione sui dirigenti. “Dal 2010 ad oggi erano stati erogati 4 milioni per indennità di risultato, secondo noi in modo illegittimo. Abbiamo ridotto il numero e gli stipendi, se vogliono il resto se lo devono guadagnare. Nessuno aveva mai dato seguito alle censure dell’organismo indipendente di valutazione”. Poi sul tema economico finanziario. “Ringrazio parte dell’aula che ha accettato la sfida. Ci siamo presi la responsabilità non solo di evitare il dissesto, ma anche di agire di conseguenza. Questo Consiglio comunale ha approvato 500 transazioni, quello prima zero. Ovvio che l’input deve partire dalla giunta”.

OPERE PUBBLICHE, CRITICHE E SOLUZIONI

Il sindaco ricorda di aver dato l’ultimo impulso per l’avvio delle opere pubbliche più importanti in città: il porto di Tremestieri, la via don Blasco, il torrente Bisconte. “Poi abbiamo smontato la mala gestio dei cimiteri comunali, un sistema che aveva radici dal 1955 con la stessa impresa. Tanti pontificano ma poi non danno soluzioni compatibili col quadro normativo e contabile. E’ facile dire che bisogna togliere le famiglie dalle vecchie scuole degradate. Siamo tutti d’accordo. Ma ci sono le case da dare loro? Se non ci sono, si fa solo inutile polemica”.

LA CITTA’ METROPOLITANA

De Luca è anche sindaco della Città Metropolitana, “frutto di una legge scellerata. E’ un ruolo faticoso, lo si vive male anche perché qui ci sono due realtà complesse. Ma non ci si poteva tirare indietro, perché c’era il rischio di perdere 108 milioni di finanziamenti del Masterplan per Messina o di trascurare la manutenzione delle strade”.

(Marco Ipsale)

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Un commento

  1. Cateno,quannu ci vuole ci vuole e fai bene a ricordarlo a quelli che c’erano prima

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