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I film da (ri)vedere: “Via col vento” e i suoi mille conflitti

Pierluigi Siclari

I film da (ri)vedere: “Via col vento” e i suoi mille conflitti

domenica 17 Febbraio 2019 - 07:48
I film da (ri)vedere: “Via col vento” e i suoi mille conflitti

A tutti, almeno una volta nella vita, sarà capitato di citare le due celebri frasiFrancamente me ne infischio”e “Domani è un altro giorno”, pronunciate rispettivamente da Rhett Butler e Rossella O’Hara nel finale di Via col vento.

Il film, uscito nel 1939 con la regia di Victor Fleming, e tratto dall’omonimo romanzo di Margeret Mitchell, potrebbe spaventare per la sua lunghezza – 238 minuti – ma la trama è portata avanti da così tanti – e così forti – conflitti, da quello militare, a quello sentimentale a quello sociale, da non essere mai noiosa.

La storia inizia nel 1861, alla vigilia della guerra civile americana, a Tara, piantagione di cotone della famiglia O’Hara. Siamo in Georgia, in un Sud fiero e legato alle tradizioni (C’era una terra di cavalieri e campi di cotone chiamata il Vecchio Sud… Qui, in questo bel mondo, la galanteria fece il suo ultimo inchino… Qui per l’ultima volta furono visti i cavalieri e le loro dame, il padrone e lo schiavo. Cercatelo soltanto nei libri, perché non è altro che il ricordo di un saggio, una civiltà andata via col vento, recita il testo a scorrimento), naturalmente razzista e classista, e ingenuamente fiducioso di poter sconfiggere il Nord nell’imminente conflitto.

Rossella (interpretata da Vivien Leigh) scopre che Ashley Wilkes, di cui è segretamente innamorata – ma sarà lo spettatore a decidere se si tratta di vero amore o capricciosa ossessione – sposerà la propria cugina Melania Hamilton, e perciò non si dà pace. Egoista e superficiale, con i suoi imbrogli e le sue scaltrezze per ottenere ciò che desidera, ma anche capace di rimboccarsi le maniche e gestire un’attività economica, Rossella divide ormai da ottant’anni spettatori e spettatrici tra chi la adora e chi la detesta.

Più uniforme, invece, soprattutto da parte del pubblico femminile, il parere su Rhett Butler (Clark Gable). Espulso dall’accademia militare e messo al bando da tutte le famiglie di Charleston, compresa la sua, Rhett è l’unico a conoscere i veri sentimenti di Rossella verso Ashley e i conseguenti intrighi, e anche l’unico a capire che il glorioso Sud, nonostante la migliore tradizione militare, non potrà competere con il Nord, più industriale, più ricco, meglio equipaggiato. L’uomo è strafottente verso il comune senso del pudore, e dichiara di avere a cuore soltanto sé stesso, eppure dimostra, oltre che sagacia, grande coraggio, correndo spesso grossi rischi per tirare fuori dai guai chi si trova in difficoltà, senza avere nulla in cambio, e il suo punto di vista è nettamente il più progressista di tutto il film.

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Come già scritto, Via col vento non è solo una storia d’amore, soffermandosi sui cosiddetti “grandi temi” della narrativa: la morte, il potere, la libertà, e naturalmente la guerra, di cui vengono mostrate con intensità le conseguenze in termini di lutti e stenti.

La storia si sviluppa per tutta la guerra civile e i primi anni dell’età della Restaurazione, trascinando Rossella, Rhett e gli altri personaggi tra momenti di buona e cattiva sorte. Le donne e gli uomini di cui seguiremo le vicende non dovranno confrontarsi solo con le forze esterne, ma soprattutto con le proprie debolezze e delusioni, e il contesto sociale in cui si muoveranno avrà sempre un ruolo di primo piano.

I Record: Ai Premi Oscar del 1940 Via col vento si aggiudicò ben dieci statuette, tra cui quelle per miglior film, miglior regista, miglior sceneggiatura non originale, miglior attrice (Vivien Leigh), e miglior attrice non protagonista (Hattie McDaniel che, interpretando Mami, fu la prima afroamericana a vincere un Oscar). Rimase inoltre per più di venticinque anni il film col migliore incasso della storia del cinema e, se si considerasse l’inflazione monetaria, manterrebbe ancora oggi tale primato. L’American Film Institute lo ha inserito nel 1998 al quarto posto della classifica dei migliori cento film americani di sempre.

I compensi dei protagonisti: mentre stava per essere ingaggiato, Clark Gable si apprestava a divorziare da Ria Langham, che voleva 400000 dollari per concedere il divorzio. L’attore venne ricompensato appunto con 400000 dollari per il divorzio più altri 120000 da tenere per sé. Vivian Leigh, scelta tra quasi mille e cinquecento attrici provinate, ottenne invece 25000 dollari. Pur considerando che all’epoca Gable era già celebre mentre Vivien Leigh, invece, era poco conosciuta, non può non colpire la notevole differenza.

La profezia di Cooper: Oltre a Gable, per il ruolo di Rhett Butler era stato considerato anche Gary Cooper, che però era così poco convinto del progetto da dichiarare: Via col vento sta per diventare il più grande flop della storia del cinema, e sarà Clark Gable a perderci la faccia e non Gary Cooper”.

La colonna sonora: è nel complesso la più lunga mai realizzata per un film. Il brano più celebre è usato in Italia come sigla, ormai storica, del programma Porta a portacondotto da Bruno Vespa.

Perché vederlo: perché tutti i sud del mondo hanno molto in comune, e i loro tramonti levano il fiato anche sul grande schermo.

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