La notte degli "ultimi" allo stadio Scoglio: quel filo di emozioni che unisce l'artista al suo pubblico
di Silvia De Domenico
MESSINA – L’emozione era nell’aria e anche chi non è fan di Ultimo ne viene travolto. “Quel filo che unisce” l’artista romano al suo pubblico è fatto di parole, lacrime, amore. La notte degli “ultimi” allo stadio Scoglio di Messina è stata un successo. Per più di due ore i 40.000 del San Filippo hanno cantato in coro tutti i più grandi successi di Ultimo.

L’artista dei record torna a riconquistare Messina
Dopo il sold out dello scorso anno e di tutte le date di questo tour Niccolò Moriconi torna a riconquistare Messina. E non solo, perché il pubblico del Franco Scoglio proveniva da tutta la Calabria, la Sicilia e da altre regioni d’Italia.

“Sarà un concerto fatto di poche parole e di tante canzoni”
Un concerto fatto di poche parole e di molte canzoni. “Lo dico adesso così lo sapete tutti: quando mi chiedono perché non parlo mai ai concerti rispondo sempre che quello che devo dire io l’ho scritto dentro le mie canzoni e spero che questo possa bastare”, dice ai suoi fan Ultimo all’inizio dello spettacolo.

Si vola con “Peter Pan”
Fra un’emozione e una poesia un momento di ballo con il “Poroporopo” di “Ipocondria” urlato dal suo batterista. “Messina voglio vederti saltare”, dice Ultimo. Poi torna il buoi e lo stadio illuminato solo dalle torce del pubblico per intonare “Rondini al guinzaglio”. E poi si inizia a volare con “Peter pan”, quando Ultimo di alza su una piattaforma a diversi metri di altezza.

Il video dalla sua cameretta di “bambino che contava le stelle”
Sullo schermo appare un video registrato nel 2019. Niccolò si trova nella sua cameretta di quando era bambino, a casa della mamma. “Vi parlo dopo aver scritto una canzone che diventerà importante”, e alla fine del video scrive sulla chitarra il titolo del brano, “Il bambino che contava le stelle”. Quella stessa chitarra appare sul palco, Ultimo la imbraccia e inizia a suonarla. Dietro di lui, sul maxischermo, un tenero momento con il figlio Enea fra le braccia.

Il pianoforte sospeso in aria
Poi girasoli lanciati dal pubblico e proposte di matrimonio sulle note di “Piccola stella” e il cantate ironizza “ne ha sposati più Piccola stella che il Papa”. E torna la magia con i nastri argentati sparati sulle note di “Bella davvero”, poi Ultimo su un pianoforte sospeso in aria a diversi metri dal palco. E’ il momento di “Pianeti”, “Alba”, “La parte migliore di me” e “Il ballo delle incertezze”.

“Sogni appesi”, l’inno degli ultimi
Il cantante chiude il concerto con l’inno degli ultimi, “Sogni appesi”. Prima di cantarla Ultimo invita il suo pubblico ad abbracciare la persona accanto: “Se siete con qualcuno a cui volete bene è il momento di stringerlo. Questa è una delle prime canzoni che ho scritto sperando di avere un giorno una mia comunità con cui condividerla”. Poi le luci del palco si spengono e si accendono i fuochi d’artificio.













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