Messina, il (non) senso della corsia (non) preferenziale di via Garibaldi

Messina, il (non) senso della corsia (non) preferenziale di via Garibaldi

Marco Ipsale

Messina, il (non) senso della corsia (non) preferenziale di via Garibaldi

giovedì 25 Giugno 2026 - 09:15

La nuova giunta Basile è chiamata a sciogliere il nodo. Caminiti eredita la delega di Mondello

MESSINA – Da tempo è così, tanto da far pensare che sia la normalità. Invece è un’anomalia. Via Garibaldi, nel tratto che collega piazza Unità d’Italia a piazza Castronovo, è l’emblema della cultura stradale messinese. Due chilometri — uno in direzione nord e uno in direzione sud — dove il codice della strada sembra essere un suggerimento facoltativo. La configurazione attuale prevede due corsie per senso di marcia più una corsia preferenziale, che però è tale solo sulla carta.

La “preferenziale” fantasma e la resa del cordolo

La realtà dei fatti è sotto gli occhi di tutti: la corsia dedicata ai mezzi pubblici è stabilmente occupata da auto in divieto. Il risultato? I bus, anziché godere di un corridoio privilegiato, sono costretti a confluire nelle due corsie aperte al traffico, subendo rallentamenti costanti. Le sporadiche operazioni di controllo da parte della Polizia Municipale si sono dimostrate nel tempo un palliativo inefficace: una volta rimosse le pattuglie, la sosta selvaggia torna a regnare sovrana, 24 ore su 24. È il fallimento di una corsia preferenziale senza cordolo.

Due strade: il rigore o il cambiamento

La soluzione ideale, suggerita da anni da urbanisti e cittadini favorevoli al trasporto pubblico, sarebbe l’installazione di cordoli fisici per delimitare la carreggiata bus. Un’operazione che garantirebbe velocità commerciale al trasporto pubblico, ma che si scontrerebbe con la sollevazione popolare di chi – cittadini e commercianti – vedrebbe sparire la possibilità di parcheggiare come oggi.

Oppure l’alternativa: eliminare una corsia preferenziale che nei fatti non esiste e trasformare l’assetto stradale. Una terza corsia per senso di marcia, unita alla creazione di parcheggi a pagamento tra gli alberi, permetterebbe di fare ordine.

Dal punto di vista tecnico, il recupero di spazio è possibile. Una corsia preferenziale ha dimensioni maggiori di una corsia “normale” di scorrimento. Razionalizzando gli spazi, e sfruttando l’ampiezza occupata dal filare di alberi che oggi funge da spartiacque inutilizzato, si potrebbe ricavare una terza corsia di marcia, distribuendo meglio il traffico. Anche un minimo sacrificio dei marciapiedi potrebbe essere compensato da una gestione regolamentata della sosta, trasformando un’area di caos in una risorsa economica per le casse comunali.

Nel dettaglio: la corsia preferenziale è larga 3,5 metri, una corsia normale 2,75, con un risparmio di 75 centimetri. Circa un metro è oggi occupato in larghezza dagli alberi, per un totale di circa 1 metro e 75. Gli stalli di sosta sono larghi 2 metri e quindi servirebbe “mangiare” circa 25 centimetri di marciapiedi.

La situazione più a sud: la pista ciclabile

La corsia preferenziale, del resto, è stata già eliminata nel tratto di via Garibaldi compreso tra viale Boccetta e largo San Giacomo. Qui, però, il sacrificio è stato fatto per fare spazio alla pista ciclabile. Una scelta che, se da un lato promuove la mobilità dolce, dall’altro ha penalizzato il trasporto pubblico, ricreando ingorghi che oggi rallentano ulteriormente i bus. Il confronto con soluzioni alternative, come le piste ricavate sui marciapiedi, già sperimentate con successo altrove (vedi via Cesare Battisti e via del Vespro), resta aperto.

Una sfida per l’assessore Caminiti

Dopo quasi otto anni di gestione targata Salvatore Mondello, in cui si è scelto di non cambiare, la delega alle Infrastrutture e alla Viabilità è passata a Francesco Caminiti nella nuova giunta Basile. A lui, ora, il compito di dipanare la matassa di via Garibaldi. Il nuovo assessore si trova davanti a un bivio: avere il coraggio politico di blindare la corsia bus con i cordoli oppure optare per un cambio radicale che porti almeno ordine dove oggi regna l’anarchia. Ciò che è certo è che l’attuale situazione ibrida non è più sostenibile: non serve né a chi deve muoversi con i mezzi pubblici né a chi cerca un parcheggio civile.

3 commenti

  1. Cittadino sconvolto 25 Giugno 2026 12:04

    ….qualche voto lo hanno racimolato in questa zona….insomma

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  2. La giunta di governo della città, negli ultimi anni, si è caratterizzata come una arrogante nemica degli automobilisti e dei commercianti in ossequio alla ormai vetusta moda della demonizzazione delle auto private. Si sono invase le zone commerciali della città con piste ciclabili ottenendo il misero risultato di vederle percorse da tre ciclisti l’ora. Nelle stesse zone sono stati cancellati migliaia di posti auto con l’ enorme, preoccupante risultato della chiusura di moltissime attività commerciali. Spero che la sostituzione dell’assessore comporti un consistente miglioramento della situazione per i cittadini automobilisti che hanno diritto a ordinata felicità e non alla imposizione di tristi divieti apportatori di miseria.

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  3. Non servono a nulla queste corsie perché a parte che non saranno mai libere poi gli autobus sbattono negli alberi sono cose inutili come i cordoli come la pista ciclabile al centro e tutto il resto svegliamoci noi cittadini e voi commercianti

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