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Messina: torna De Luca e ricomincia la telenovela sfiducia. Scontro nel M5S

Rosaria Brancato

Messina: torna De Luca e ricomincia la telenovela sfiducia. Scontro nel M5S

mercoledì 08 Luglio 2020 - 11:18
Messina: torna De Luca e ricomincia la telenovela sfiducia. Scontro nel M5S

Come con Accorinti ricomincia la telenovela sulla mozione di sfiducia. E già spuntano le prime fratture tra i gruppi

Quando il capogruppo di Sicilia Futura La Tona prima e il sindaco De Luca poi hanno iniziato a parlare di “mozione di sfiducia” ho avuto un deja vu. La telenovela stucchevole della sfiducia ad Accorinti ha riempito le pagine dei giornali per oltre due anni, dalla seconda metà del 2015 fino al 16 febbraio 2017 con un risultato scontato. Come da copione, poiché nessuno voleva lasciare la poltrona, la mozione di sfiducia fu bocciata (23 sì, 10 no e  5 astenuti), peraltro grazie anche ad astensioni calcolate visto che l’astensione viene considerata come un no.

La sfiducia ad Accorinti

A salvare Accorinti furono, come scrisse Tempostretto in quei giorni (ed anche prima della seduta di votazione….), i consiglieri di area genovesiana e il Pd. Quel voto causò fratture interne ai vari gruppi, ad esempio nel Pd perché la capogruppo di allora, Antonella Russo fu la sedicesima a firmare la richiesta di mozione di sfiducia e quella firma fu determinante per portare in Aula la richiesta. Ma il finale, come detto, era scontato e quando Benedetto Vaccarino dichiarò che si sarebbe astenuto (dopo aver detto peste e corna dell’amministrazione per mesi e mesi), vi fu un sospiro di sollievo collettivo e palpabile.

Ricomincia la telenovela

Ho fatto questo esercizio di memoria perché sia chiaro che anche nel caso di De Luca stiamo per aprire una telenovela simile, con un finale altrettanto scontato. Cambiano solo i protagonisti. Tranne che a Barcellona, dove l’amministrazione davvero rivoluzionaria di Maria Teresa Collica, fu interrotta dalla sfiducia, non vi sono molti casi analoghi in Sicilia (compresa l’Ars dove la sfiducia a Crocetta durò per 3 anni….). Sia il sindaco che i consiglieri sono consapevoli che un ritorno alle urne è sempre un terno al lotto.

De Luca detta i tempi

De Luca però viaggia col vento in poppa e potrebbe anche stuzzicarlo l’idea di votare ad ottobre per avere un “consiglio tutto suo”. Proprio per questo “stuzzica” l’Aula, che si guarda bene nel cascare nel tranello. Non a caso, prendendo a spunto le dichiarazioni del capogruppo di Sicilia Futura Pietro La Tonadimettiamoci tutti o mandiamolo a casa”, De Luca rilancia: “entro mezzogiorno di venerdì portatemi 17 firme, mi dimetto e si vota a ottobre”, dettando tempi, orari, modi e tabella di marcia.

Argento cade nel tranello

L’unico a cascarci è stato il capogruppo del M5S Andrea Argento, che ha fatto il suo gioco ed ha firmato il documento invitando i colleghi dell’Aula a fare altrettanto. In realtà sappiamo benissimo tutti, senza ipocrisia, che al di là della maggioranza che già sostiene De Luca, nessun consigliere, anche dell’opposizione vuol interrompere prima il mandato, anche per poter assolvere fino alla fine il suo ruolo. Si sa benissimo che le mozioni di sfiducia vengono firmate quel tanto che basta da non spaventare nessuno fino in fondo. Però portano acqua al mulino di chi le firma. Nel caso di Accorinti il conteggio “scappò di mano” ai genovesiani quando l’allora presidente del consiglio Emilia Barrile firmò (e in Aula si astenne portando così alla bocciatura della mozione). Solo per via dei calcoli sbagliati si arrivò veramente al voto. E’ il gioco delle parti.

Malumori nel m5s

Argento quindi con la fuga in avanti da primo firmatario non ha trovato il favore dei colleghi d’opposizione e neanche del suo stesso gruppo pentastellato, che gli contesta d’aver deciso da solo. Non è la prima volta che viene mossa questa contestazione ad Argento (sia Giannetto che Cipolla prima di lasciare il gruppo lo hanno evidenziato e di recente anche Schepis). Se De Luca lancia il guanto di sfida “portatemi 17 firme entro mezzogiorno di venerdì” e subito qualcuno inizia a raccoglierle equivale a farsi dettare i tempi dal primo cittadino.

“Decidiamo noi i tempi”

Ed è proprio quello che dichiara Alessandro Russo intervistato da Tempostretto: “caro sindaco prima venga in Aula e risponda alle nostre interrogazioni comprese quelle sulle spese del Coc e dell Protezione civile in emergenza, poi decidiamo noi se e quando presentare le mozioni di sfiducia”.Come Russo la pensano altri consiglieri d’opposizione e altri esponenti del M5S che non hanno intenzione di sottoscrivere la mozione di Argento neanche come “operazione immagine”. Se arrivi con 5 firme a venerdì è un regalo a De Luca.

Divide et impera

Così come accadde con Accorinti però, la telenovela sfiducia rischia di creare fratture e divisioni nei singoli gruppi con il solo risultato di portare acqua al mulino dell’amministrazione e sfinire la città con decine di annunci, dichiarazioni, comunicati, conferenze stampa inutili. Nessuno vuol interrompere il mandato prima e tornare al voto ad ottobre senza che ci sia un’alternativa. Nessuno compreso il sindaco, che comunque ha sicuramente molte più frecce al suo arco del consiglio.

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2 commenti

  1. Secondo me non bisogna fare nessuna mozione di sfiducia ma bensì farla implodere da sola questa amministrazione tanto prima o poi ci penseranno altri ahahahah

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  2. Non ho votato De Luca, ma non capisco perchè chi sta nelle minoranze o all’opposizione debba fare solo politica distruttiva, e attaccare continuamente invece di cercare di trarre il meglio da ciò che si sta facendo…ma…politica del fare o del dire…atroce dilemma…

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