Morì in bici, 4 anni dopo si riapre il caso: non fu un malore fatale

Morì in bici, 4 anni dopo si riapre il caso: non fu un malore fatale

Alessandra Serio

Morì in bici, 4 anni dopo si riapre il caso: non fu un malore fatale

sabato 24 Ottobre 2026 - 16:14

Perché l'inchiesta su Federico Latteri è da rifare. La battaglia della moglie per trovare la verità

La Procura di Patti riapre il caso di Federico Latteri, morto in bicicletta dopo un incidente avvenuto nel 2022 a Torrenova. La prima indagine terminò con l’archiviazione dell’automobilista che aveva impattato con la bici, arrivando alla conclusione che non era stato lo schianto auto-bici a provocare la morte del dipendente del Comune di Acquedolci ma che quest’ultimo, accusando un malore, aveva perso il controllo del due ruote finendo contro il veicolo. Dalla causa civile, però, è emersa un’altra verità ed ora la magistratura pattese è chiamata a rifare gli accertamenti.

Morto per un malore, la famiglia non ci crede

federico latteri
Federico Latteri

“Accogliamo questo fondamentale passaggio con serenità e rinnovata fiducia nell’operato della magistratura, auspicando che il prosieguo delle indagini possa contribuire a fare piena luce sull’incidente e a chiarire ogni aspetto ancora da accertare – dicono gli avvocati Claudio Congedo e Giuseppe Emanuele Greco, che hanno chiesto la riapertura dell’inchiesta per conto di Angelina Miraglia. La moglie e i figli di Federico Latteri non hanno mai condiviso la conclusione della prima inchiesta e, malgrado la prima istanza di riapertura del caso fu rigettata, non si sono mai arresi e hanno continuato la loro battaglia sul piano civile. Proprio il giudice civile a Ivrea, nell’ambito della causa assicurativa, ha ribaltato le conclusioni, arrivando ad un’altra conclusione. Fatto che permette ora alla famiglia Latteri di confidare : “...che il lavoro della magistratura consenta di ricostruire compiutamente i fatti e di accertare eventuali responsabilità, affinché possa finalmente emergere la verità. Continueremo ad affrontare questo percorso con fiducia, dignità e profondo rispetto per le istituzioni, nella convinzione che ogni ulteriore approfondimento rappresenti un passo decisivo verso la verità e la giustizia”.

Perché la prima inchiesta era stata archiviata

A base della prima archiviazione c’era la consulenza medico legale effettuata sul corpo di Federico Latteri, dopo l’incidente del luglio 2022. Ha avuto un malore fatale, aveva detto in sostanza il perito della Procura di Patti. Ma la moglie Angelina aveva incontrato il marito in ospedale, subito dopo l’incidente, prima che le sue condizioni si aggravassero fatalmente. “Me lo ha detto chiaramente, non ha accusato alcun malore, è stato colpito dall’auto e si è fatto molto male cadendo”, ha sempre sostenuto Angelina. I suoi legali, durante gli accertamenti, hanno duramente contestato la conclusione del consulente medico legale degli inquirenti, depositando una contro perizia che metteva in dubbio in particolare la lettura dei “vetrini” esaminati durante l’autopsia. Ma la Procura di Patti ha archiviato l’ipotesi di reato nei confronti della conducente dell’automobile venuta al crash con la bici di Latteri, come richiesto dal difensore, l’avvocato Massimiliano Fabio.

Il caso si riapre, cos’è emerso

In seguito, nel corso della causa civile per decidere l’istanza di risarcimento del danno, il Tribunale di Ivrea ha incaricato un proprio autonomo consulente di effettuare una nuova perizia medico legale, dalla quale è emerso chiaramente che nei “vetrini” esaminati dal perito della Procura di Patti non c’è traccia di alcun malore e che la causa della morte di Federico Latteri era legata ai traumi riportati durante l’incidente stradale. Da qui si riparte, adesso, a Patti, per trovare la verità.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED