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“Piraterie”, Francesco Pira al Giardino Letterario

Redazione

“Piraterie”, Francesco Pira al Giardino Letterario

giovedì 11 Luglio 2019 - 07:52
“Piraterie”, Francesco Pira al Giardino Letterario

Piraterie, edito da Medinova, l’ultimo libro di Francesco Pira, sociologo e professore di comunicazione e giornalismo all’Università di Messina sbarca a Milazzo. Oggi, giovedì 11 luglio 2019, il libro verrà presentato alle 19 a Villa Vaccarino nell’ambito della prestigiosa rassegna “Giardino Letterario. Il docente e giornalista torna per il secondo anno a Milazzo. Lo scorso anno sempre a Villa Vaccarino aveva presentato il suo penultimo saggio “Giornalismi” con la giornalista Rossana Franzone.

Dialogo a tre voci

L’autore converserà con la professoressa Antonietta Micali e con l’assessore ai Beni Culturali del Comune professor Salvo Presti. Questo ultimo lavoro di Francesco Pira sta riscuotendo un ottimo successo. Presentato in librerie, teatri e rassegne letterarie, di recente è stato accolto favorevolmente al Festival Internazionale Taobuk di Taormina. Il prossimo venerdì 19 luglio sarà presentato a Santa Croce Camerina davanti alla famosa casa del Commissario Montalbano.

I diritti d’autore del libro Piraterie saranno devoluti alla LCIF Lions International Foundation per l’acquisto di vaccini per i bambini del Terzo Mondo.

Uso improprio delle nuove tecnologie

Le pagine dei giornali ed i servizi televisivi riportano quotidianamente episodi di cronaca, legati soprattutto alle conseguenze legate ad un uso improprio della rete e delle nuove tecnologie. Eppure accade di rado che vengano proposti servizi, attraverso i quali creare delle valide occasioni per riflettere su quanto esse abbiano effettivamente condizionato e/o modificato la quotidianità di ciascuno. Internet, Facebook, Instagram e gli smartphone hanno fornito nuovi codici e nuovi linguaggi che di fatto hanno impostato la comunicazione su ritmi prima impensabili ed impostato le relazioni su modalità di interazione, dettate dal qui ed ora, dal tutto e subito.

L’esperienza di Francesco Pira

In questo panorama, arriva come una meteora Francesco Pira, autore di “ Piraterie riflessioni brevi di vita social” (Medinova pp. 136, euro 11). In questo ultimo libro l’autore ha raccolto 81 articoli, pubblicati dal 17 gennaio 2017 al 16 settembre 2018, sul quotidiano “La Sicilia” in un’apposita rubrica. La rubrica, denominata PIRAterie, ogni domenica si è meritata la Terza Pagina del giornale. E’ il primo volume che Pira pubblica con Medinova, casa editrice di Favara, presieduta da Antonio Liotta. I due sono legati da una splendida amicizia che si è concretizzata anche in eccellenti collaborazioni culturali. La copertina è già tutto un programma. Appare la faccia di un PIRA..TA dagli occhi buoni magistralmente disegnato da uno dei più grandi artisti siciliani, Nicolo D’Alessandro. Un palermitano collaboratore di Repubblica, vero Maestro d’arte ed eccellente intellettuale. E’ riuscito a nascondere dietro la faccia di questo PIRATA l’autore, giocando con il suo cognome. La foto della quarta di copertina di Pira è una bravissima fotografa ed autrice di reportage straordinari in giro per il mondo, la taorminese Lidia Bolognari.

La prefazione di Antonello Piraneo

Un testo che nella sua prefazione porta la firma del giornalista Antonello Piraneo, Direttore Responsabile Quotidiano La Sicilia.

“Questo volume rappresenta non solo la compiuta raccolta di un anno di PIRAterie, ma soprattutto il momento di sintesi di un percorso intellettuale ed umano, nel quale chi legge si sente pienamente coinvolto. Un saggio interessante ed originale per questo suo modo di porre la nostra società 2.0 e di porsi senza falsa retorica. Le nuove tecnologie sono ormai parte di noi, caratterizzano la nostra quotidianità e garantiscono la fruizione personalizzata dei contenuti. Francesco Pira da bucaniere «globalizzato» diviene protagonista di incursioni dell’intelletto condotte con brio e un pizzico di ilarità. Di conseguenza il lettore è portato ad interrogarsi sul suo rapporto con i mezzi di comunicazione, con gli smartphone, le applicazioni. Il fine è andare insieme oltre il dato oggettivo che, supportato da solide basi teoriche, diviene occasione di una più approfondita analisi sociologica da vivere e condividere. Il piglio giornalistico regala istantanee nelle quali ciascuno ha la possibilità di rivedersi e, sorridendo, porsi delle domande”.

Dodici sezioni

Il testo è suddiviso in dodici sezioni che sottolineano i tratti salienti del mutamento sociale in atto. Gli articoli riportati vengono riportati, in modo da offrire per ogni macro-area una chiave di lettura. E naturalmente per invitare il lettore a riflettere sui suoi comportamenti e in questo modo porsi in maniera critica nei confronti delle nuove tecnologie e della rete.

Ho ritenuto utile il contributo che da giornalista oltre che da studioso e ricercatore” afferma Francesco Pira. “Attraverso degli articoli che siano capaci di restituire in modo semplice ed immediato gli oggetti delle mie ricerche si possono scattare delle istantanee sulla nostra quotidianità. E naturalmente focalizzare l’attenzione su temi di grande interesse e che condizionano, seppure noi spesso non ne abbiamo consapevolezza,i nostri comportamenti e la nostra esistenza non solo di singoli individui, ma soprattutto le relazioni interpersonali”.

Le parole di Cristina Graziano nella post-fazione

E le ricadute sul tessuto sociale sono evidenti, come ha evidenziato Cristina Graziano, docente di Lettere e giornalista che firma la post-fazione. “Il fatto di cronaca, il dato scientifico, una ricerca condotta in qualsiasi parte del mondo sono stati “vissuti” quali occasioni di approfondimento sociologico da restituire alle “masse” con un piglio giornalistico di effetto. Questo grazie ad un uso fluido della scrittura e ad un tono a tratti scanzonato. Costruire con padronanza situazioni comunicative leggere, porta il lettore, pure quello distratto, a riflettere. E così il professore Pira, da novello Orazio, “denuncia” i vizi umani con l’obiettivo di concorrere a sviluppare un nuovo ispirato ai criteri dell’equilibrio e della misura nell’impiego delle nuove tecnologie. D’altronde «In medio stat virtus» sostenevano già i latini e la propensione a guardare avanti, dettata dal progresso e dall’individualismo, talora ci induce a perdere il nostro «essere umano»”.

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